di Luciaelisa Luongo

Il Natale ha un sapore diverso rispetto a tutto il resto dell’anno. Il modo giusto per accompagnare il clima di festa e spiritualità, è donare fare un piccolo dono ad una persona cara o a chi è meno fortunato di noi, per farle comprendere che in quel momento abbiamo pensato a lei e che non è sola, o solo.

Secondo rilevanti statistiche, lo scorso Natale in tantissimi hanno preferito non utilizzare il web per acquistare le proprie strenne, ma si sono rivolti  direttamente ai puti vendita dislocati sul territorio, magari nel proprio comune, spaziando non soltanto nel centri commerciali con le solite griffe, ma recandosi anche in botteghe artigianali  e piccoli commercianti, quelli di sempre.

Tra gli esercizi più gettonati, ci sono state le librerie. Luoghi di cultura e magia, di racconti e sogni stampati e impressi per sempre su carta, che negli ultimi tempi erano stati  un po’ trascurati proprio a causa dello sviluppo dell’e-commerce e dei portali web sui quali oramai si vende di tutto… Eppure in ogni libreria c’è un tesoro, e la gente ha iniziato di nuovo a frequentarle, in controtendenza se vogliamo, sfidando persino le file per accedervi, causate dalle restrizioni covid. Ma, nonostante tutto, donne, uomini, bambini, hanno – finalmente! –  preferito non rinunciare all’acquisto di un buon libro, attendendo pazientemente, e tutto questo mi sembra quasi magico….

I libri più gettonati e che hanno fatto registrare notevoli vendite, per questo Natale, sono stati ”L’acqua del lago non è mai dolce” di Giulia Caminto, un romanzo entrato tra i cinque finalisti al Premio Strega 2021.  In particolare, esso pone un’analisi della nostra anima appieno. Un romanzo in grado di ribaltare anche i propri principi. Poi “Cambiare l’acqua ai fiori”, di Valerie Perrin, un romanzo pieno di emozioni: tristezza, serenità, rabbia, calma e pace. Se un segreto sembrava svelarsi, in realtà, era solo per dare un segno su qualcosa di ancora più grande.

Rivedere le librerie, affollate di lettori, anche in fila, mi ha fatto comprendere che non è ancora finita… Poter ammirare tanti lettori che hanno riscoperto l’emozione della libreria ed hanno speso il loro tempo alla ricerca del libro giusto che appagasse le proprie aspettative, è stato davvero piacevole. Io credo che, per chi è aduso alla lettura ma anche per i neofiti, indugiare in una libreria per meno di venti minuti è impossibile! Può passare anche più di un’ora, piacevolmente rapiti, senza quasi accorgersene.

Soprattutto, vedere tantissimi giovani e giovanissimi, in una libreria, ha suscitato in me maggiore meraviglia, perché vuol dire che quel piacevole e arricchente passatempo che è la lettura non passerà mai di moda. Ogni libro puà essere un fedele compagno di “viaggio”, può sviluppare fantasia e conoscenze, e di certo non tradirà mai le attese.

E, proprio a causa dell’isolamento indotto dalla pandemia, e dalle difficoltà che ogni adolescente incontra durante il passaggio nel mondo degli adulti, ogni libro può rappresentare un valido sostegno e aiuto, morale, culturale, psicologico. E prepararlo così al mondo che verrà, facendo aumentare notevolmente la consapevolezza di se stessi e fortificandone l’autostima. Per affrontare la vita diversamente.

Altrettanto importante è regalare un libro: molto spesso tale dono si trasforma in una sorta di suggerimento, uno sprono alla riflessione e alla piacevole distrazione. O, chissà, può anche trasformarsi in un aiuto in un momento di smarrimento.

Ognuno di noi ha la sua storia e la sua vita, è indubbio: ed ognuno l’affronta con coraggio. Io credo che la lettura di qualche buon libro possa aiutarci ad affrontare e capire anche le situazioni difficili. Magari con il libro giusto, che sappia aprirci la mente e/o il cuore e regalarci una nuova rinascita, nuovi orizzonti e prospettive. E allora, se molto romanticamente, anche nel dono alla persona cara si cela l’essenza del Natale, allora impariamo tutti a regalare un libro. E impariamo a regalarcene, magari rinunciando ad un capo firmato o ad un profumo, ma investendo sui noi stessi, sulla nostra cultura, e soprattutto sui nostri sentimenti.