Nella mattinata di martedì 25, presso la Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale, Sezione San Tommaso d’Aquino di Napoli,  l’Odg della Campania ha organizzato un incontro di formazione sul tema caldo:“FAMIGLIA, MINORI E GIORNALISMO DI VERITÀ. TRA DEONTOLOGIA E DIRITTO CANONICO”valutando la necessità di informare secondo verità e obiettività, oltre che con attenzione  ai diversi risvolti sociali e culturali di una istituzione e di problematiche che sono mutate nel tempo, ma che ancora rappresentano la linfa di una società che vuole definirsi giusta e attenta.

Alla conferenza, organizzata in collaborazione con l’Ucsi (unione cattolica della stampa italiana) hanno presenziato Ottavio Lucarelli, Presidente Odg Campania, il Cardinale di Napoli, Monsignor Crescenzio Sepe, il Direttore responsabile di Avvenire, Marco Tarquinio, la prof.ssa Francesca Galgano, docente di Diritto Romano presso l’Università “Federico II” di Napoli e  di altri eminenti rappresentanti della Facoltà Teologica; durante l’incontro  è stata ufficialmente presentata alla stampa il nuovo Dipartimento di Diritto Canonico della Pftim, istituito con decreto della Congregazione del l’Educazione Cattolica.

Dopo i saluti di rito del Lucarelli, ha preso la parola Marco Tarquinio, cronista di Avvenire, come da lui stesso definitosi, che ha voluto richiamare la centralità del tema della famiglia e della sua importanza, non solo religiosa, ma anche e soprattutto come istituzione sociale, culturale e fiscale.

La società odierna, a suo dire, ha capovolto l’immagine della famiglia, che è passata dall’essere grande forza positiva e rassicurante, a grande problema. Troppo spesso oggi si parla di famiglia solo in occasione di eventi di cronaca negativi come violenze, maltrattamenti, morte, dimenticando la profonda funzione di tale istituzione come scuola di solidarietà. Intorno alla istituzione familiare è andato dunque nascendo un lessico deteriore, processo che diventa significativo nel sorpasso del matrimonio civile rispetto a quello religioso.

Una volta il matrimonio rappresentava un punto di arrivo per quanti programmavano il loro futuro e le loro vite, la sacralità religiosa ne consolidava lo spessore sociale oltre che affettivo, oggi è evidente la paura di fronte alla solennità del matrimonio, si scelgono e si preferiscono rapporti fluidi, non impegnativi, modalità di cui, egli ha affermato, la politica si disinteressa, qualunque sia il tipo di rapporto instaurato fra due individui, sia esso tradizionale o omosessuale. Anche dal punto di vista economico e fiscale molte donne preferiscono essere madri single che sposate, magari per avere un accesso più rapido e sicuro agli asili nido.

Secondo Tarquinio assistiamo ad un capovolgimento del conveniente con lo sconveniente, il modo classico di costruire una famiglia è diventato inutile e superfluo, sulla famiglia come scuola di solidarietà e accoglienza, è prevalso l’individualismo, il sovranismo, il nazionalismo e il disprezzo dei poveri e di chi li aiuta.  Le città, da secoli sono famiglie di famiglie, luoghi di accoglienza con un luogo fisico che era luogo spirituale e questo modo di vivere e stato sempre figlio della cultura familiare classica. Il diritto deve assicurare questo modo di pensare e vivere, non deve essere uno strumento di esclusione o barriera all’accoglienza.

In merito a quanto affermato da Tarquinio Lucarelli ricorda che la cultura dell’accoglienza, pur nelle conquiste che si sono succedute, è un emblema della città  di Napoli.

La Galgano è intervenuta per ribadire che il diritto, nella sua funzione sociale e storica, non è lontano dal giornalismo e, come la stampa, si occupa dei minori, delle loro problematiche e differenze, dei cambiamenti che essi vivono oggi rispetto al passato, non più dunque solo elementi da proteggere, ma soggetti capaci del potere di scelta, un potere che spesso vede assente, alle loro spalle, la famiglia. Oggi alla pratica della “protezione del minore” si è sostituito la constatazione di un soggetto esperto dei contenuti digitali, che manipola, crea e invia autonomamente, spesso senza controllo o guida della famiglia.

In chiusura il Cardinale Sepe ha voluto ricordare che la teologia, oggetto del nuovo corso di studi del nuovo Dipartimento di Diritto Canonico, è uno strumento utile alla Chiesa, ma anche alla vita quotidiana. Ha voluto poi ricordare che la Chiesa spesso deve rispondere a problemi a fronte dei quali essa non è preparata, né a risolvere, né ad  affrontare, per questo motivo essa deve mettersi in gioco studiando con umiltà e imparando a comunicare, educare e formare, anche attraverso la stampa libera.

Temi caldi quelli affrontati in occasione dell’iniziativa culturale in oggetto, materia affrontata ovviamente, vista la sede e la maggior parte dei convenuti, soprattutto con spirito religioso, tuttavia, pur con i distinguo necessari in merito alle proposte fideistiche di soluzione del tema della crisi familiare e dei minori, riteniamo che l’argomento e il desiderio di affrontare le difficoltà nella gestione dell’evoluzione dell’istituzione familiare, siano stati preziosi per suggerire, anche nella comunicazione per mezzo della stampa, cautela, rispetto e soprattutto riguardo alla verità dell’informazione.