Avremmo dovuto selezionarne qualcuno: ma, in verità, come Redazione non potevamo “scegliere”, per noi erano tutti belli! Perché? Perchè in ogni testo c’è entusiasmo, partecipazione e voglia d’imparare e di cimentarsi, nonostante qualche errore e/o imperfezioni riscontrabili. In fondo, sono ragazze e ragazzi di scuola media!

Un ringraziamento d’obbligo alle prof.sse Eusapia Tarricone e Tatiana Ferragamo, che hanno curato il PON  guidando gli studenti in questo percorso formativo molto importante per la loro crescita e lo sviluppo delle capacità.

Ecco gli articoli con in calce il nome dei “giornalistini” estensori degli stessi:

 

LA SCUOLA LUOGO DI CRESCITA

Una scuola è un’istituzione destinata all’educazione e all’istruzione di studenti e allievi sotto la guida di varie tipologie di figure professionali appartenenti al settore dei lavoratori della conoscenza. Il termine deriva dalla parola latina “Schola”, il termine greco inizialmente aveva il significato di “tempo libero”, per poi passare a descrivere “il luogo in cui veniva speso maggior parte del tempo libero”, cioè il luogo dove si tenevano discussioni filosofiche o scientifiche durante il tempo libero per poi diventare il “luogo di lettura”, fino a descrivere il luogo d’istruzione per eccellenza. La prima scuola fu fondata dagli egiziani nel 2000 a.C. con lo scopo di formare giovani esperti da destinare alle funzioni amministrative dello stato. Era una scuola rigida e poco permissiva, spesso venivano inflitte punizioni corporali. Le lezioni si svolgevano di solito all’aperto, dove gli alunni si accovacciavano su stuoie intrecciate, muniti di pennelli o cannucce e di cocci di terracotta sui quali scrivevano. Il giovane che voleva avere accesso ai più alti gradi dell’amministrazione doveva conoscere almeno una lingua straniera, cosi come chi voleva intraprendere con successo la carriera diplomatica doveva conoscere il babilonese. Importante era anche la preparazione fisica, curare il corpo mediante esercizi ginnici. Oggi La scuola è necessaria per combattere l’analfabetismo, ma soprattutto per formare i cittadini consapevoli del futuro. La scuola “dovrebbe” istruire, educare i futuri cittadini a convivere in una società ordinata, insegnare ad apprezzare la cultura, la conoscenza, perché si impara a capire, analizzare, informarsi e pensare con la propria testa, però, secondo me, non sempre ciò avviene, specie in quelle scuole in cui si un insegnante non si cura di “insegnare” o, peggio, vedi la cronaca, i bambini piccoli vengono picchiati. La scuola dovrebbe farci conoscere cose e persone con idee differenti in modo da poterle   confrontare con le nostre, per consentirci di metterci in discussione e poter crescere consapevolmente. Imparare deve essere una cosa piacevole che soddisfa le nostre curiosità, come avviene nella mia scuola!

Antonio Vernillo

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LA SCUOLA È LUOGO DI LIBERO PENSIERO OPPURE NO?

La professoressa Rosa Maria Dell’Aria, insegnante di lettere dell’istituto industriale Vittorio Emanuele III di Palermo, lo scorso 11 maggio è stata sospesa per 15 giorni dall’ufficio scolastico provinciale con un conseguente dimezzamento dello stipendio per non aver “vigilato” adeguatamente i sui suoi studenti che, in occasione della Giornata della Memoria, avevano presentato un video in cui paragonavano la promulgazione delle leggi razziali del 1938 al “decreto sicurezza” del ministro dell’ Interno Matteo Salvini.

Fortunatamente a sostegno della professoressa ci sono i suoi studenti che la difendono dicendo che il lavoro è stato creato d loro e che non voleva essere un paragone Hitler-Salvini/Mussolini e che non vi era nulla di politico.

Le polemiche sono iniziate quando è stata impedita la proiezione del video in aula magna e a questo proposito in suo studente ha dichiarato che se fosse stata lei a impedire la visone del video avrebbe potuto ledere la nostra libertà di pensiero e di espressione.

Sostanzialmente l’insegnante non ha fatto altro che lasciare liberi i suoi studenti nella ricerca del materiale e nella creazione del prodotto finale per promuovere il pensiero critico.

Alla luce di quanto accaduto dobbiamo chiederci se l’insegnamento sia davvero libero oppure no.

Noi riteniamo che ciò che è accaduto a questa professoressa sia una cosa ingiusta perché la scuola è, per definizione, luogo di crescita consapevole e libera che non può essere mai condizionata dal potere di turno, ognuno infatti è libero di insegnare la propria materia nel modo che ritiene più giusto e gli allievi devono avere la libertà di esprimere liberamente il proprio pensiero, considerato anche che, in questo caso, l’insegnante ha solo chiesto di creare un qualcosa riguardante il giorno della memoria e che il paragone che è venuto fuori a frutto del pensiero degli studenti.

