Si terrà a Verona, nelle giornate dal 29 al 31 marzo, il Congresso mondiale delle famiglie. L’evento è organizzato dall’Organizzazione Internazionale per la Famiglia (IOF), da Generazione Famiglia insieme a ProVita Onlus, da CitizenGo, dalla National Organization for Marriage e dal Comitato Difendiamo i Nostri Figli, tutte organizzazioni pro life e contro le istanze del movimento Lgbt.
Sarrano presenti all’incontro, in qualità di relatori, il Ministro dell’Interno Matteo Salvini, Igor Dodon, presidente della repubblica Moldava, Lorenzo Fontana, Ministro per la Famiglia e le disabilità, Katalin Novak, ministro per la famiglia dell’Ungheria, Federico Sboarna, sindaco di Verona, Massimo Gandolfini, presidente del Family Day; Allan Carlson, autore e co-fondatore dell’Howard Center; Ignazio Giuseppe III, Patriarca della Chiesa cattolica sira; Konrad Glebocki, ambasciatore polacco in Italia.
Stiamo parlando ovviamente di tutti esponenti del mondo conservatore, tutti convinti che le conquiste culturali e sociali delle donne, ottenute grazie alla più grande rivoluzione della storia umana combattuta nel tempo senza, o quasi, spargimento di sangue, siano una distorsione di una visione della famiglia classica, quella secondo la quale, secondo la cultura classica della destra, la donna deve essere solo colei che genera figli per la Patria!

C’è stato un tempo in cui le donne più emancipate e gli omosessuali venivano bruciati sui roghi. Pare qualcuno abbia nostalgia di quel periodo oscuro. Non io” ha affermato il sottosegretario del M5s Stefano Buffagni.
Stia tranquillo onorevole, certamente nessuno di noi lo è!
Il problema è che secondo gli organizzatori il fine del Congresso sarà promuovere il ruolo fondamentale della famiglia. Noi ci chiediamo però di quale famiglia si parla, se di quella formata da persone che vivono insieme perché si amano e collaborano al bene comune, a prescindere da come essa sia costituita, o di quella che certa tradizione conservatore vuole imporre come unica forma di famiglia, quella formata da un “capofamiglia” e da una “madre” che vive solo in funzione delle sue capacità biologiche?
Sotto l’egida della Lega, e con il patrocinio del ministro Fontana, saranno presenti al Congresso personalità di spicco dell’antiabortismo e dei sostenitori della famiglia tradizionale come Dmitri Smirnov, Presidente della Commissione patriarcale per la famiglia e la maternità, schierato al fianco di Vladimir Putin e della chiesa ortodossa e delle destre integraliste.
Un Congresso nel quale gli animatori metteranno dunque in risalto, ovviamente per condannarlo, tutto ciò che è diverso dalla loro posizione e che essi ritengono rappresentare il negativo, ciò che mette in subbuglio l’ordine sociale tradizionale e precostituito e dunque tutte le conquiste fatte dal liberalismo e dal femminismo, rei di avere modificato una costruzione tradizionale che capovolge i valori tradizionali, valori che ovviamente sono stati voluti, perseguiti, sostenuti e imposti da una cultura maschilista e medioevale.
Il tentativo, da parte del braccio armato religioso della chiesa ortodossa e le organizzazioni fondamentaliste cristiane che seguono il modello delle culture war americane, è quello di rimuovere e cancellare quanto raggiunto, in secoli di lotte, da quella parte dell’umanità che ha dovuto accettare, perché obbligata, un modello di vita degradante e umiliante e, cosa forse più grave, non per far progredire l’universo dei diritti umani, ma solo per spingere a tornare indietro, ad un tempo nel quale le donne che rivendicavano i loro diritti, compresi quelli sulla procreazione e la vita matrimoniale e tentavano di ribellarsi, erano considerate streghe, mentre gli uomini che affermavano valori affettivi e personali diversi dagli altri erano ritenuti malati o pericolosi e dunque, per ambedue le categorie umane, il destino era il rogo o comunque l’emarginazione e dunque l’assegnazione della patente di reietti sociali.
Gli animatori affermano che da Verona inizierà, grazie alla loro iniziativa, la controrivoluzione del buon senso e della ragione, ma la ragione di chi, ci chiediamo? Chi stabilisce cosa sia giusto per tutti?
L’8 marzo è la festa della donna, una ricorrenza che dovrebbe essere riaffermazione della civiltà e del progresso umano, non insopportabile e ipocrita alibi per la dimenticanza o addirittura per la negazione dei diritti delle donne, donne che creano la famiglia insieme ad un compagno e hanno il diritto di farlo senza paraocchi o preconcetti sul tipo di compagno che scelgono o su quale modello di famiglia vogliono creare e far vivere, donne che hanno il diritto di amare i loro figli, ma anche se stesse, donne che sanno comprendere, ma che non sono più disposte a subire modelli imposti da altri che non siano loro stesse a creare e scegliere.
Noi ricordiamo le donne per affermare ciò che logica e civiltà impongono!