«Connessioni Sperimentali. Nuovi percorsi nel solco dell’Astrattismo Totale» è il titolo della mostra di pittura di tre giovani beneventani che sarà inaugurata, alle ore 11,00 di domenica 18 novembre, all’Arte/Studio – Gallery di via Sant’Agostino 15 a Benevento (a pochi metri dall’Arco Traiano).

La mostra, con la direzione artistica di Antonio Salzano, con i testi critici dello storico dell’arte Giovanni Cardone e dell’artista Mario Lanzione, raccoglie le opere recenti dei tre artisti: Donato Izzo, Francesco Peluso e Matteo Sarro.

Testo critico dello storico dell’arte Giovanni Cardone per la mostra:

Grazie alla sperimentazione e al bisogno di una nuova visione dell’arte, nel 2012 a Benevento nasce il Gruppo Astrattismo Totale formato dagli artisti Giuseppe Cotroneo, Mario Lanzione e Antonio Salzano. Con l’intento  di rinnovare l’arte Astratta attraverso la “fusione” dei valori aniconici essenziali espressi dalle correnti artistiche del ‘900, dall’Informale all’Astrattismo Geometrico. In effetti, l’idea di coniugare la materia e la geometria nasce, nel 1975, con le carte veline di Mario Lanzione che, attraverso la ricerca e la formazione di Gruppi come “Generazioni”, ha portato avanti questa scelta artistica fino a quando, nel 2008, ha esposto a Benevento con una mostra personale intitolata “Astrattismo Totale. Un percorso artistico tra materia e geometria”, presentata da Rosario Pinto.

I giovani artisti astratti che sono Francesco Peluso, Donato Izzo e Matteo Sarro sono accomunati dalla radice comune dell’astrattismo totale.

Le loro opere astratte si rivolgono alle diverse esperienze artistiche del secondo dopoguerra e in particolare ai pittori astratti americani e all’Informale. In questo senso è possibile ricollegarsi all’arte di Jackson Pollock, rappresentante dell’espressionismo astratto o action painting insieme a De Kooning e contemporaneamente ritrovare alcuni richiami ai gesti informali di Hans Hartung e Pierre Soulages. Nell’interpretazione di questi giovani artisti queste diverse modalità d’espressione convivono, dando vita a una perfetta fusione, dove il gesto convulso di Pollock e le concitate tonalità cromatiche di De Kooning sembrano ritrovare una gestualità più controllata senza per questo perdere d’intensità e vigore. La purezza formale e il rigore assoluto delle loro composizioni, infatti, si amalgama perfettamente con il ritmo esplosivo di un colore che, pur concitato nella stesura, risulta sapientemente modulato. Dal caos della materia, di cui il colore si fa portavoce sulla tela come graffiata e squarciata in più punti, si approda all’ordine rigoroso di una cornice posta quasi a contenere un implodere improvviso. Nelle tele astratte di questi giovani artisti la realtà appare sfigurata e resa irriconoscibile. Solo l’uso del colore e gli abbinamenti cromatici sembrano mantenere, paradossalmente, il contatto col reale. In quanto veicoli per comunicare un’emozione, essi si fanno portavoce di ciò che l’artista prova e sperimenta. Questi giovani artisti sembrano trovare proprio nell’ astrattismo totale quell’ispirazione e quel senso di gioia e libertà che solo l’arte è in grado di trasmettere.