Karol Oliviero e Vera Iscaro

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UN POMERIGGIO A SCUOLA

È da quasi un mese ormai, che due giorni a settimana, noi ragazzi della scuola secondaria di primo grado di San Giorgio del Sannio ci incontriamo dopo il nostro orario scolastico per confrontarci e scrivere articoli di giornale, possiamo dire che ormai siamo una vera e propria redazione giornalistica. Ogni volta che ci incontriamo è sempre molto emozionante relazionarci e confrontarci tra di noi, così da scrivere un articolo sotto ogni punto di vista. Ci troviamo bene tra di noi e per questo ci diamo dritte e aiuti su come migliorare la stesura di un articolo. Ma le cose non sono sempre positive… infatti molte volte si verificano episodi di contrasto in merito alle idee ed a come esporle, l’uno contro l’altro, salvo poi accordarci. Stare un pomeriggio a scuola può sembrare stancante o noioso ma attraverso questa esperienza sono riuscita a capire molte cose riguardanti la corretta scrittura e la struttura e la funzione di un giornale. Inoltre mi sono appassionata molto al mondo del giornalistico. Un’altra cosa positiva del Pon, è stata la compagnia della professoressa Eusapia Tarricone e della professoressa Tatiana Ferragamo che ci sono state d’aiuto e da sostegno in questa meravigliosa avventura.

Gerarda Serino

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L’ADOLESCENZA E LE VARIE FORME DI DIPENDENZA

L’abuso di droghe e alcool è da sempre, tra le principali problematiche che riguardano gli adolescenti. Droghe come: cannabis, cocaina, oppio, eroina, morfina ecc., sono sempre più diffuse tra i giovani. Anche gli alcolici come: birra, vino, liquori, vodka, whisky, gin, rum, champagne, sono diventati di uso comune anche tra i ragazzi.

Perché un ragazzo si avvicina alla droga? Ci sono diversi motivi: la mancanza di interessi personali in grado di far provare emozioni piacevoli; gli amici sbagliati che influenzano negativamente, ma soprattutto un carattere debole. Bisogna essere coraggiosi e forti per dire di no al gruppo degli amici che ti invoglia a fare certe nuove esperienze perché se non si seguono le decisioni del gruppo si rischia di essere esclusi da esso. Ci si avvicina alla droga anche per vari motivi familiari o anche per “credersela” e sembrare più grandi ed importanti davanti a gli amici, sottovalutando le conseguenze. Perché tanti ragazzi sempre più giovani si accostano a queste devianze?

Durante il periodo dell’adolescenza si sente il bisogno di libertà, ci si sente oppressi da genitori e insegnanti e si sopportano male divieti ed obblighi da questi imposti. Per tutti questi motivi si assumono droghe o si seguono comportamenti sbagliati, atteggiamenti trasgressivi o di ribellione con i quali si vuole dimostrare di essere grandi e autonomi. Anche altri giovani lo fanno perché ” così fan tutti ” e non ” seguendo l’onda ” si può essere presi in giro ed emarginati.

Altri lo fanno per sfuggire alla noia. Anche io, a volte, avverto il bisogno di evadere dalla routine quotidiana e desidero maggior libertà ma mi limito a sognare a occhi aperti.

D’Agostino Roberto

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INQUINAMENTO:IL MONDO IN PERICOLO 

L’inquinamento sta distruggendo il nostro mondo. Dobbiamo smettere di inquinare, nell’Oceano Atlantico si è creato una isola interamente di plastica.

Gli animali vivono male, spesso mangiano la plastica e poi muoiono, vivono con la plastica e nella plastica e spesso, soprattutto i pesci, ingoiano microplastiche che rimangono nei loro corpi e noi rischiamo di ingerirle a nostra volta, rischiando poi di avere tumori o forme di cancro. Siamo tutti responsabili di questa sciagura, gettare le plastiche a mare, non fare la raccolta differenziata, provoca forme di inquinamento gravissime senza che i governi intervengano per arginare il fenomeno. Stiamo distruggendo il nostro mondo un mondo che una volta era bellissimo e che ora rischia di scomparire. Dobbiamo fare qualcosa presto o non ci sarà più il tempo per recuperare un ambiente sano. L’Antartide, uno dei paesi più freddi del mondo, si sta riscaldando ogni giorno, tonnellate di ghiaccio si sciolgono continuamente, anche a causa del riscaldamento dell’atmosfera dovuta agli scarichi di fumi nell’aria. Se tutto ciò non sarà fermato, c’è il rischio che i continenti siano in parte sommersi da scarti pericolosi e l’uomo si estingua.   Noi ci stiamo distruggendo da soli, dicono che l’uomo abbia la massima intelligenza, ma non riesce a capire che si sta distruggendo da solo. Io dico asta inquinare! Fermiamo questo scempio assurdo!…..Io non ci sto!!

