Al Teatro Romano domenica 1 settembre in scena Omaggio a Fellini “La strada”, uno spettacolo ideato e realizzato da Carmen Castiello in collaborazione con la Compagnia Balletto di Benevento, orchestra Filarmonica di Benevento, diretta dal maestro Beatrice Venezi, Circo Famiglia Group, per la regia di Linda Ocone e la supervisione di Beppe Menegatti, protagonisti Carla Fracci e Giancarlo Giannini.

Sulle musiche straordinarie del maestro Nino Rota hanno preso vita le coreografie di Giselle Marucci, Nicoletta Pizzariello e Hecktor Budla.

Il corpo di ballo ha affrontato con armonia il lavoro sinergico e complesso delle coreografie, che insieme alla tecnica hanno richiesto grande impegno espressivo e mimico. La coralità dei gruppi in scena ha dato vita a veri e propri quadri d’opera, realizzando così la narrazione nel suo complesso di strada di vita e di intrecci di trame raccontate da uno dei più grandi registi italiani nel mondo.

Odette Marucci (Gelsomina), Raffaele Vasto (Zampanò) e Giuseppe Paolicelli (il Matto) hanno tenuto il palco con grande professionalità interpretando i loro ruoli senza sbavature e incertezze, con convinzione e con la giusta passione.

Le voci della Fracci, intensa e accorata, e del suo compagno di scena Giannini, affascinante e coinvolgente, hanno con sapiente cura accompagnato i danzatori e i musicisti in una serata di ricordi, quanto mai attuali e vivi.

La ricchezza del suono unico reso dai maestri dell’orchestra, per i brani che, sicuramente almeno una volta nella vita sono stati ascoltati, ma che in questa occasione sono stati impreziositi dalla capacità espressiva dei musicisti, hanno fatto rivivere momenti di “strada”: funamboli, artisti, giocolieri, giovani promesse di un futuro di memorie immortali hanno intrecciato nuovi passi fatti di armonia di suoni, voci e di esseri umani. Uomini e donne pronti a vivere la loro avventura, a rischiare osando in un mondo troppo cattivo per gli esseri fragili come Gelsomina. L’ingenua giovane in balia del burbero Zampanò al quale è stata venduta dalla madre in cambio di poche lire, vive le sue peripezie tra le violenze del suo padrone e i suoi amici circensi, che cercheranno in qualche modo di aiutarla non riuscendo nell’impresa impossibile. Gelsomina, infatti, non riuscirà a staccarsi dal male di Zampanò rimanendone vittima, ma lasciando un rimorso incolmabile nell’animo truce del suo infelice aguzzino.

Resta, invece, piacevole il ricordo di questa serata di fine estate in un luogo fatto di storia antica e espressioni eterne d’arte.