Ieri sera, al Mulino Pacifico di Benevento, la Solot Compagnia Stabile della città, ha portato in scena “La Marcolfa” di Dario Fo, spettacolo prodotto da Solot e I due della città del sole, per la regia di Michelangelo Fetto, anche interprete, insieme all’inseparabile Antonio Intorcia e Rosario Giglio, Massimo Pagano, Assunta Maria Berruti, Carlotta Boccaccino.

Tra nobili e plebei, sguatteri e mezzadri, in scena rivive l’opera buffa, riportata in un’antica Benevento (quanto mai attuale). Quel tempo, dove si trova un passato/presente, mai nostalgico e sempre vivo. Come il ricordo di Antonio Sorgente, con la sua voce inconfondibile che apre la serata, facendo da speciale nocchiere per il pubblico che affolla la sala.

Sotterfugi, amanti traditi e sogni infranti, sono lì tutti sulla scena ben diretta e bellissima nei suoi colori e costumi. I ritmi incalzanti di una commedia non facile sono corretti e impeccabili, mai eccessivi.

“La Marcolfa” è oggi più che mai bisogno di rinascere, attraverso la diversità e l’ingiustizia di essere riconosciuta come libertà di vivere e di poter scegliere. Oggi più che mai, c’è la necessità di ritrovare e ritrovarsi, non per essere nostalgici bensì per rinascere di nuova linfa. Come questo spettacolo che dal 1997, data storica per la messa in scena della Solot, oggi rivive con una nuova ottica, con attori in parte diversi, inquadrando sapientemente la verità del testo.

La”verità” di un teatro mai stanco, sempre vivo come quello del palco del Mulino Pacifico, dove tante sono le relazioni, coesioni, realtà artistiche, prospettive e collaborazioni. Una fabbrica di teatro sempre in moto! Un movimento a volte faticoso che, però, raggiunge ottimi risultati.

Non si può non esserne affascinati e tornare, anche solo per poter ritrovare l’atmosfera magica che si respira tra i tendaggi e le sale impolverate di quel passato/presente immortale. Il Teatro.