Vincenzo Karol Salerno

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DIPENDENZA DAI VIDEOGIOCHI

La dipendenza da videogiochi porta il soggetto interessato a stare sempre di più davanti uno schermo preso dai comandi da dare al gioco, causando una dipendenza. Le principali conseguenze della dipendenza da videogiochi sono: difficoltà scolastiche, compromissione dei rapporti sociali, disturbi del sonno e trascuratezza di altri interessi, come: hobby, amicizie e sport. Come sappiamo l’OMS ha inserito la dipendenza dai videogiochi nell’ Internetional Classification of Diseases ed è stata inserita con il nome di “gaming disorder”. Chi soffre di dipendenza da videogiochi, infatti, entra in un circolo vizioso: più gioca più vorrebbe farlo e anche volendo smettere, difficilmente ci riesce. Quindi cosa si può fare per uscire da questa forma di dipendenza?

Si deve prima di tutto prendere coscienza di avere un problema e sapere che a volte sono colpiti i ragazzi che non praticano sport e che hanno più paura del confronto con i propri coetanei. I genitori, la maggior parte delle volte, sono “colpevoli” perché sottovalutano le conseguenze di tali dipendenze e, forse, non controllano in modo puntuale i comportamenti dei loro figli e di quanto tutto ciò faccia male. Un’ altra cosa importante è la terapia, la migliore di queste è offrire un’alternativa al giocatore provando a coinvolgerlo in un’attività diversa, e i genitori possono far ragionare il proprio figlio limitando le ore di gioco ed invogliando verso altri interessi. In verità non bisogna dimenticare che spesso i genitori sono a loro volta dipendenti dai sistemi tecnologici e, a loro volta, finiscono col dipendere da esse rimanendo su tali sistemi, soprattutto i social, più spesso di quanto sarebbe ragionevole. Noi crediamo che, forse, non sarebbe sbagliato cominciare a rieducare i genitori. Si potrebbe anche stilare una lista degli accorgimenti da usare per cercare di uscire dalla dipendenza, per esempio: decidere le attività che devono essere prioritarie, pianificare quanto tempo puoi giocare e non superare il tempo stabilito, praticare sport, altri hobby e uscire di più con gli amici. In conclusione dovremmo cercare di capire prima di tutto noi ragazzi che i videogiochi li possiamo usare, ma con moderazione, perché portano benefici solo a chi ci guadagna sopra.

Vera Iscaro, Karol Oliviero

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LA FAMIGLIA SALERNO

In Campania, a S. Giorgio del Sannio, vive una famiglia chiamata Salerno… è la mia famiglia!

Siamo in tanti ma non riesco a pensare di vivere senza di loro, per me non sono solo fratelli ma anche amici con cui condivido parole, risate, discussioni e la vita di tutti i giorni. La mia famiglia è composta da 16 figli che vivono felicemente insieme.   Una famiglia così grande esisteva solo negli anni 50. I nomi dei miei tanti fratelli sono :

Emanuela, Federica, Angelo, Nicolas, Erika, Fatima, Vincenzo Karol, Andrea, Alessio, Azzurra, Marica, Letizia, Miriam, Ziriana, Giovanni, Isabel.

La mia prima sorella ha 26 anni e l’ ultima ha 2 anni, mentre la mia seconda sorella è già sposata e ha anche una figlia.

Per qualcuno può sembrare strano che ci sia oggi una famiglia così numerosa, per me invece è normale e non riuscirei a pensare di farne a meno, anzi mi sembrano strane quelle famiglie con uno o due fratelli.

Siamo tanti… ma immaginate!

Vincenzo Karol Salerno

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LA MUSICA “VISTA” CON GLI OCCHI DI UN RAGAZZO 

La musica per ragazzi è più di un semplice passa tempo, li accompagna nei vari momenti della giornata: mentre vanno a scuola, mentre studiano, nei momenti tristi dell’adolescenza, mentre pensano e anche mentre discutono. Il motivo per il quale la musica è importante per i ragazzi è perchè riflette la vita di tutti i giorni, con le sue delusioni, ma anche con le sue speranze. Nella musica i giovani trovano consolazione e parole mai dette, trovano anche un’amica pronta ad aiutarli, perché la musica è anche il linguaggio universale dei ragazzi.

La musica fa da sfondo all’ adolescenza, segnando un’età, un modo di vivere e un modo di amare. E’ importante chiederci: cosa usano i ragazzi per ascoltare la musica?

Negli ultimi tempi i ragazzi utilizzano molto l’app chiamata Spotify che consente di poter ascoltare la musica che più piace in qualsiasi momento.

Grazie ad essa, sono liberi di ascoltarla nella propria camera, per la strada, in autobus, senza andare ai concerti.

In conclusione possiamo dire che il mondo dei ragazzi è fatto di musica.

