Amelia…

Non era solo un strumento musicale: era un membro della famiglia. Aveva accompagnato Amelia nei suoi studi al Conservatorio, assecondando la sua passione per la musica. Suo padre l’aveva fatto trasportare in Italia dalla Germania: era un pianoforte verticale, da concerto, bellissimo e imponente.

Quando si sposò, Amelia lo portò nella sua nuova casa, salvandolo, per fortuna, dai bombardamenti che distrussero la casa paterna.
Così, il pianoforte allietò una nuova famiglia, con Amelia alla tastiera durante le feste, e per i compleanni, gli onomastici, e occasioni importanti. Poi ci fu una casa nuova, più grande, e per quella fonte di musica ci fu un angolo privilegiato, nel quale troneggiava da solo. Era amato, al punto che Amelia non riuscì a separarsene nemmeno quando lei non suonò più, perché non c’era più armonia nel suo cuore, ma dolore.
Lo destinò a quello tra i nipoti che aveva cominciato a studiare musica, come lei.
Di nuovo, il pianoforte cambiò casa e città…