Ricorre nella giornata odierna la giornata nazionale per la ricerca sul cancro. Significativa ricorrenza celebrata dal presidente Sergio Mattarella che, al Quirinale, ha ricordato l’importanza della ricerca per la cura di una malattia che colpisce nel nostro paese, ogni anno, un italiano su 25.

Con il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella,  la cerimonia ha registrato la presenza del Direttore generale dell’Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro, Niccolò Contucci a nome del Presidente AIRC, Pier Giuseppe Torrani,del  Direttore Scientifico AIRC, Federico Caligaris Cappio, del Direttore dell’Unità Sviluppo Terapie Innovative al San Martino – Istituto Tumori di Genova e ricercatrice AIRC, Lucia Del Mastro e del Ministro della Salute, Beatrice Lorenzin

Fondamentale nella cura di una malattia  è la possibilità di diagnosticare la presenza patogena in fase embrionale, partendo da una semplice analisi del sangue per poi proseguire con forme di analisi più approfondite, ricorrendo a strumenti specifici e facendo riferimento a tecnologie di riconoscimento e di cure innovative che solo la ricerca in merito può offrire.

Dalla mappatura del genoma umano, frutto di ricerche di oltre un decennio fa, la diagnosi precoce di un tumore in fase embrionale, appare dunque la più importante sfida della ricerca dei nostri giorni.

Dall’antica concezione di Galeno (che riteneva i tumori polluzioni esterne di un anomalo sconcerto umorale dell’organismo) agli studi dell’Ottocento che scoprono nei tumori una forma letale di “anarchia” delle cellule, fino a oggi, quando finalmente si prospettano validi sistemi di cura, l’attenzione dei ricercatori nei confronti delle neoplasie è andata gradualmente crescendo, per questo l’attenzione ai processi di ricerca non può conoscere soste.

Diventata ormai la malattia del secolo, il cancro ha sopravanzato numericamente, tutte le altre cause di morte ma, proprio per il fatto che l’oncologia ha fatto passi da gigante nella comprensione e nella cura della patologia, la ricerca non può fermarsi, come non può fermarsi lo studio di nuovi mezzi per l’individuazione e la cura di esso.

“Il contatto con la sofferenza aiuta chiunque a dare ad ogni cosa il giusto peso nella vita” ha affermato il presidente Mattarella riferendosi anche alla sua esperienza privata  di sua moglie morta per un tumore.

Il cancro non è una questione privata tra il medico e il malato” esso  deve ritenersi  infatti un confine che riguarda tutti, con implicazioni scientifiche, mediche, psicologiche, sociali, economiche e familiari. La mortalità complessiva causata dai tumori è in diminuzione e grazie ai successi della ricerca,  è aumentata la sopravvivenza alla malattia. E’ questa la ragione più importante che deve spingere a potenziare la ricerca. “Compito dello Stato è quello di garantire a tutti gli ammalati livelli di cure appropriati ed efficaci” ha affermato Mattarella. Il Presidente ha voluto poi ringraziare l’Airc per i finanziamenti messi a disposizione dei ricercatori ed anche tutto il mondo del volontariato che, in modo silente ma concreto, contribuisce in modo determinante a sostenere il tempo e la qualità della vita di tanti malati.

Salute dunque, ma anche dignità per tutti i  malati , circostanze che portano a convivere col dolore e la sofferenza, ma grazie alla ricerca anche con la speranza, una dignità che solo una ricerca seria ed instancabile può dunque garantire, affinchè si possa convivere con una patologia che, sempre più spesso,  si combatte e con la dovuta prevenzione si può vincere.

Un passaggio significativo è stato anche, da parte di Mattarella, il richiamo al ricorso sistematico ai vaccini; egli ha affermato in merito che è “Sconsiderato chi critica i vaccini”,  strumenti necessari alla prevenzione che non possono essere messi in discussione sulla base di affermazioni sconsiderate prive di fondamento. E’ importante infatti ricordare infatti che molte malattie sono state debellate grazie alla pratica delle vaccinazioni fin dalla più tenera età.

Attuale nel nostro paese la questione della pratica delle vaccinazioni, sempre più numerose sono infatti le famiglie che scelgono di non vaccinare i propri figli, il tutto a seguito di studi di ricercatori a livello internazionale che affermano che i vaccini possono indurre nuove forme di patologie.

Pur nel rispetto della libertà delle persone di seguire le proprie convinzioni, è lecito però chiedersi quale rischio potrebbe rappresentare la mancata vaccinazione per coloro che sono vicini a questi soggetti?

Nella “Giornata nazionale per la ricerca sul cancro” tanti dunque i temi sul tappeto, dalla necessità di potenziare gli strumenti tecnici ed economici della ricerca, alle questioni più squisitamente etiche relative al diritto di scelta della cura o della prevenzione.

Ovviamente a noi non resta che riflettere sul fatto che stabilire ciò che è giusto non è mai facile e, pur nel rispetto delle opinioni diverse e   convinti che il progresso deve andare avanti per il bene di ciascuno, non possiamo che sperare che il confronto sia utile a migliorare la qualità della nostra vita, in tutte le sue forme.