Karol Oliviero, Nunzio Pacchiano, Vera Iscaro e Roberto D’Agostino

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MALALA YOUSAFZAI: LA BATTAGLIA DI UNA RAGAZZA PER L’ISTRUZIONE E LA LIBERTÀ

“Sedermi a scuola a leggere libri è un mio diritto. Vedere ogni essere umano sorridere di felicità è il mio desiderio. Io sono Malala. Il mio mondo è cambiato, ma io no”

Malala Yousafzai è una studentessa e attivista pakistana classe 1997 ed è la più giovane vincitrice del premio Nobel per la pace. Una giovane donna forte con un desiderio di conoscenza. La conoscenza è opportunità e Malala vuole semplicemente vivere e combattere per apprendere, per crescere e poter amare. La giovane donna tiene un blog per la BBC, in cui descrive il suo paese di nascita, in cui denuncia un sistema in cui non esiste un diritto all’istruzione. Racconta la quotidianità di una bambina in epoca talebana, in cui la sola appartenenza al genere femminile è una limitazione del pensiero e dell’essenza dell’essere donna. suoi colpi di penna rappresentano una minaccia: tornando da scuola subisce un attentato da un gruppo di talebani che bloccano il bus su cui sta viaggiando, insieme ad altre sue compagne di scuola. Viene colpita in pieno volto da tre proiettili. Malala miracolosamente guarisce, continua a vivere. A colpi di pagine e pagine continua a scrivere se stessa, portando avanti la sua battaglia. Perché combattere una battaglia tanto difficile in una terra che non riconosce alle donne nessun diritto, meno che mai quello all’istruzione? Malala voleva diventare un medico, ma la violenza subita sul bus in giovanissima età, l’ha portata a decidere di voler far sentire la sua voce nella società e dunque anche nella politica. Non ha avuto paura di raccontare e questo le ha consentito di ottenere a soli   A 17 anni, il Premio Nobel. Oggi questa ragazza è la più giovane vincitrice di un premio che viene riconosciuto a coloro che si distinguono nei diversi campi dello scibile, apportando «i maggiori benefici all’umanità».

Vera Iscaro, Karol Oliviero, Roberto D’Agostino e Nunzio Pacchiano

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GIOCHI E INTRATTENIMENTI: Youtube: nuovo lavoro?

Ultimamente sta spopolando questo nuovo “lavoro” basato sull’intrattenimento dei giovani. Questi “youtuber” (gli intrattenitori su questa piattaforma) arrivano a guadagnare al mese anche più di un lavoratore normale, pubblicando video ogni giorno.

In questi video devono essere rispettate anche delle norme. E’ necessario evitare di mostrare nudità o contenuti di carattere sessuale, ma anche contenuti dannosi o pericolosi per non danneggiare le persone che vedono il video. E altrettanto opportuno evitare contenuti che incitano all’odio in una persona e contenuti violenti o espliciti. Non bisogna mostrare scene di molestie e cyberbulismo alle persone ed evitare anche spam. Soprattutto non bisogna minacciare qualcuno, né infrangere la legge sul copyright e sulla privacy. Infine non fingersi qualcun’ altro e rispettare la sicurezza dei minori, altrimenti la piattaforma digitale Youtube punirà con una multa salata gli utenti che non rispettano tali leggi. Noi pensiamo che questo sia più un hobby che un lavoro vero e proprio, perchè non servono lauree o altro per cominciare questo “lavoro”; tuttavia a noi sembra che questa attività, se fatta con competenza e serietà, possa essere possibile uno sbocco di lavoro. Questa piattaforma nasce il 14 febbraio 2005 da Steve Chen, Jawed Karim, Chad Hurley. Nel 2006 è stato acquistato dall’azienda statunitense Google per circa 1,65 miliardi di dollari. E’ il secondo sito web più visitato al mondo, alle spalle solamente di Google. L’azienda ha sede a San Bruno, in California, e utilizza i tag standard di HTML5 nelle nuove versioni del browser per visualizzare una vasta gamma di video sia da singoli utenti, sia da società dei media e altre organizzazioni.

Aristodemo Simone, Cerza Alessandro, De Spirito Giorgio e Garimberti Pio

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FORTNITE

Fortnite è un gioco nato nel 2011 nella versione Salva il Mondo, ovvero una modalità di gioco dove bisogna combattere con degli zombie per salvare il mondo ottenendo ricompense: armi, esperienza e monete chiamate: V-bucks. Nel 2017, invece, esce una nuova modalità di gioco ovvero la Battagli Reale, dove ci sono 100 giocatori che si scontrano in una mappa e il loro obbiettivo è di vincere rimanendo ultimi nella mappa della regione scelta. Fortnite è l’unico gioco di battaglia reale che ha una storia ed eventi in live. Ogni due/tre mesi esce una nuova stagione. Oggi, 16/05/2019, siamo nella stagione 9. Ogni stagione, con 10€, si può acquistare il pass battaglia, 100 livelli di personaggi, balli, picconi…. Storia Fortnite e mappe

La storia del videogioco battaglia reale ha inizio nella stagione 3 quando si iniziò a vedere nel cielo delle meteore. Quest’ultime, nella stagione 4, sono cadute in diverse parti della mappa. La più grande cadde a Magazzino Muffito (la parte centrale della mappa). In questa meteora c’era una navicella al cui interno c’era lo Spaccatutto, ovvero un alieno. Questo alieno attivò un razzo che creò una frattura spaziotemporale. Nella stagione 5 questa frattura iniziò a creare fulmini su una determinata parte della mappa e infine creò un cubo viola, che fece il giro di tutta la mappa e arrivò a Sponde del Saccheggio, il lago più grande della mappa. Nella stagione 6 questo cubo sollevò l’isola del lago. Dopo qualche settimana questo cubo esplose eliminando gli zombie. Nella Stagione 7 arrivò una bufera di neve che congelò ¼ della mappa e si creò un’isberg. Su questo isberg c’era un castello:era il castello del Re dei Ghiacci che aveva imprigionato il Re del Fuoco. Una volta scappato, il Re del Fuoco riprese l’energia e, nella stagione 8, creò un vulcano nel nord-ovest della mappa. A fine stagione questo vulcano esplose e distrusse Pinnacoli Pendenti e Corso Commercio (le città principali del gioco) e dannegiando l’isberg. Nella stagione 9 queste città furono ricostruite in modo futuristico.

