Si è tenuto lo scorso 30 maggio, al Museo del Sannio, l’incontro organizzato dall’AFS Intercultura locale per ricordare il centesimo anniversario della Prima Guerra Mondiale il Centenario dell’American Field Service, AFS Intercultura è una realtà consolidata, un ente morale riconosciuto con DPR n. 578/85, posto sotto la tutela del Ministero degli Affari Esteri che ogni anno promuove viaggi all’estero per giovanissimi mossi dal desiderio di conoscere il mondo senza limiti e frontiere.
L’incontro è stato moderato dal presidente dell’associazione, Marica Sabatino con il vicepresidente, Guido Signoriello che hanno ringraziato la professoressa Concetta Cirocco: fu proprio lei, 25 anni fa a fondare a Benevento l’AFS Intercultura locale.
Nella stessa serata il professore Vespasiano, docente di Sociologia dell’Università del Sannio, ha presentato il libro “Dove sta la frontiera. Dalle ambulanze di guerra agli scambi interculturali”, di Stefania Chinzari e Roberto Ruffiini, Hoepli editore.
Il libro affronta, appunto, il lungo percorso di Intercultura nato come strumento di salvezza per i feriti di ogni guerra e evolutosi nel tempo come entità portatrice di pace.
Stamattina, alla Rocca dei Rettori, l’apertura della mostra che porta lo stesso titolo del convegno.
Dodici pannelli in esposizione a testimonianza di un passato di sacrifici fatti per offrire le proprie competenze per salvare gli altri.
Ogni pannello è dotato di codici QR collegati ai contenuti multimediali della mostra virtuale di AFS (www.100anniafs.org)
“ Erano giovani studenti volontari provenienti, studenti provenienti da Harvard – spiega Guido Signoriello – vice – presidente della sezione locale di Intercultura – e senza fare distinguo tra le nazionalità dei feriti, si ponevano alla guida di ambulanze per portare salvezza a tutti!”
Con il tempo la loro idea di solidarietà si è diffusa in tutto il mondo dove sono nate tante sezioni locali di Intercultura.
La sezione beneventana è molto attiva grazie all’aiuto concreto dei tanti volontari, ma soprattutto alla presenza costante della professoressa dell’Istituto Guacci, Miriam Castracane.
Una decina i giovani pronti alle prossime partenze e a vivere la stessa esperienza vissuta, lo scorso anno, da Sara Carofiglio.
“Sono partita per il Brasile nell’agosto del 2014 per ritornare a gennaio scorso – ha dichiarato – per un semestre di studio in Brasile. Sono stata ospite della famiglia Ramos che mi ha accolto come una figlia e mi ha permesso di integrarmi con il luogo e le persone.
Ho seguito la scia di Chiara Vespasiano, mia compagna di classe partita l’anno precedente. Mi ha coinvolto il suo entusiasmo e ho deciso di vivere questa esperienza dal forte valore formativo”.
La mostra, ad ingresso gratuito, sarà visitabile fino al prossimo 7 giugno, presso la sala dell’Acquedotto della Rocca dei Rettori.