C’è una parte della Natura, nascosta tra le radici degli alberi, fra le piante basse che crescono all’ombra e preferiscono l’umido e la frescura. Le bellissime felci dalle foglie ampie; i ciclamini che spezzano il verde con il loro rosa intenso e il profumo amarognolo;  le violette, che fanno capolino timidamente, celebrate in canzoni e poesie… È bello passeggiare sul morbido muschio e goderne il profumo che sa di presepe.

Anche la natura umana ha un suo aspetto un po’ recondito. La timidezza, il pudore, la semplicità, la sincerità, costituiscono il lato “morbido”, forse indifeso perchè sono caratteristiche, non appariscenti ma gradevoli, delle persone.

Ben altro sono certe “virtù”‚  che, sotto mentite  spoglie, nascondono l’ipocrisia, l’inganno, il doppio gioco, il mellifluo servilismo. L’ambiente ideale per queste doti sembra essere la politica. All’ombra dei rapporti umani prevale spesso l’utile del singolo, che , per raggiungere i propri scopi, si cela dietro l’interesse collettivo e poi tradisce e si vende al miglior offerente.

Tuttavia, non dev’essere una vita felice  quella di chi si barcamena tra un’occasione e l’altra, con l’ansia di realizzare a ogni costo fini che poi non sono validi per tutti: non per chi gli ha mostrato fiducia, non per coloro ai quali sorride ma come Giuda, celando le vere intenzioni, mentre delude e danneggia. Certo, non é  comunque da invidiare…

Per dirla con Metastasio*. «Se a ciascun l’interno affanno si leggesse in fronte scritto, quanti mai che invidia fanno ci farebbero pietà!»

 

*Pietro Metastasio – (1698 – 1782), pseudonimo di Pietro Antonio Domenico Bonaventura Trapassi, è stato un poeta, librettista, drammaturgo e presbitero italiano. È considerato il riformatore del melodramma italiano.