Storia inventata e fantastica… ma affascinante!

Questo gioco è uno dei miei preferiti, lo posseggo e con esso mi piace passare il mio tempo libero. So che non è realtà, ma la grafica è accattivante e, poiché piace anche ai miei amici, passiamo spesso il tempo a divertirci con esso.

Cerza Alessandro, Pio Garimberti

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IL BULLISMO

Il fenomeno del bullismo, purtroppo, è molto diffuso tra gli adolescenti. Consiste nell’offendere, prendere in giro e usare la violenza (spinte, pugni …) contro una vittima, che nella maggior parte dei casi è considerata più debole. Gli episodi di bullismo partono solitamente da una persona, il bullo, che si crede più forte della vittima, ed è sostenuto da un gruppo di coetanei. Il bullo di solito è vittima di violenza in famiglia e scarica la sua rabbia sugli altri. Molto tempo fa gli episodi di bullismo avvenivano fuori dalle scuole, invece oggi avvengono soprattutto nelle scuole, ma anche in altri luoghi frequentati da bambini e adolescenti, come ad esempio palestre o parchi. Secondo alcune indagini, circa il 50% delle vittime di bullismo segnala agli insegnanti, o agli adulti in generale, ciò che subisce, ma essi tendono a non dar peso alla situazione, risultando, quindi, anche loro complici del problema. La vittima tende a non parlare di questi avvenimenti con i genitori e gli amici, perché nella maggior parte dei casi si vergogna, e quindi tiene tutto dentro di sé. Per quanto riguarda le ragazze, i tipi di bullismo sono diversi; infatti, al contrario dei ragazzi che nella maggior parte dei casi usano la violenza fisica nei confronti dei più deboli, molte volte le ragazze, bulle anche loro, usano la violenza psicologica contro altre ragazze. Un esempio è quello di escludere la vittima dal gruppo di coetanei, in modo da creare in loro problemi sociali. Il bullismo può quindi essere diretto, e si manifesta in attacchi aperti nei confronti della vittima, oppure indiretto, e consiste nell’isolamento della vittima dal gruppo di coetanei. A mio parere bisognerebbe cercare di includere la vittima nel gruppo, di coinvolgerla, invece di estraniarla e di maltrattarla e la vittima dovrebbe cercare di segnalare gli episodi di bullismo in modo da difendersi dai bulli. La scuola, invece, dovrebbe progettare programmi di prevenzione, educando all’empatia e alla compassione.

Antonio Vernillo

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IL NUOTO “PER ME”: UNA PASSIONE

Io pratico nuoto a livello agonistico, da 9 anni. Ho scelto il nuoto come sport, perché, come prima cosa i miei genitori mi hanno avviato alla pratica in piscina all’età di 3 anni. Il nuoto mi piace soprattutto perché sviluppa tutti i muscoli del corpo, e seconda cosa, perché è un’attività ricreativa. Il nuoto è anche uno sport olimpico; è iniziato ad esserlo nel 1896. La storia del nuoto trova le sue origini sin dall’antichità, oltre 7.000 anni fa; abbiamo testimonianze di tale pratica attraverso il ritrovamento di pitture rupestri che rappresentano uomini che nuotano, risalenti all’età della pietra. Il nuoto può essere praticato, appunto, a livello agonistico, anche se comporta molti sacrifici per chi lo pratica a questo livello; è necessario però, andare a scuola-nuoto dove ti insegnano la tecnica corretta del nuoto. Considerato uno sport completo e salutare, esso aiuta a sviluppare il movimento omogeneamente su tutto il corpo, favorisce la salute, la longevità e il benessere fisico e psicologico. Esso comporta sempre benefici estetici e fisici: solitamente si ottiene un aumento della massa magra e riduzione di quella grassa, lo sviluppo dell’impalcatura ossea e l’espansione della gabbia toracica, il miglioramento della coordinazione motoria e respiratoria e la riduzione della spasticità. Esistono diversi tipi di stili nel nuoto: la rana, lo stile libero, il delfino e il dorso. Le cose fondamentali nel nuoto sono: il tuffo e quindi la partenza e la virata. Nel nuoto esiste anche la squalifica che può avvenire nel momento che si fa una falsa partenza o una virata sbagliata. Ci sono vari tipi di distanze: i 25 metri, i 50 metri, i 100 metri , i 200, i 400, gli 800 ed i 1500. Nel nuoto esistono le gare, come in tutti gli altri sport, che sono competizioni tra persone. Ci sono diverse varianti del nuoto: il nuoto sincronizzato, la pallanuoto e il nuoto pinnato. Adoro il nuoto, sono nato nella piscina e sono sicuro che continuerò a praticarlo perché questo sport è la mia vita e non riesco a stare senza nuotare e sono anche consapevole del fatto che lo continuerò a praticare anche perché so che fa bene al mio corpo e al mio spirito. Ringrazio moltissimo i miei genitori che mi hanno fatto scoprire questo sport e questa vita che continuerò a praticare fino a che ne avrò la forza.

