(Serenella Rullo) – Nei campi intorno alla mia città, devastati dall’ultima alluvione, ho visto le nuove, piccole, rigogliose piante di vite che i tenaci contadini hanno messo a dimora. I filari ordinati sfoggiano un verde tenero che spicca sullo sfondo delle colline intorno. Promesse di dolci futuri chicchi d’uva.

Lungo la strada della riserva “Tevere-Farfa”, qualche malvone rosa risalta orgogliosamente contro lo sfondo nero dei terreni, ancora scuri per il fuoco distruttore. Sfida la natura, e fa sperare in  giorni di splendide fioriture.
Tra i pini e i cipressi delle colline maremmane, dalle quali si ammira il mare, ho cercato un segno di rinascita. Il terreno arso, scuro, coperto da cespugli rinsecchiti, sembra ormai senza vita. Ho cercato… Ho cercato… E ai piedi del tronco contorto e annerito di un ulivo,  ho scorto un ciuffetto d’erba verde, incredibilmente vivo, luminoso come uno smeraldo.
Forse, in quest’autunno c’è  già un preludio di primavera.