Non mi diverte, anzi mi dà un enorme fastidio dover dire “avevo ragione” (vedi articolo del 19 settembre scorso), ma era logico ed inevitabile che si verificasse quello che, poi, s’è verificato, e cioè che il TAR del Lazio sancisse il proprio difetto di competenza in una materia riservata in via esclusiva alla giustizia sportiva, rimandando ad essa ed alla sua giurisdizione l’esame delle questioni che hanno tenuto banco nell’estate più travagliata del calcio italiano di cui si abbia ricordo sin dai tempi di calciopoli.

Sarà, dunque, nuovamente il TFN (Tribunale Federale Nazionale) a dover districare la matassa, e dopo di lui, chissà, di nuovo la CAF (Corte d’Appello Federale) per poi finire (?) al Collegio di Garanzia del CONI, (dove l’ex ministro Franco Frattini è in fervente attesa di potersi prendere le proprie rivincite personali). Si arriverà al termine del girone d’andata e soltanto allora potrà scriversi (forse)  la parola “fine” su questa squallida e vergognosa vicenda.

E adesso cosa succederà a chi, con il proprio comportamento ostile, bellicoso ed irriverente nei confronti delle istituzioni sportive, oltre che palesemente in contrasto con le stringenti norme federali, ha messo in ridicolo ed esposto al ludibrio mondiale le istituzioni del calcio italiano, anzi, dello sport italiano in generale, considerata la “partecipazione” del CONI ?

Saranno pesantemente puniti tutti i responsabili di questo scempio, per aver essi violato la clausola compromissoria stabilita nell’art. 30 dello Statuto Federale della FIGC?

Saranno inflitte (a presidenti e società sportive) le pesanti sanzioni  previste dalla normativa federale ?

Eppure sapevano tutti, dall’inizio, che sarebbe andata a finire così.

Lo sapevano bene i presidenti delle società ricorrenti; lo sapevano (ancor di più) gli avvocati che le hanno difese; lo sapeva gran parte della stampa “amica”. Tutti, chi più, chi meno, con il loro atteggiamento e le loro esternazioni hanno contribuito ad ingenerare, nella maggioranza dei tifosi, illusioni ed aspettative. Tifosi che, alla fine, restano le vere, uniche vittime della situazione.

E adesso chi paga ?

Le norme sono chiare: tre punti di penalizzazione (sanzione minima) per le società ed inibizione temporanea (fino a tre anni) per i presidenti.

Basta semplicemente applicarle. Anche, e soprattutto, per evitare futuri tentativi d’imitazione.

Ma la FIGC avrà le “palle” per farlo, così come, ad esempio, le ebbe la federazione spagnola allorché, un giorno prima del mondiale di Russia 2018, cacciò a calci nel sedere il C.T. Julen Lopetegui per aver firmato il contratto con il Real Madrid ed aver reso pubblico il fatto  prima dell’inizio del torneo?

Mah! Ho i miei dubbi.

Come sempre, spero di essere smentito.