Che sia chiaro: a me, di faide o di Sfide all’O.K. Corral ed altre amenità interessa zero. Perché credo che sia inutile quanto impossibile placare “la sete di vendetta” (calcistica) per un passato doloroso che nulla potrà cambiare. Il Crotone era (e sarà) solo una diretta concorrente nella corsa alla salvezza. Né più né meno come tante altre squadre di questa serie A. Il resto è inutile folklore che mi sembra anche dannoso in questa fase del torneo. Dobbiamo restare concentrati sull’attualità.

Ciò che desta preoccupazione vera, allora, è l’aver perso in malo modo un altro scontro diretto. Preoccupa soprattutto aver incassato il secondo 1-4 di fila, e poco importa che la precedente avversaria era l’Atalanta perché il Genoa – non il Barça –  ha dimostrato che i tabù non esistono.

La spia della riserva sul cruscotto della macchina Benevento Calcio è accesa da tempo. Credo da almeno due/tre settimane. L’organico a disposizione di Filippo Inzaghi è ridotto al lumicino, e mi riferisco al dato qualitativo più che a quello numerico. Lo sappiamo tutti, ne eravamo coscienti anche quando sono arrivati – con merito, sia chiaro – i risultati importanti di Udine e Cagliari. Ma non vorrei che proprio quei risultati abbiano illuso o, peggio, oscurato una realtà incontrovertibile. Ci sono dei vuoti in organico, la rosa andrebbe assolutamente rafforzata in alcuni ruoli chiave. Servirebbe un attaccante di peso, di categoria, che la butti dentro finalizzando l’enorme mole di gioco che la squadra nonostante tutto produce. Servirebbe un centrocampista che possa essere il vice (o l’alter ego) di un imprescindibile Schiattarella. E possibilmente un difensore che possa far respirare il nostro pacchetto arretrato, ad oggi monco su entrambi gli out, senza forzare l’adattamento – ad esempio – di Improta (svilendone il potenziale che ha invece nel suo ruolo) o di altri.

Certo, questo comporterebbe un ulteriore sacrificio economico per la Società e non di poco conto. Non mi piace ragionare con il portafoglio altrui, sia chiaro, ma se si vuole conservare la categoria in tutta sicurezza ed evitare di dilapidare il bottino di punti fin ora meritatamente conquistato, non è più possibile rinviare certi interventi sulla rosa. Benissimo progettare e programmare il futuro, con acquisti in prospettiva: ma la contingenza imporrebbe di intervenire subito e con decisione, senza indugi. Senza aspettare l’ultimo giorno di calciomercato.

La gara di Crotone è iniziata male ed è continuata peggio. Sì, le occasioni costruite, la palla che non riusciamo a buttare dentro. Mettiamoci anche un bel po’ di sfortuna, in entrambe le fasi di gioco. Ma non facciamolo diventare un refrain antipatico. Uno scontro salvezza richiedeva ben altro. Dulcis in fundo, la bandiera bianca issata al settantaquattresimo con l’ingresso di un difensore – Caldirola – davvero non mi è piaciuta. C’erano virtualmente altri venti minuti da giocare: tanto nel calcio come in qualsiasi altro sport. Sarebbe stato un bel segnale non arrendersi con tanto anticipo. Invece Inzaghi ha optato per il minutaggio da far fare al roccioso difensore e al redivivo Iago Falque. Con Viola sempre più oggetto misterioso in panchina. Se il talentuoso centrocampista è stato convocato ed è andato in panchina vuol dire che stava bene, era pronto per giocare. O no? Perchè se non era pronto, si poteva ovviare convocando – magari – qualche giovane di belle speranze che poteva darci un mano. O no? C’è qualcosa che sfugge nella vicenda Viola, e spero davvero di sbagliarmi. In ogni caso, credo che ci sia una gestione comunicativa nebulosa, se non errata, che crea (ancora!) inutili incomprensioni.

Certe partite bisogna vincerle o, comunque, non perderle. Sono scontri diretti, che segneranno il cammino della squadra. Venerdì sera ci sarà il Torino da affrontare: e mi auguro che stavolta il timore reverenziale duri solo un istante leggendo il nome del club sulla distinta. La storia dei Granata è luminosa, emozionante. Il presente invece ci dice che è una squadra in cui giocano alcuni top player, certo, ma che è in grossa difficoltà. Quindi dovranno lasciare i tre punti al Ciro Vigorito. Sperando di non dover vedere più la Strega che alza bandiera bianca prima del triplice fischio.