Antonio Vernillo

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MINACCIATA LA LIBERTÀ DI PENSIERO

Siamo davvero liberi? Pensateci… siamo liberi di decidere poche cose, tipo cosa mangiamo, se non vogliamo esprimere un nostro pensiero, o se lo volgiamo esprimere, tuttavia spesso i nostri pensieri vengono usati contro di noi, possiamo essere denunciati da chi non li condivide o, per inimicizia ci denuncia, come è successo a due professoresse siciliane che sono state punite per aver aiutato i loro allievi a pensare liberamente.   La Costituzione dice che tutti hanno la libertà di pensare e scrivere quel che vogliono – lo dice l’articolo 21 della Costituzione – , ma la verità è che noi siamo stati in passato burattini del potere e forse lo siamo ancora! Ogni volta che noi votiamo speriamo di scegliere i migliori, poi spesso ci accorgiamo di aver sbagliato. L’Italia ha conquistato la libertà dopo la seconda guerra mondiale e per questo ci è cara.

Io credo che la scuola debba insegnare il libero pensiero e che deve continuare a farlo, a prescindere da chi governa o dal pensiero di chi non è d’accordo con noi.

 Vincenzo Karol Salerno

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I SOCIAL E INTERNET

Smartphone, tablet e computer rivestono oggi un ruolo fondamentale nella nostra vita. Oggi è diventato ancora più importante che in passato essere connessi e avere un account su delle piattaforme internet. Nel mondo, oggi, quante persone non collegate a Internet ci sono? Di sicuro poche. Queste innovazioni hanno portato ad un immenso sviluppo tecnologico con vantaggi positivi e negativi. Gli aspetti positivi dell’essere connessi, sono molteplici, come per esempio mandare messaggi a persone lontane o magari, con le videochiamate, parlare con un caro che si trova molto lontano. Ci sono però anche molti aspetti negativi, come per esempio episodi di cyberbullismo. Questi social network stanno cambiando le nostre abitudini e il modo in cui ci relazioniamo con altre persone, soprattutto con gli sconosciuti. I social network e Internet sono entrati irrimediabilmente nella nostra vita e soprattutto quest’ultimo ha raggiunto anche le parti più lontane e sperdute nel mondo. Internet è uno strumento molto utile ma per questo motivo non bisogna abusarne! Un altro aspetto negativo che si deve prendere in considerazione è la quantità di notizie false presenti su Internet. Bisogna utilizzare la rete possibilmente sempre nel modo corretto, qualora usassimo la connessione internet nel modo sbagliato possiamo diventare vittime di raggiri, truffe o molestie. È necessario allora non abusare mai dei sistemi informatici, altrimenti queste reti sociali non faranno altro che aggravare la nostra “dipendenza” dai dispositivi elettronici, dimenticando la bellezza del rapporto umano, del guardarsi negli occhi, dello stupirsi degli atteggiamenti e diventando, come le macchine che usiamo, noi stessi macchine.

Gerarda Serino

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LA DONNA COME UN’ARTE

La donna sin dall’antichità era vista come un oggetto per l’uomo e per l’intera società. La condizione femminile nel mondo occidentale però, ha compiuto enormi passi. Le donne per secoli hanno lottato per ottenere dei diritti pari a quelli degli uomini e migliaia sono morte per far vivere a “noi” donne di oggi una realtà diversa. Molte purtroppo non hanno ancora ottenuto questa indipendenza e questi diritti: come nei paesi del terzo mondo dove la mancanza di un’istruzione corretta è la causa maggiore di matrimoni immaturi. Il vero problema però è quello di liberare la società dalla mentalità antica. Fortunatamente nella nostra cultura la donna sta riuscendo ad ottenere sempre più spazi nelle società, soprattutto nel mondo del lavoro. Il rispetto della donna oggi, però è diminuito, infatti una delle forme di discriminazione con maggiore presenza nel mondo è la sottomissione della donna, della donna povera e della donna che abita in paesi dove la preferenza è importante. Uno dei problemi maggiori che ancora oggi non si è risolto è quello della violenza: è un fenomeno sempre più ampio e diffuso. Le forme di violenza utilizzate contro noi donne sono di tipo: fisico ,psicologico, economico, sessuale e spirituale. Esse hanno lo scopo di ridurre la persona in uno stato di dipendenza per cui la vittima nega la propria identità. Ciò porta a indebolire sempre di più la donna e renderla più fragile. Secondo il nostro parere tutto ciò è sbagliato, la donna deve essere trattata al pari degli uomini e rispettata e amata in tutte le sue sfaccettature. Deve essere considerata una figura importante all’interno della società e non sottomessa all’uomo tramite violenze e maltrattamenti.

