Le foto sono allineate sul pianoforte. Ognuna racconta un momento un po’ speciale, rappresenta un avvenimento in famiglia, ricorda un giorno particolare… Sono una carrellata di eventi passati ma presenti: i nipoti piccolini in braccio al nonno; la mamma e il bimbo, divertiti, sotto un ombrello multicolore; un papà che sorride felice sulla spiaggia; la posa per l’anniversario del matrimonio; la famiglia riunita a Natale.

Fotografie scattate con una macchinetta ormai passata di moda, sviluppate, incorniciate. Quelle più “antiche” sono in bianco e nero: suggestive, affascinanti per l’atmosfera misteriosa del tempo che fu, quando, a rullino  completo, si aspettava lo sviluppo e poi la stampa, con ansia e curiosità. Come saranno riuscite? Erano necessarie accortezza e bravura nell’inquadrare il soggetto, nell’esposizione alla luce, nella misura della distanza. Un bravo fotografo doveva cogliere  il momento, come un pittore.

Le più belle venivano poi ingrandite e messe in mostra, le altre incollate nell’apposito album: sfogliandolo si rivivevano giorni passati, si commentava, ci si commuoveva o divertiva. A guardarle emanano profumo di qualcosa che è andato perduto.
Le macchinette fotografiche super-tecnologiche di oggi fanno tutto da sole! Non c’è  più  gusto! Inoltre sono sostituite dai telefonini che le tengono “chiuse” nella memoria: bisogna spedirla vie e-mail  o attraverso whatsapp e quindi  stamparle…

Nel percorso, perdono il fascino, diventano fredde copie della realtà quasi senza anima. Non trasmettono l’incanto di un momento magico che non tornerà, ma che non è  mai passato.