Campi di concentramento per omosessuali sono stati creati in Cecenia, paese dove vige una dittatura islamica ed in cui questi vengono imprigionati o obbligati a lasciare il paese.

Gravi le accuse mosse al governo del paese dalle comunità Lgbt da associazioni ong gay che hanno denunciato le violenze di cui gli omosessuali sono vittime, dai campi di rieducazione alle torture e alle prigioni segrete, trattati come criminali degni di ogni sopruso, in nome di un diritto parto di un pregiudizio e di un fanatismo religioso che non possono avere spazio in qualsiasi comunità civile.

Sembrava lontano il tempo delle violenze contro gli omossessuali da parte dei nazisti e delle dittature degli anni atroci del Novecento, eppure il tempo, per il pregiudizio e la pretesa supremazia di un diritto distorto, sembra essersi fermato, la piccola repubblica della Cecenia, da poco uscita da un tragico conflitto durato anni tra indipendentisti ed esercito di Mosca, è assurta alle pagine della cronaca per una politica gretta e meschina che si arroga la pretesa di discriminare in nome del solo orientamento sessuale.141605192-b5998eb2-0996-49d4-9e25-70516e3b9399

Il paese russo ha deciso di aprire dunque il primo campo di concentramento per i soli omossessuali dai tempi del nazismo, in esso vi sarebbero circa 100 detenuti, tre dei quali sono già stati uccisi, la notizia è stata resa nota dal giornale russo Novoya Gazeta. Secondo il quotidiano russo, esisterebbero, con ogni probabilità, altri campi dello stesso tipo, uno dei quali nell’ex quartiere generale della città di Argun. Tragica la vita dei detenuti, secondo quanto riportato da uno dei prigionieri fuggito dal campo, essi vengono picchiati e costretti a rivelare nomi di altri omosessuali o, nella migliore delle ipotesi, sono obbligati a pagare forti somme di danaro a funzionari compiacenti per sfuggire all’arresto.

Questa notizia tanto assurda e tragica è giunta anche in Italia, qui  l’associazione radicale “Certi diritti” ha inviato una lettera di protesta a Federica Mogherini e Angelino Alfano affinchè intervengano per porre fine a comportamenti abietti che mancano totalmente di umanità. Secondo l’associazione in parola, nel paese russo uomini e ragazzi sono oggetti di violenze e sevizie da parte dei corpi paramilitari a causa della loro tendenza sessuale. Anche Amnesty International si è mossa sollecitando le autorità russe ad intervenire per porre fine alle scelte del governo ceceno.

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Forse sarebbe più semplice, per quanti praticano il pregiudizio nei riguardi degli omossessuali, interrogarsi sull’origine di tale orientamento, mai frutto di vizi nascosti, nè di cattiva educazione o di madri troppo protettive o di padri assenti, ma piuttosto di predisposizione genetica naturale; l’omosessualità non è una pratica contro natura, se la “normalità” vede la sessualità come pratica esclusiva di un uomo e di una donna in quanto essa porta alla procreazione, la stessa “normalità” dovrebbe ammettere che il rapporto eterosessuale è fatto anche di piacere e di amore, le stesse finalità di un rapporto omosessuale.

Sarà pure un concetto difficile per tanti da accettare, vuoi per pregiudizio , preconcetto o cultura, ma l’omosessualità esiste da sempre in tutti i luoghi e in tutti i tempi, in una percentuale ora calcolata tra il 5 e il 10 %, ed è presente anche nel mondo animale. Purtroppo quando la chiusura mentale ed il pregiudizio verso qualsiasi diversità si trasforma in un malinteso “diritto”, tutto sembra accettabile e giustificato, la diversità spaventa perché scuote la normalità, sembra minacciare la continuità della nostra solita “normale” esistenza, poco importa se concretamente nessuno minaccia o mette in pericolo le nostre abitudini e le nostre scelte, l’importante è riequilibrare il disequilibrio a qualunque costo, anche ricorrendo a comportamenti che ci offendono come esseri umani.

Il Presidente ceceno Razman Kadyrov, alleato stretto del Presidente russo Putin, ha negato ogni accusa ed ogni pratica disumana affermando: “ Non si possono arrestare persone che non esistono”! E’ lecito chiedersi allora, se non esistono perché cercarli, identificarli, arrestarli e praticare su di essi ogni forma di sevizie? Se non esistono allora perché rinchiuderli in campi di concentramento dove, per ragioni di ignoranza scientifica e civile essi diventano visibili e dunque identificabili e distinguibili come esseri umani?cecenia (1)

Nel corso del regime nazista migliaia di omosessuali furono internati nei campi di concentramento insieme a Ebrei, Rom, Sinti, Jenish e testimoni di Geova, tutti colpevoli  ai loro occhi di diversità  inaccettabili, agli uomini si cuciva sulla divisa un triangolo rosa, alle donne uno nero, tutto in modo che la loro particolare diversità fosse riconoscibile immediatamente. Si stima che circa la metà dei 100 mila di questi internati  condotti ai campi di sterminio, furono trucidati,  tanto che si parla, nel loro caso, di Omocausto.

Negli anni successivi, sebbene fuori dai campi di sterminio, gli omosessuali hanno continuato ad essere oggetto di discriminazioni sociali, lavorative e culturali, come tanta cinematografia racconta in modo implacabile, basti pensare che solo nel 2002 il governo tedesco ha chiesto ufficialmente scusa alla comunità gay per quanto loro accaduto in epoca nazista.

L’omofobia, termine che definisce la paura irrazionale, l’intolleranza e l’odio nei confronti delle persone omosessuali da parte della società eterosessista, è un atteggiamento cui si giunge attraverso l’educazione; fin da bambini acquisiamo valori che ci vengono presentati come giusti o sbagliati e, prima ancora di diventare omofobi, siamo condizionati da un’educazione che ci presenta l’essere gay come qualcosa di sbagliato, innaturale e contrario al vivere comune.

Quanto sta accadendo in Cecenia dovrebbe dunque diventare monito per tutti noi, nessuno dovrebbe dimenticare che il rispetto dell’altro, anche delle sue diversità, è presupposto irrinunciabile della nostra appartenenza al genere umano, luminoso nelle sue tante e preziose diversità oltre che  patrimonio di ogni comunità civile.