Formato Jasmine, Villanacci Alessia, Pica Francesco

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IL LAVORO OGGI

Negli ultimi anni il mondo del lavoro è notevolmente cambiato: le aziende sempre di più richiedono personale adattabile ad ogni esigenza produttiva. Non è più realistico pensare al posto fisso, quello che t’accompagna fino alla pensione, ma bisogna abituarsi all’idea di cambiare spesso lavoro accettando contratti temporanei. È utile puntare sulle competenze di base che si apprendono durante i percorsi scolastici e formativi. Trovare un lavoro per un meridionale significa il più delle volte lasciare i propri affetti per andare a vivere al nord dove i posti di lavoro sono di gran lunga maggiori. I giovani d’oggi pensano più a vivere il presente, a divertirsi con gli amici, a realizzare i loro sogni, piuttosto che iniziare a costruire fin da subito il loro futuro. La vita di oggi, rispetto a quella dei nostri nonni, è totalmente cambiata grazie ad un miglioramento generale del modo di vivere, non solo dal punto di vista sociale ma anche da quello economico. Sono infatti le tante possibilità di oggi che rendono realizzabili i sogni di tanti giovani come noi. Negli anni del dopoguerra le persone che riuscivano a diplomarsi erano pochissime, ma c’era una mano d’opera maggiore, in termini di quantità, rispetto ad oggi. Per non parlare degli immigrati che giovanissimi lasciano il loro Paese e le loro famiglie in cerca di una vita migliore, ma nello stesso tempo diventano mano d’opera, spesso sfruttata dalle varie attività economiche. Secondo noi, studiando possiamo realizzare il lavoro che più ci piace perché lo studio, oltre ad essere conoscenza, è anche competenza e ciò ci può consentire di avere successo.

Martina Zuzolo e Angela Mirra

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UNA FORMA D‘ARTE:”IL CINEMA”

Il cinema è l’insieme delle arti, delle tecniche e delle attività industriali e distributive che producono come risultato commerciale un film. La cinematografia come la proiezione in sala di una pellicola stampata, di fronte ad un pubblico pagante, nasce il 28 dicembre 1895, grazie ad un’invenzione dei fratelli Louis e Auguste Lumière, i quali mostrarono per la prima volta, al pubblico del Gran Cafè del Boulevard des Capucines a Parigi, le immagini di una locomotiva rivolta verso il pubbluco. Grande fu la meraviglia, ma anche lo spavento degli spettatori che, mai avevo visto immagini „finte“ che però sembravano vere!

L‘ apparecchio dei Lumière, era in grado di proiettare su uno schermo bianco una sequenza di immagini distinte, impresse su una pellicola stampata con un processo fotografico, in modo da creare l’effetto del movimento. Thomas Edison nel 1889 realizzò una cinepresa ed una macchina da visione.

La produzione di un film parte generalmente da un’idea. Lo sviluppo di questa idea porta alla stesura del soggetto, una prima bozza di quello che potrebbe diventare il copione di un film. Il soggetto è presentato a uno o più produttori. Se ci sono i presupposti per uno sviluppo del progetto, il soggetto viene tramutato in sceneggiatura. Questo secondo processo è decisamente più lungo e delicato e richiede delle buone conoscenze tecniche: una buona sceneggiatura consente la buona riuscita del prodotto finale. Lo svolgimento dell’azione narrata nella trama viene elaborato creando il copione finale del film. Il montaggio è molto spesso considerato l’anima del cinema e parte essenziale della messa in scena operata dal  regista.Il montato segue le indicazioni del regista, che supervisiona il lavoro, e procede a visionare il girato tagliando le inquadrature utili e unendole tra loro. Tutte le scene sono poi montate nell’ordine previsto dalla sceneggiatura o in altro ordine. I premi principali cinematografici sono: il Premio Oscar, il Leone d’oro, la Palma d’oro,l‘Orso d’oro. Secondo noi il cinema è in grado di condizionarci e di influenzare il carattere di ogni persona, un film violento può indurre alla violenza, uno che esalta il lavoro di volontari nei confronti die bisognosi, può innescare un senso di altruismo.   Il cinema spesso fa capire molte cose ed è pieno di morali, a volte però si può presentare come opera cattiva, ci sono infatti brutti film. La cosa importante da ricordare è che : “Il cinema è composto da due cose: uno schermo e delle sedie. Il segreto sta nel riemprirle entrambe”, così viene affermato da coloro che Lavorano nel cinema.

