Inizia sabato la due giorni del programma “Tecniche, pratiche e tentativi di relazioni di comunità” proposto e organizzato della cooperativa sociale Immaginaria.

Per il 29 febbraio, alle ore 19:00 è prevista la messa in scena di “Indaco”, a cura di Enzo Mirone e Gina Ferri, in collaborazione con DERRIERE LA SCENE, LA TENDA, Immaginaria Coop Sociale Onlus con la partecipazione di Quaglietta Rita, Pastorino Elvira, Serao Valentina, Ciaramella Rosa,  Soriano Oana Claudia, IppolitoEmilia, Gallo Francesca, Galardi Emilia, Forte Anna Maria, De Souza Raquel Aparecida, Ronca Rosalba, Fredella Simona, Corso Carlo, Mazzoni Francesca, Giangregorio Consuelo, Masiello Ilaria, Pomponio Sergio.

La pièce rientra all’interno del progetto “sex _(H)umàn” che esplora, a partire dal mito dell’androgino, il rapporto possibile tra maschile e femminile attraverso una rilettura della favola di Barbablù in tutte le sue variazioni.

Nell’ottica di una ricomposizione dell’unità, propria della figura mitologica, Barbablù e la sua giovane sposa diventano le parti indivisibili dell’androgino originario. Due voci che, talvolta dialogano armonizzandosi mirabilmente, altre producendo terribili dissonanze.

Le chiavi consegnate da Barbablù alla sua giovane sposa sono domande. Domande, quindi, che la giovane sposa consegna a sé stessa. Ciascuna chiave apre una porta. Ciascuna domanda rivela una verità. Non è la semplice curiosità o il desiderio di trasgredire a spingerci ad usare quelle chiavi, a porre quelle domande, ma l’affermazione assoluta di una volontà di conoscenza.

“Indaco” è un lavoro sulla creazione di un corpo unico e consapevole della diversità e della ricchezza della somma di tutte le sue parti pensanti e agenti. Un lavoro sulla condivisione e la rielaborazione in forma scenica del proprio vissuto e della propria personalissima verità.

“Indaco” rappresenta il momento finale di un laboratorio, realizzato in collaborazione con “La tenda” di Salerno, da Enzo Mirone e Gina Ferri, basato sull’esplorazione delle capacità/possibilità espressive del corpo agito nello spazio ed in relazione agli altri corpi, sull’utilizzo in sede scenica del corpo come fonte ed origine del desiderio e, allo stesso tempo, come mezzo del conflitto e luogo del ripristino. Il progetto è stato anche inserito all’interno di Quartieri di Vita 2019-20, il festival di formazione e teatro sociale organizzato dalla Fondazione Campania dei Festival, con il sostegno della Regione Campania.

L’appuntamento è ad Alma d’Arte, Via della Repubblica, 16, Frazione Motta, a Sant’Angelo a Cupolo.

Per info e prenotazioni +39 349 836 3589