Usato gas sarin contro popolazioni civili in Siria, l’arma chimica di distruzione di massa è stato adoperato, senza pietà contro persone inermi fra le quali tantissimi bambini.

E’ dal marzo del 2011 che in Siria ha avuto inizio una guerra civile che sembra non avere fine. Dalle prime dimostrazioni contro il governo di Bashar al-Assad, sviluppatesi nel contesto della cosiddetta “primavera araba”, lo scontro tra governativi e oppositori non ha avuto fine; ad esso si è poi aggiunta, col radicalizzarsi degli scontri, una forza estremista di stampo salafita che, grazie anche agli aiuti ricevuti da paesi sunniti dell’area, sta cercando di spingere alla instaurazione della Sharia in tutto il paese.

A causa della posizione strategica della Siria, molti paesi, sia occidentali che arabi, sono intervenuti nel conflitto cercando di sostenere uno schieramento o l’altro, a seconda dei loro interessi economici o dei loro orientamenti religiosi.

Sciiti e Sunniti e amici degli uni e degli altri, hanno portato lo scontro a livelli  insostenibili, la Siria è ormai un paese fantasma da cui scappano, sempre più numerosi, migliaia di profughi in cerca di salvezza, ma per coloro che restano, spesso intrappolati nelle città e nei piccoli centri, il destino riserva solo sofferenze e spesso una morte orribile, ovattata e silenziosa, quella di un gas che colpisce il sistema nervoso provocando vomito, perdita dei liquidi corporei, spasmi convulsivi e uno stato comatoso che porta al soffocamento e dunque alla morte.siria_big

Questa la sorte riservata dal governo siriano a molti abitanti di Idlid, a coloro che venivano ritenuti ribelli e perciò meritevoli di una fine tanto atroce.  58 persone, tra cui 11 minori, sono le vittime dell’attacco, un crimine contro l’umanità che non si dovrebbe accettare passivamente, una morte decretata contro civili inermi a cui si è poi aggiunto un bombardamento contro un ospedale vicino che aveva in cura i sopravvissuti.

Dopo l’eccidio tutti denunciano l’atto disumano, dalla Turchia di Erdogan alla Russia di Putin, dalla Francia che ha chiesto una riunione “urgente” del consiglio di sicurezza dell’Onu, a Federica Mogherini Alta rappresentante dell’Unione europea per gli affari esteri e la politica di sicurezza dell’unione, in un coro di proteste che stride con le responsabilità che la politica internazionale ha nei confronti degli avvenimenti in Siria.

Nessuna tregua stabilita da accordi è mai durata tanto da consentire di sciogliere i nodi della politica siriana e internazionale. Tutti accusano i responsabili di quest’ultimo atto di barbarie umana, ma chi sono i responsabili diretti ed indiretti? E perché non pagheranno mai per tali misfatti?

L’Umanità è morta, titolano alcuni giornali, ed in effetti sembra che il termine stesso di umanità abbia perduto ogni significato, si ammazza il nemico non in una battaglia nella quale i combattenti si fronteggiano apertamente, ma si persegue una guerra ripugnante e indegna di ogni carattere di umanità eliminando l’altro in modo sordido e immorale, senza distinguere tra combattenti e persone inermi, fra adulti e bambini, purchè si faccia il maggior danno possibile senza rischiare in prima persona e ottenendo il massimo risultato.

This frame grab from video provided on Tuesday April 4, 2017, by Qasioun News Agency, outlet that is consistent with independent AP reporting, shows a Syrian man carries on his back a man suffered from a suspected chemical attack, in Khan Sheikhoun town, northern Idlib province, Syria. A suspected chemical attack in a town in Syria's northern Idlib province killed several people, Syrian opposition activists said, describing the attack as among the worst in the country's six-year civil war. (Qasioun News Agency, via AP)

Il fronte governativo di Assad è sostenuto da paesi provenienti anche dall’Iraq e dall’Afganistan, quello dei ribelli trova invece il sostegno della Turchia e  dei paesi sunniti del Golfo, soprattutto di Arabia Saudita e Qatar, interessati questi ultimi a contrastare la presenza sciita in Medio Oriente.

Anche all’interno dell’Onu si è verificata una profonda spaccatura tra Stati Uniti, Francia e Regno Unito, schieratisi a sostegno dei ribelli, e Cina e Russia che invece sostengono il governo siriano sia in ambito diplomatico che militare. Un conflitto iniziato dunque come protesta del popolo siriano contro un governo ritenuto ingiusto che si è presto trasformato in una lotta tra interessi contrapposti che non ha avuto scrupoli nello stritolare la popolazione civile nella morsa di una guerra sporca e senza regole, uno scontro in cui tutto appare lecito, anche sterminare innocenti, cancellando, contemporaneamente, ogni simulacro di umanità.

La maschera del diritto, della difesa di un’etnia, di una fede, di interessi nemmeno tanto nascosti, hanno prodotto movimenti politici autoproclamatisi paladini del popolo: accanto ai governativi di Assad sono scesi in campo l’Esercito Siriano Libero (  l’FSA), il Fronte al-Nusra, lo Stato Islamico dell’Iraq ( ISIS), soldati turchi, curdi, russi, occidentali, in un “baillamme” senza fine di persone, ragioni, valori, vantaggi, convenienze e tornaconti che hanno davvero cancellato ogni valore umano.

Oggi ricordiamo con tristezza e rabbia la morte di tanti esseri umani che hanno avuto la sola sfortuna di trovarsi nel posto sbagliato al momento sbagliato, esseri umani, tra cui tanti bambini, con la sola colpa di essere “nemici” da distruggere, senza pentimenti e soprattutto senza pietà.

Forse davvero l’umanità è morta!