Formato Jasmine, Pica Francesco, Vernillo Antonio, Villanacci Alessia

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HUAWEI E IL CASO GOOGLE

Huawei, azienda cinese più promettente del mercato nata nel 1987, produttrice di telefoni, tablet e computer, rischia di perdere denaro e quindi anche di non competere con altre aziende, come Samsung, Honor ecc…perché? Huawei ha perso la licenza per l’utilizzo della propria versione Android nel suo aggiornamento più ricco, in seguito a una sospensione decisa da Google per rispettare le disposizioni imposte dal governo statunitense contro le aziende cinesi. La decisione, che sta facendo molto discutere, potrebbe avere grandi conseguenze per l’intero settore della telefonia e coinvolgere milioni di proprietari di smartphone Huawei, non solo negli Stati Uniti. Per capire come si è arrivati fino a questo punto, è necessario fare qualche passo indietro fino alla settimana scorsa, quando il presidente statunitense Donald Trump ha firmato un ordine esecutivo per impedire alle aziende negli Stati Uniti di acquistare apparati per telecomunicazioni prodotti da chi costituisce una minaccia per la sicurezza nazionale e per gli interessi deli Stati Uniti. Il provvedimento economico, era indirizzato alle aziende cinesi, e in particolare a Huawei, già da tempo sotto le attenzioni di Trump. Conosciamo Huawei soprattutto per i suoi smartphone, che hanno invaso il mercato in pochi anni, rendendo la società il secondo produttore mondiale dopo Samsung. Gli Stati Uniti ritengono che Huawei faccia spionaggio per conto del governo cinese, e che quindi i suoi prodotti costituiscano una minaccia per la sicurezza nazionale, visto che potrebbero essere impiegati per costruire le reti su cui passano dati sensibili. Le accuse non sono mai state dimostrate con prove concrete e l’azienda Huawei ha sempre sostenuto di rispettare gli standard di sicurezza imposti. Huawei fa da mesi i conti con l’ostilità del governo degli Stati Uniti, tanto da avere interrotto già nel 2018 la vendita dei propri smartphone nel paese. Le cose sono ulteriormente precipitate con l’ordine esecutivo della settimana scorsa. Google, azienda americana, non aveva alternative e ha dovuto interrompere i rapporti con Huawei, sospendendo quindi la licenza Android che consentiva all’azienda cinese di vendere smartphone con i servizi di Google sopra. Tale perdita vincola alla sola versione base i servizi, senza quindi prodotti preinstallati. Comunque a coloro che possiedono un prodotto Huawei non succederà nulla, almeno così si dice, i propri dispositivi rimarranno infatti intatti, con tutti i servizi disponibili. Noi pensiamo che questo distacco dall’azienda statunitense sia stata sfavorevole anche a Google perché Huawei è uno dei principali produttori al mondo, quindi potrebbe portare a un enorme perdita al gigante informatico americano.

Giorgio De Spirito, Simone Aristodemo, Pio Garimberti e Alessandro Cerza

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Paura in Portogallo: infarto al portiere Casillas

Il 37enne campione spagnolo e anche ex portiere del club Real Madrid, ha avuto un infarto nel pieno pomeriggio ed è stato subito ricoverato d’urgenza durante l’allenamento. Sappiamo che sta tornando alla vita normale grazie alla sua foto sui social, in cui rassicura tutti i fan.

L’ex medico della nazionale spagnola ha dichiarato: “Casillas recupererà in 3 mesi, ma una volta superata questa fase dovrà essere lui a decidere se continuare o no”. Il portiere della squadra portoghese dopo aver saputo questa notizia ha deciso di abbandonare definitivamente il calcio. Ex compagni e avversari lo incoraggiano tramite messaggi di affetto. Noi da tifosi del portiere ci dispiace molto di quest’accaduto e anche del fatto che abbia lasciato il suo mondo calcistico.

Aristodemo Simone, Cerza Alessandro, De Spirito Giorgio, Garimberti Pio

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Il Barcellona fa un passo verso la finale di Champions League

Già in finale? E’ questa la domanda che rimbomba nelle menti dei tifosi del Barcellona. La squadra catalana ieri sera ha infatti dato spettacolo tra le mura amiche del Camp Nou imponendosi sul Liverpool per 3 a 0; non è bastata l’ottima prestazione della squadra inglese che è caduta sotto i colpi di Messi e compagni. A sbloccare il match ci ha pensato Luis Suarez al 26’ battendo il portiere dei Reds con un ottimo inserimento alle spalle dei difensori. Dopo aver concluso il primo tempo in vantaggio il Barcellona ha rischiato qualcosa all’inizio del secondo in cui il Liverpool ha avuto più occasioni per pareggiare il match e rimettersi in corsa. A impedire il gol a Salah ci hanno pensato prima i legni e poi Ter Stegen, portiere del Barcellona, che con ottime parate ha permesso alla sua squadra di ipotecarsi un posto per la così ambita finale di Madrid. Ad indirizzare al meglio la partita ci ha poi pensato Lionel Messi con una splendida doppietta, il primo gol del calciatore argentino è arrivato al minuto 75 dopo una respinta della traversa sul tiro di Suarez. Solo 7 minuti più tardi il fuoriclasse di Rosario ha segnato il suo secondo gol personale con una meravigliosa punizione destinata sotto l’incrocio, nulla ha potuto Alisson, portiere del Liverpool, e così la squadra spagnola si è avvicinata alla finale di Champions anche in vista della semifinale di ritorno in programma martedì 7 Maggio ad Anfield.

Creato da Matteo, Elisa, Giovanni, Angelo