Mi mancano, ci mancano i Politici. Sì,  quelli con l’iniziale meritatamente maiuscola.

Quelli che sanno cosa dire e cosa fare, in base al loro credo: non urlano, per convincere, argomentano. Non insultano gli avversari, li rispettano. Non usano un linguaggio violento; parlano con pacatezza (in una corretta  lingua italiana, essendo, pensate un po’, anche colti), accendendo i toni solo ove sia necessario ribadire un concetto, una convinzione. Nelle sedi del Governo si presentano in giacca e cravatta, puntuali, mai aggressivi ma irruenti o appassionati. Rispettano  il tricolore, simbolo di una Patria libera, e le ricorrenze a memoria della Storia.
Sono i Politici che non ostentano cartelli ingiuriosi verso gli avversari, ma sanno controbattere con sapienza e coerenza; che mai sognerebbero di presentarsi nella solenne bellissima austera aula del Senato (come è successo in passato!) con vassoi di cannoli o fette di mortadella: imperdonabile offesa alla dignità di tutto il Popolo lì rappresentato.
Soprattutto, quelli  che conoscono la Costituzione Italiana e non pretendono di sfruttarla, manomettendola, per fini elettorali, di parte o per interessi subdoli. L’Italia, pur con tanti momenti bui, ha avuto Politici così. Non saranno stati tutti perfetti rappresentanti dello Stato, ma i Poteri (che sono TRE, indipendenti fra loro!) riuscirono a portare il Paese a un livello di progresso economico e culturale che non c’è più.
Ci mancano.
Assistiamo invece a deplorevoli sceneggiate che nulla hanno a che vedere con la politica e siamo nelle mani dell’incompetenza, della smania di comandare, della totale mancanza di considerazione per i bisogni della gente, di pericolose forme di nostalgia. Stiamo vivendo un regresso non solo economico, ma culturale e morale: un cataclisma per il nostro meraviglioso Paese che, invece, di cultura dovrebbe vivere, e di bellezza e di arte.