Grandi emozioni ieri sera per la serata dedicata a Carlo Verdone per il Premio alla Carriera. In Piazza Cardinal Pacca, completa in tutti i posti a sedere, si è dipanata la storia di un uomo diventato famoso per la sua bravura nel creare storie e personaggi. Colpisce la semplicità e l’umanità di un grande del cinema che, si racconta confidando al pubblico di Benevento episodi e aneddoti di una carriera durata 43 anni. La figura della madre da inizio al suo viaggio nel mondo dello spettacolo, la fiducia di una donna verso il figlio che titubante affronta la platea, infondendogli coraggio e determinazione. Un Verdone che non si era mai visto attraverso la televisione e il cinema, un’anima profonda e una sensibilità viva, posta al servizio di coloro che amano la bellezza. Proprio questa sensibilità gli offre la possibilità di riconoscere i suoi personaggi nella vita di tutti giorni. Lui stesso si definisce “pedinatore” della gente. Ricorda gli esordi e le difficoltà ad affermare le sue idee e i suoi personaggi. Gli anni 80 hanno portato una svolta epocale nella comicità italiana, dando spazio ad artisti come Massimo Troisi e lo stesso Verdone. Anche la figura delle donne era notevolmente cambiata nel cinema; parte il momento del comico imbranato e sottomesso. Verdone desiderava, però, far riflettere oltre che far sorridere e ha insistito anche con i suoi produttori Sergio Leone e Mario Cecchi Gori, realizzando grandi pellicole come “Compagni di Scuola”, “Maledetto il giorno che ti ho incontrato”, “Perdiamoci di vista”, “Un sacco Bello” e “Bianco rosso e verdone”, “Borotalco”, “Acqua e Sapone”, “I due carabinieri”. In ogni pellicola c’è un grande lavoro di scrittura, ma in alcune scene c’è anche tanta improvvisazione che le ha rese più fresche e, ancora oggi, attuali e divertenti. La spontaneità nello stare davanti la macchina da presa senza sapere cosa sarebbe accaduto al momento del ciak è uno dei segreti per poter realizzare al meglio la scena, a volte girata solo una volta.

Ammette che “Compagni di scuola” è un film che racconta le fragilità e le amarezze degli uomini in maniera attenta, il più premiato, con 220 pagine di copione e diciotto attori, non convinse subito il produttore Cecchi Gori che, solo dopo aver visto il film, ne fu contento. Ricorda tra i migliori incassi “Viaggi di Nozze” con 32 miliardi di lire. E poi ancora “Gallo Cedrone” e “Un cinese in coma”, che non ebbe subito un grande successo ma con il tempo è stato compreso e apprezzato.

Dopo qualche anno passato a viaggiare con i figli in America e in Medio Oriente, ritorna con “Ma che colpa abbiamo noi” e  un copione straordinario come quello di “L’amore è eterno finché dura” che conferma il successo di autore, regista e attore ormai all’apice della carriera.

Verdone, però, ammette che il suo film preferito è sicuramente “Borotalco” (cinque David di Donatello 1982)  dove esprimere liberamente la sua arte attraverso un unico personaggio, rimasto nella memoria di tutti. Tanti, infatti, sono i protagonisti delle sue storie avvincenti e intriganti, dove la dolcezza e la simpatia ritornano ogni volta facendone vere e proprie icone del cinema italiano. Oltre ad essere un vero e proprio antidepressivo naturale! Quando lo definiscono così è felice di vedere quanto bene si può fare con una risata.

Il cinema non è la sua unica passione, confessa che la fotografia e, in particolare, fotografare le nuvole lo appaga ed è la sua preghiera intima, quasi un voler fuggire dalle inquadrature dove si ritrovano le facce dei suoi personaggi. Ha inaugurato il 30 luglio scorso al Museo Madre di Napoli la sua personale”Nuvole e colori”.

Tra i ricordi più belli, il ciak chiamato da sua madre, ormai malata, sul set di “Borotalco” e il concerto dei Police a Roma dove, riconosciuto dal pubblico presente, 15000 persone si sente a chiamare dalla folla: “Carlo Carlo”.

Grandi collaborazioni anche per le colonne sonore da Ennio Morricone, ricordato durante la serata con la proiezione di “Bianco, Rosso e Verdone”, Lucio Dalla, Antonello Venditti e altri.

Emozionato segue la proiezione di un video a lui dedicato con gli auguri di tutte le sue attrici: Claudia Gerini, Paola Cortellesi, Asia Argento, Eleonora Giorgi, Ilenia Pastorelli, Laura Morante, Eva Riccobono, Ornella Muri, Paola Minaccioni, Micaela Ramazzotti, Veronica Pivetti, Laura Chiatti, Anita Caprioli, Mariana Falace, Anna Foglietta, Regina Orioli, Maria pia Calzone, Stefania Rocca, Nancy Brilli, Geppi Cucciar, Margherita Bui.

In conclusione al momento del premio, consegnato dal direttore Antonio Frascadore, confessa che spera di fare altri film per restare nei ricordi di tutti e, magari, girarne uno a Benevento.

L’omaggio a Verdone è stato preceduto dalla premiazione dei film vincitori dei concorsi indetti dal BCT Festival, per il miglior lungometraggio e cortometraggio. Ad aggiudicarsi il premio come miglior cortometraggio Offro io, scritto e diretto da Paola Minaccioni, alla sua prima prova da regista; mentre il premio per la sezione lungometraggio, è stato assegnato al film di Stefano Usardi Affittasi Vita.

E come ogni anno, il BCT – Festival Nazionale del Cinema e della Televisione, saluterà il suo pubblico con un evento musicale realizzato in collaborazione con  l’Orchestra Filarmonica di Benevento: il concerto del cantautore e musicista Max Gazzè   in programma questa alle ore 21.30 nella suggestiva cornice del teatro Romano di Benevento.