Abbiamo ‘bollinato’ il bar Mojto attestando e premiando la scelta imprenditoriale adottata dai suoi titolari di essere un locale ‘Slot Free’. Come cittadini, ancor prima che amministratori, siamo orgogliosi di avere realtà così nel nostro tessuto sociale”. Così il primo cittadino Clemente Di Cerbo che nel pomeriggio di domenica ha consegnato il primo bollino ricevuto nella manifestazione di consegna tenutasi sabato a Cerreto Sannita. L’esercizio commerciare cittadino, è stato sempre contrario ad adottare le Slot machine proprio per una visione morale della sua titolare, Giuseppina Vaiuso.

Dugenta e la sua amministrazione comunale, va detto, sono in prima linea da sempre in questa battaglia. Basti ricordare, in tal senso, l’incontro tenuto un anno fa per sensibilizzare l’opinione pubblica, a cui parteciparono le maggiori istituzioni religiose, amministrative, militari e civili della provincia.

È questa la prima tappa di un percorso di sensibilità che il governo Di Cerbo, dopo aver accettato l’invito ed il monito della Diocesi, ha intrapreso, in questo lungo anno, un percorso per affermare una presa di coscienza della questione. “È questa una prima tappa, le azioni di contrasto continueranno con fermezza. Ma devo dire immediatamente che questo non è il solo fenomeno che ci preoccupa. Vogliamo porre rimedio anche al consumo eccessivo di alcool, soprattutto tra i giovani. Un altro elemento che vogliamo arginare mediante una decisa opera di sensibilizzazione è quello di contrastare l’uso di dispositivi mediatici che permettono alle persone di utilizzare internet, in ogni momento della giornata, per le scommesse. È una problematica difficile da sconfiggere, ma noi amministratori siamo chiamati più di tutti a porre un freno”, riferisce il sindaco Di Cerbo.

Clemente Di Cerbo ci tiene a ringraziare il vescovo Domenico Battaglia e l’associazione Libera per quanto fatto fino ad oggi: “Dobbiamo continuare con fermezza. Ma occorre soprattutto, adesso, sensibilizzare il legislatore affinché modifichi le norme previste sul gioco d’azzardo. È di pochi giorni fa la notizia che ci sono proposte di legge addirittura per legare le mani a noi amministrazioni locali. In pratica vorrebbero eliminare i limiti che oggi consentono l’apertura di questi ‘luoghi mangiasoldi’. E’ aberrante e vergognoso tutto questo. Siamo al solito paradosso italiano: da un lato lo Stato autorizza perché da questo sistema gode giovamento e soprattutto ingrassa le solite ed ormai tristemente famose lobby del gioco d’azzardo, e dall’altro vuole moralizzare chiedendo a noi sindaci di sensibilizzare i cittadini a non farsi risucchiare in questo vortice. Ai giovani dobbiamo dare certezza nel futuro”.