Il diciannove luglio è una data che non dimenticheremo. Ezio Bosso in concerto al Teatro Romano con l’Orchestra Filarmonica di Benevento, per il BCT festival del Cinema e della Televisione, conferma il successo della manifestazione diretta da Antonio Frascadore.

Il sito archeologico ha registrato il sold out. Le gradinate e l’arena, gremite di persone accorse per ascoltare il più grande compositore e direttore d’orchestra del mondo, ha fatto da culla a un evento di rara bellezza. Un grande artista ha diretto i nostri giovani maestri e li ha elogiati e incoraggiati, per la loro professionalità e per il loro entusiasmo nell’affrontare il lavoro che li appassiona, rendendoli unici e privilegiati.

È il cuore che guida Bosso nella sua vita e carriera, lo si sente non solo nella sua musica, ma anche nelle parole che regala alla platea. Si legge nel suo sorriso, nei suoi movimenti che invitano all’applauso o lo bloccano come a dirigere anche il teatro, diventando un solo corpo, una sola anima, un polmone che assorbe e secerne linfa vitale. Come nel suo primo brano in programma “Sotto le voci degli Alberi”, si odono i fruscii, i respiri, l’agonia, il timore, il dolore, la rabbia, l’abbandono. È un vortice di sentimenti, emozioni che appare e scompare come il paesaggio tra le foglie stanche, si sguarnisce e si ricompone ma, al fine, giace in silenzio. Ed ecco l’esplosione dell’applauso trattenuto e, finalmente, espresso in tutto il suo fragore, con tutto il calore e l’accoramento. Le pietre di un teatro storico hanno così trattenuto, cullato, assimilato il calore della passione, della vera bellezza, protagonista di tutta la serata.

Gli altri due brani Sinfonia n, 5 in do minore op. 67 di Ludwig van Beethoven e Boléro di Maurice Ravel hanno suggellato una perfomance impeccabile per l’orchestra e il suo nocchiero.

Il concerto è stato introdotto magnificamente dalla giornalista Melania Petriello, che con la sua straordinaria dialettica ha aperto la serata accanto al direttore Antonio Frascadore.

Il BCT resterò a Benevento, sua culla natia e luogo dove potrà crescere e perseverare. La città merita di essere fulcro di cultura, fiore all’occhiello di un Sud preparato. Benevento può tutto, basta volerlo e lo ha dimostrato Frascadore con la sua creatura, ma lo hanno avvalorato anche altri direttori artistici e amministratori di un passato più che mai recente e indimenticabile.

È con fiducia che guardiamo al futuro.