Si è tenuto, nella mattinata di sabato 9 marzo, negli spazi dell’Auditorium “Cilinidro Nero” di San Giorgio del Sannio, un incontro/confronto sul tema : ” Il bello nell’universo femminile“. Il meeting ha registrato la presenza di esponenti della cultura del territorio e le istituzioni scolastiche locali e precisamente l’Istituto Comprensivo “Rita levi Montalcini e il Liceo Classico “Virgilio” di San Giorgio del Sannio.
Presenti all’incontro il Sindaco di San Giorgio del Sannio, prof. Mario Pepe, la prof.ssa Carmela Pacera, Presidente del Cif – S. Giorgio del Sannio, la prof.ssa Anna Ciancio – Vicepresidente Ass. “Dante Alighieri”, la dott.ssa Elide Apice, giornalista e direttrice di “Teatri e Culture”, la prof.ssa Eusapia Tarricone – docente di Storia e Filosofia e giornalista.

Dopo i saluti della Pacera al folto pubblico di allievi della “Montalcini” e del “Virgilio”, ha preso la parola Mario Pepe, che ha ricordato il significato civile e sociale di una ricorrenza che stigmatizza il ruolo centrale delle donne nella società e nella vita di ogni comunità rispettosa dei diritti e delle differenze.

E’, poi, intervenuta la Ciancio ricordando ai presenti le ragioni sociali e culturali della celebrazione  della centralità delle donne nella realtà quotidiana. Ella ha ricordato la dichiarazione del 6 dicembre 1977 dell’Assemblea delle Nazioni Unite con la quale veniva istituita la “Giornata delle Nazioni Unite per i diritti delle donne e per la pace internazionale” e di come sia stata individuata nell’ 8 marzo la data ufficiale di tale ricordo. Ella ha tenuto poi a ricordare, riagganciandosi al tema della mattinata, come parlare di femminilità implichi, necessariamente, parlare di un universo speciale del quale le donne sono protagoniste.
L’universo è per definizione concetto scientifico, il cosmo è fatto di pianeti e stelle, un insieme che affascina ed è l’immagine della “Grande bellezza” secondo la terminologia filmica di Paolo Sorrentino, una bellezza che ha ispirato poeti e santi, ma allo stesso modo dello spazio, l’universo femminile è fatto di luce e tenebre, di mistero e resistenza agli eventi, dunque protagonista coraggioso, accanto alla figura maschile, dei cambiamenti della società. Un universo fatto di donne che sanno trasformare il buio in un giardino di luce, come espresso in una sua poesia : “Giardino di luce” con la cui lettura ha concluso il suo intervento.

È seguito l’intervento della Apice che ha illustrato il tema : “Le donne nella società”. Numerose le citazioni riguardanti la condizione femminile tra passato e presente, a partire dal tempo nel quale alle donne erano negati tanti diritti come l’istruzione, l’autonomia economica e giuridica, la scelta del proprio futuro, tutto condizionato da scelte condotte da uomini che decidevano in modo assoluto e senza contraddittorio il destino di compagne, madri e sorelle.
Ha tenuto poi a ricordare le tante donne che si sono distinte in ambito scientifico come Rita Levi Montalcini, Margherita Hack, Samantha Cristoforetti e tante altre, ma ha poi ricordato anche donne che hanno dato il proprio contributo  fra storia e letteratura come Grazia Deledda, Alda Merini, Maria Montessori e tante altre. Un panorama composito che ha offerto la misura, spesso dimenticata, di ciò che tante donne hanno contribuito a costruire per consentire al nostro presente di svilupparsi e progredire.
Ha preso poi la parola la Tarricone che, dopo la lettura da parte di un allievo del “Virgilio” della poesia “A tutte le donne” di Alda Merini, forte delle sue competenze filosofiche, si è accostata al tema del “bello dell’universo femminile” interrogandosi sul concetto del “bello” e sottolineando il fatto che il Bello è ciò che piace universalmente senza concetto. Ella ha poi citato una serie di filosofi che hanno parlato del bello come qualcosa di collegato all’eros o all’opera di Dio e di come essere donna non è mai stato semplice, nel passato come nel presente. Per gli antichi la donna era ignorante, inferiore, difettosa e incompleta e fino alla morte soggetta alla potestà del padre e quando si sposava del marito.
Nel seicento le donne che praticavano forme di cultura erano considerate streghe. Nel 1791 però, una donna della Rivoluzione francese, Olympe de Gouges, pretese che fosse pubblicata, accanto alla Dichiarazione dei diritti dell’uomo, una Dichiarazione dei Diritti della donne e della cittadina, ma il suo coraggio la  manderà al patibolo. Solo nel 1946 in Italia, ha ricordato,  le donne raggiungeranno il diritto di voto.
Dopo una veloce disamina del ruolo della donna nel campo dell’arte e della musica, musa ispiratrice, donna-virago o femme fatale e le conquiste delle donne raggiunte dal movimento femminista, ella ha ricordato che dobbiamo rammentare le donne, non per ragioni di merchandising, ma per affermare ciò che logica e civiltà impongono.

Agli interventi sono seguite rappresentazioni delle classi della Montalcini, tutte realizzate attraverso curate performance poetiche, stimolanti e partecipate esibizioni musicali e teatrali, anche in lingua francese ed inglese, presenze sceniche curate nei particolari e coordinate dai docenti dello stesso istituto che non hanno mai fatto mancare il loro supporto organizzativo e il loro carisma pedagogico.
Un grande “Bravi” a tutti gli allievi dei due istituti che hanno celebrato una giornata delle donne, con semplicità, spontaneità e immediatezza genuina e in tale modo hanno riempito di significato una ricorrenza che non è né può essere rituale retorica, ma è divenuta, grazie a loro,  complice attimo di rispetto reciproco e valorizzazione civile delle diversità.