Un cielo plumbeo, un atmosfera surreale dentro e fuori dal campo, un silenzio interrotto solo dal rumore scrosciante della pioggia e dai singhiozzi dei tanti tifosi viola, quel minuto 13, quell’applauso, quella coreografia, quell’abbraccio di una città intera al suo eterno capitano. È questa l’immagine che resterà per sempre di Fiorentina – Benevento, il primo appuntamento dei viola dopo la scomparsa del capitano  Davide Astori. Si conclude con una vittoria dei padroni di casa la triste giornata dedicata al numero 13 della Fiorentina, con un gol alle ore 13, fatto dal suo naturale sostituto che indossava la maglia numero 31 (inverso di 13). Segnali del destino, segno che Davide era lì, era in campo, ancora una volta al fianco dei suoi compagni, tra la sua gente.

Ma l’aspetto sportivo dell’evento che è andato in scena nel capoluogo toscano assume un’importanza quanto meno secondaria. Lo sanno tutti, anche i 1800 sanniti giunti a Firenze al seguito della Strega. “Nessuno muore finchè vive nel tuo cuore. Ciao Davide”, ecco lo striscione lasciato dai tifosi del Benevento fuori dall’Artemio Franchi in onore di Davide Astori. Un gesto di umanità e di affetto che non è passato inosservato agli occhi gonfi di lacrime dei tifosi viola, increduli non solo per il tristi evento che ha colpito la propria squadra del cuore, ma anche per il rispetto e per la lealtà loro dimostrata dal popolo sannita, sentimenti che sembravano spariti dal calcio italiano. Una tifoseria, quella giallorossa, che si è fatta apprezzare in ogni stadio, nonostante tutto e nonostante tutti. Sarà questa, forse, l’unica traccia che resterà del passaggio del Benevento nella sua prima storica volta in Serie A.

Ma torniamo al campionato, torniamo al calcio giocato e soprattutto proviamo a tornare alla normalità e a quello spirito goliardico che fa anche parte del mondo del calcio. Con che occhi il web sta guardando la Strega?

Tralasciando gli sfottò e le prese in giro per il nostro ormai conclamato ultimo posto in classifica, oggi come segugi ci siamo messi sulle tracce dei nostri beniamini giallorossi. Tra allenamenti, partite e ritiri, c’è chi trova anche il tempo di studiare per imparare l’italiano e mettersi al passo dei compagni non solo in campo. Stiamo parlando di lui, Bacary Sagna alle prese con gli articoli. È di pochi giorni fa, infatti, il video pubblicato sul profilo Instagram, in cui il 35enne difensore del Benevento, in un dubbio amletico tra “il,lo, la” chiede aiuto al compagno Djuricic: “Filip, aiutami un po’ fratello mio”, implora il numero 83. Richiesta d’aiuto rimasta inascoltata: Filip risponde con una bella russata!

Restando in tema di istruzioni, non possiamo non parlare della speciale dedica che una ragazza romana studentessa di lingue ha rivolto al nostro portiere goleador Alberto Brignoli per la sua tesi di laurea: “Ad Alberto Brignoli, perché la fortuna è un atteggiamento”. Insomma, una rete al Milan che ci ha regalato il primo storico punto in A vale anche una dedica per una tesi di laurea. Auguriamo tanta fortuna a lei, e speriamo che la dea bendata venga a far visita anche a noi della Strega. Speriamo che faccia visita anche a Christian Puggioni: “Si lavora senza sosta per un ulteriore traguardo. Ce la farò a finire questa tesi?” si chiede il portiere giallorosso, che una volta messi i guantoni al chiodo spera di indossare la toga in un aula di tribunale.

Da aver parlato di Brignoli, passiamo a Enrico Brignola. I grandi club italiani hanno cominciato già a drizzare le loro antenne. Le prestazioni del giovane calciatore del Benevento non sono passate inosservate, neanche al tecnico federale Paolo Nicolato che ha convocato l’attaccante, per il “Raduno pre-europeo” che si è tenuto a Lignano Sabbiadoro dall’11 al 15 marzo. “Giallorosso d’azzurro vestito”, dunque, orgoglio sannita in tutto e per tutto, talismano prezioso per il Benevento e i suoi tifosi.

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Domenica ci aspetta una nuova battaglia, uno scontro fondamentale per quell’ultima fiammella di speranza che prende il nome di salvezza. Dopo aver battuto l’Amaro del Capo riuscirà la nostra Strega ad imporsi anche sull’Ichnusa?