Premessa d’obbligo.

La mia non è e non vuol essere una “crociata” contro il singolo giocatore, bensì una mera constatazione dei fatti, dei numeri, con aggiunta di un’opinione personale che, come tale, va presa per quella che è, senza alcuna pretesa che essa possa assurgere al rango di verità assoluta.

I numeri, dicevo. E sono impietosi.

Vediamoli.

Il Benevento ha disputato, fin qui, nove partite di campionato, di cui sei in casa e tre in trasferta. Ai nastri di partenza di cinque delle partite in questione, mister Bucchi schierava dal 1° minuto il calciatore Antonio Nocerino.

Queste le partite:

1^ giornata, Benevento – Lecce, risultato finale 3-3;
5^ giornata, Cittadella – Benevento, risultato finale 0-1
6^ giornata, Benevento – Foggia, risultato finale 1-3
7^ giornata, Pescara – Benevento, risultato finale 2-1
11^ giornata, Benevento – Ascoli, risultato finale 1-2

se si esclude, quindi, il bottino pieno a Cittadella, il Benevento ha miseramente racimolato 4 punti, uno soltanto dei quali rimediato nel corso delle tre gare interne, peraltro maturato a margine della clamorosa, e per certi versi unica ed irripetibile, rimonta dallo 0-3 nei confronti del Lecce nella giornata d’esordio.

Nel corso dei restanti 4 incontri di campionato fin qui disputati, il Benevento Calcio, orfano del summenzionato calciatore Antonio Nocerino nell’undici iniziale, ha fatto l’ en-plein, vincendoli TUTTI e collezionando ben 12 dei 16 punti fin qui messi in carniere, per la precisione:

3^ giornata, Venezia – Benevento, risultato finale 2-3;
4^ giornata, Benevento – Salernitana, risultato finale 4-0
8^ giornata, Benevento – Livorno, risultato finale 1-0
9^ giornata, Benevento – Cremonese, risultato finale 2-1

marcando uno “score” di ben 10 reti realizzate a fronte di 4 subìte.

I numeri sono, quindi, chiari ed incontrovertibili. Con Antonio Nocerino in campo dal 1° minuto, il Benevento Calcio ha praticamente SEMPRE PERSO (eccezion fatta per il punto preso contro il Lecce e l’exploit di Cittadella); senza la presenza dell’ex milanista, viceversa, ha SEMPRE VINTO

Sarà un caso?

Qualche dubbio, in verità comincia seriamente a farsi spazio nei miei pensieri.

E’, infatti, sotto gli occhi di tutti che il rendimento del nominato sia stato, fin qui, abbondantemente inferiore alle attese, vuoi per una condizione fisica che stenta ad assumere contorni quantomeno accettabili in un campionato difficile come la serie B, dove si “corre”, vuoi per un’evidente difficoltà di inserimento del medesimo nei meccanismi di gioco voluti dall’allenatore. Sembra, invece, che il suo ingresso in campo sposti gli equilibri al punto da creare confusione da parte degli stessi compagni di squadra anche nelle fasi di gioco più “scolastiche” ed elementari (tipo passaggi e possesso palla). Sarà mia impressione, ma con lui in campo l’errore (e non soltanto il suo) è sempre dietro l’angolo.

C’è, poi, un’altra questione da non sottovalutare: l’atteggiamento “nervoso” e talvolta arrogante nei confronti del pubblico e della stampa; atteggiamento tipico della “primadonna”, che non giova di certo all’armonia dell’ambiente, necessaria per il raggiungimento dei risultati sportivi attesi.

Anche in campo non è da meno, laddove, forte dei suoi “trascorsi” calcistici ad alto livello, tende sovente ad assumere un fastidioso atteggiamento da “leader” dettando tempi e situazioni di gioco ai compagni di reparto, limitando peraltro il raggio d’azione di Nicolas Viola. Un chiaro esempio lo abbiamo avuto ieri sera, nel corso della partita persa contro l’Ascoli, in cui il regista calabrese è stato schierato nel ruolo “innaturale” di mezzala sinistra, perdendo così il 70% delle proprie potenzialità (e sottraendole al Benevento), per “far spazio” ad un Antonio Nocerino nel ruolo di centrocampista centrale in un centrocampo a tre. Un bel “regalo” per gli avversari, non c’è che dire.

Ho notato, poi, che in tutte le partite in cui è stato schierato il summenzionato, sono stati pochi i giocatori della rosa del Benevento che, nel rendimento generale, siano andati al di sopra della sufficienza.

Il che mi fa sorgere un altro dubbio.

E’ chiaramente una mia opinione, e mi auguro di sbagliare, ma ho come l’impressione che gran parte dei giocatori non tolleri la presenza in campo di Antonio Nocerino o, quantomeno, non ne accetti il volersi imporre prepotentemente come leader (e chi mi dice che, a questo punto, non avvenga la stessa cosa anche nello spogliatoio?). Sarà un caso che con lui in campo nessuno renda neanche al “minimo sindacale”?

Ripeto. Non è mia intenzione creare “un casoAntonio Nocerino; del resto il suo curriculum parla chiaro ed è e resta una pedina importante per il Benevento Calcio, oltre ad essere un lusso per la serie B.

Ma è chiaro ed evidente che, al momento, a causa delle precarie condizioni fisiche, egli rappresenti un limite, piuttosto che un vantaggio, per una squadra costruita per essere protagonista nel campionato.