L’estrazione dei tagliandi vincenti della lotteria ha chiuso la XXV edizione di Vinalia, rassegna enogastronomica svoltasi nel borgo antico di Guardia Sanframondi dal 4 al 10 agosto scorso.

Il sorteggio, eseguito nella sala consiliare del Palazzo Municipale del comune sannita, ha dato i seguenti risultati: al I estratto – biglietto n. 1940 acquistato da Gianluca Caprasecca è stato attribuito il V premio (una notte a Taurasi per 2 persone); aI II estratto – biglietto n. 1054 acquistato da Nicola Pacelli è andato il IV premio (una notte a Furore per 2 persone); al III estratto – biglietto n. 0332 acquistato da Domenico Grillo il III premio (2 notti nel Cilento per 2 persone); al IV estratto – biglietto n. 0087 acquistato da Deborah Ciarleglio è stato assegnato il II premio (2 notti a Ischia per 2 persone). Il V estratto – biglietto n. 0737 acquistato da Antonella Di Santo ha vinto il I premio (tour di 3 giorni a Bordeaux per 2 persone con soggiorno in hotel 4 stelle).

Su questa XXV edizione le considerazioni di Concetta Pigna, responsabile del comitato Vinalia.

Sono passati 25 anni da quando è stata ideata Vinalia nel Circolo Viticoltori Associati di Guardia Sanframondi – ha rivelato -, dove un gruppo di persone di grandi passioni e visioni ha deciso che era ora di trovare, per un evento di valorizzazione e promozione, una formula capace di parlare in maniera innovativa di identità territoriale, di viticoltura, di vini e di paesaggi del Sannio beneventano, rivolgendosi soprattutto alle nuove generazioni, con l’obiettivo di innescare in loro “la restanza” come la chiama lo scrittore Vito Teti. Immaginando… ‘un restare mai passivo ma sempre in movimento, fatto di tensione, attenzione, pienezza di essere, persuasione e passione, legato all’esperienza dolorosa e autentica dell’essere sempre fuori luogo, nel posto in cui si è nati e si abita’. A 25 anni di distanza, possiamo affermare senza timore di smentita, che ci sentiamo premiati, dall’atteggiamento della nuova generazione che ha deciso di restare e che, anche grazie ai percorsi di re-identificazione comunitaria intrapresi da Vinalia, ha riscoperto la complessità e la magia del proprio patrimonio materiale e immateriale, cominciando a progettare e realizzare alternative socioeconomiche e culturali di notevole interesse ed originalità”.

Negli anni – ha aggiunto – la manifestazione ha registrato una crescita esponenziale, diventando, anche, il luogo dove le varie culture: agronomiche, enologiche, pittoriche, fotografiche scultoree, letterarie, musicali, gastronomiche, tecniche, scientifiche, pedagogiche e così via, si sono incontrate e parlate,  abbattendo gli steccati dei vari linguaggi, provando a delineare  percorsi di sviluppo mai banali per i nostri territori interni, definiti troppo frettolosamente aree svantaggiate o forse più propriamente aree danneggiate dalla cattiva politica e dalla rassegnazione. Ma, più nello specifico, che cosa è diventata Vinalia in questi 25 anni? Innanzitutto sempre più un percorso di educazione al vino, caratterizzato: dalle degustazioni guidate presso le cantine che partecipano al percorso del gusto, dove il racconto del vino, viene fatto direttamente dai produttori, blasonati oppure giovanissimi. Molti, infatti,  sono i giovani che affascinati dal mondo del vino, si sono voluti mettere in gioco; dalle degustazioni guidate di tutte le etichette sannite presso l’enoteca del Consorzio Sannio Dop, gestite in collaborazione con i sommelier dell’ais; dalle degustazioni professionali, per conoscere a fondo le sfumature del vino ed il lessico per raccontarle,  presso le sale dei  wine bar e gestite, anch’esse, in collaborazione con i sommelier dell’ais; dagli showcooking per scoprire le meraviglie dell’abbinamento cibo-vino, a cui collaborano influenti chef. Nello stesso tempo è diventata anche un percorso di approfondimento culturale, legato ai temi dello sviluppo sostenibile ed al cammino intelligente che i territori identitari devono saper individuare per continuare a difendere e valorizzare quell’insieme di elementi culturali, conoscenze e pratiche distintive originali, accumulate e sviluppate nel tempo, che di fatto hanno creato e dovranno farlo sempre più la nostra reputazione territoriale sempre minacciata. Questo cammino è stato fatto coinvolgendo le istituzioni, il mondo della ricerca, le università e le associazioni di categoria e più in generale il partenariato socio economico territoriale e non”.

Vinalia – ha detto infine Concetta Pignasi è identificata, inoltre, sempre più con un percorso di arte e cultura del vino. Cinque anni fa, dal felice incontro tra Vinalia e il Professore Giuseppe Leone: grande artista sannita e docente dell’Accademia di Belle Arti di Napoli, è nata “VinArte”, il cui fil rouge è stato sempre, promuovere il vino come opera d’arte e utilizzare l’arte come mezzo per comunicare il vino.  Sempre grande e in crescendo è stato il successo tributato a questa iniziativa, che quest’anno si è fatto, a mio giudizio, stupefacente. Bisogna poi citare l’amatissimo percorso dedicato ai bambini, ovvero, Vinalia Kids che utilizza il gioco per amplificare in loro l’amore per la conoscenza della singolarità dei luoghi che li circondano e li forgiano, perché ognuno di noi è anche il paesaggio in cui si fa adulto. Vinalia è diventata anche un agrirock festival, dove giovani e talentuosi musicisti ci ricordano ogni sera, in due piazze diverse, che il vino è il canto della terra verso il cielo. Infine, da ultimo ma non meno importante, il percorso dedicato ai nostri giacimenti gastronomici: formaggi a latte crudo, salumi sostenibili, canapa campana, cibi di strada di altissima qualità, cucina terrona e così via, perché l’uomo in fondo è quello che mangia. Il tutto, viene realizzato con il contributo prevalente di circa 150 volontari che lavorano con passione per la promozione del proprio territorio, insieme ai tanti sponsor, alle istituzioni e alle associazioni, come ad esempio la: cooperativa di comunità, I Care, che tra i suoi meritevoli progetti, annovera il progetto DolceMente, dedicato ai ragazzi che vivono realtà di disabilità o di disagio oppure alla  Sezione di Benevento dell’associazione italiana ciechi ed ipovedenti, con i quali abbiamo realizzato targhe in carattere Braille per contraddistinguere le varie cantine del percorso del gusto. Insomma, in questi 25 anni, siamo stati resilienti e attivi e così vogliamo restare dando un contributo sempre più determinante alla costruzione di una comunità in cui memoria e futuro si fondono per attivare, passo dopo passo, percorsi innovativi, attraverso i quali niente e nessuno possa essere lasciato indietro”.