L’eccezionale e appassionato Héctor Ulises Passarella in concerto con la magnifica espressività del suo bandoneòn, sarà protagonista  della terza meravigliosa tappa di Resistenze Musicali, la rassegna musicale on line diretta da Marcella Parziale, gratuitamente disponibile sulla pagina Facebook dell’Accademia di Santa Sofia, vivacissima realtà culturale del nostro paese.

Domenica 26 aprile 2020 alle ore 19.00 il genio umile, il poeta del  bandoneòn, uno dei migliori e più completi musicisti nella storia di questo affascinante strumento, vero grande artista dotato di un’innata tensione verso qualsiasi forma di bellezza musicale, si cimenterà nel suo personale omaggio per il Web, “Vi racconto il Bandoneòn: da Bach a Bacalov” e in questa Lectio Magistralis  sarà affiancato dal figlio Roberto, anche lui talentuoso compositore, strumentista e filosofo.

Il Maestro Hèctor Ulises Passarella, con il suo bandoneón è stato il perfetto interprete delle musiche che nel 1996 hanno valso al compositore italo-argentino Luis Enriquez Bacalov il premio Oscar per il film Il postino, tratto dal romanzo Il postino di Neruda di Antonio Skármeta e dedicato alla vita in esilio del grande poeta cileno Pablo Neruda. Un film girato in Italia, tra Procida e Salina, diretto dall’inglese Michael Radford e da Massimo Troisi, interprete principale insieme a Philippe Noiret.

Un film impresso nell’immaginario per la sua colonna sonora e particolarmente caro al pubblico italiano, che pensando allo struggente tema conduttore dell’ultima commovente fatica di Massimo Troisi, non deve dimenticare nemmeno il contributo del cantautore istriano Sergio Endrigo, cui Bacalov ha riconosciuto postuma la co-paternità della composizione, ispirata alla canzone Nelle mie notti.

Un tema capolavoro, capace di evocare ricordi lontani ed emozioni profonde, anche grazie alle infinite sfumature sprigionate dalle mani prodigiose e dalla sensibilità poetica di Héctor Ulises Passarella, straordinario musicista, raffinato interprete e compositore.

Di origini italiane, Héctor Ulises Passarella nato a Florìda, Uruguay, nel 1955, è considerato uno dei più grandi bandoneonisti, nonché uno dei più interessanti compositori e arrangiatori di tango moderno. L’inconfondibile suono e la particolare espressività del fraseggio gli hanno valso l’ammirazione del pubblico, della critica e di grandi musicisti e cineasti in tutto il mondo.

La lunghissima esperienza nel tango, la formazione e l’attività nella musica classica gli conferiscono una completezza artistica di assoluto rilievo, una equilibrata fusione tra il filone tanghéro, le proporzioni accademiche e il jazz.

Il talento di questo grande artista affonda le radici nella miscela tra proprio vissuto e studi accademici. Già a undici anni suonava il bandoneón, nella prestigiosa Orchestra Tipica del suo primo maestro, Oscar Raul Pacheco, a 12 anni il maestro, decidendo di ritirarsi dall’insegnamento, gli chiese di sostituirlo nella scuola che aveva fondato. – Sono stato cullato con il tango – afferma – e fino ai 18 anni lavorai nel famoso “Tango Bar” della mia cara Florìda, finché intrapresi a Montevideo gli studi accademici con i grandissimi musicisti René Marino Rivero – da cui impara la particolare tecnica del bandoneòn che gli ha permesso di suonare anche opere del repertorio barocco e contemporaneo – e Guido Santórsola – con cui studia composizione e direzione d’orchestra.

Poi approda a Macerata, città della moglie – Parecchie persone desideravano, per il mio bene, che io arrivassi in Europa. Vinsi il primo premio assoluto “Ottorino Respighi” nel ’79 ed ecco che arrivai in Italia. Macerata era la città di Luigi Mariani, il primo venditore di bandoneón a Buenos Aires. Macerata era la città descritta sul libro di italiano sul quale studiavo in Uruguay…Ho vissuto in molte città d’Italia, ma Macerata è la città dove ho composto di più…”il bandoneòn suona maceratese”-

Dopo i grandiosi successi riscossi in Sud America, interpretando il Concerto per Bandoneòn e Orchestra Sinfonica di Renè Marino Rivero, e il Concerto in Fa minore di J.S. Bach, è invitato a tenere centinaia di concerti in tutta Europa e per i più importanti Teatri e Istituzioni internazionali.

Nel 1991 costituisce l’Orchestra Sinfonica delle Romagne-Città di Forlimpopoli, dove nel 1995, assume la direzione artistica della storica nona edizione del Festival di Musica Popolare, intitolandola: “Tango, Sentimento dell’Assenza”.

Dopo il memorabile e fruttuoso incontro con Luis Bacalov, per l’interpretazione di tante colonne sonore oltre quella famosissima per il film “Il Postino”, seguono innumerevoli collaborazioni con le Orchestre Sinfoniche delle maggiore capitali del mondo ed esibizioni per le televisioni più importanti di tutti i continenti.

Straordinaria la sua interpretazione come solista della Misa Tango di Bacalov con l’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, diretta dal maestro Myung Whun Chung (registrata da Deutsche Grammophon con Placido Domingo e nominata per i Grammy 2001).

Le sue composizioni Piezas Rioplatenses offrono una sofisticata sintesi tra la sua ricerca compositiva e interpretativa del tango, la sua affezione per il barocco e la sua profonda conoscenza della musica colta del XX secolo.

La perfetta conoscenza dello strumento gli ha permesso di pubblicare il libro Il bandoneòn: conoscerlo e suonarlo.

E’ direttore artistico del noto Festival internazionale Tango y Màs, che si tiene nel mese di agosto a San Ginesio, in provincia di Macerata.

Ha tenuto corsi di perfezionamento di interpretazione del tango presso Seminari Internazionali e fondato il Centro del Bandoneòn a Roma con il patrocinio dell’Istituto Italo Latino Americano e dell’Ambasciata dell’Uruguay.

Non si contano i premi e i riconoscimenti, in Uruguay come i tutto il mondo.