A vincere quest’anno, il Premio Strega Giovani, giunto ormai alla sua IV edizione, è stato lo scrittore Paolo Cognetti con il libro Le otto montagne edito da Einaudi. Ad applaudire nella Sala della Lupa di Montecitorio (Roma), accompagnate dall’Amica della domenica  Maria Cristina Donnarumma e dalla docente referente Paola Maglione, due alunne del Liceo Classico Pietro Giannone di Benevento, Sabina Carrozzini e Gaia Iannace che, votando insieme con altri undici compagni, hanno fatto sì che anche quest’anno, come accade dal 1994, il Giannone potesse contribuire alla scelta del vincitore.

La Presidente della Camera Laura Boldrini ha accolto editor, scrittori e lettori rinnovando nella memoria degli astanti il ricordo di Tullio De Mauro quale Presidente della Fondazione Bellonci, deceduto pochi mesi fa.  Il premio, ha continuato la Presidente, è un’occasione per diffondere la letteratura italiana nel mondo e per farne comprendere l’importanza dal momento che, citando le parole di Umberto Eco, “Chi non legge, a 70 anni avrà vissuto una sola vita: la propria. Chi legge avrà vissuto 5000 anni: c’era quando Caino uccise Abele, quando Renzo sposò Lucia, quando Leopardi ammirava l’infinito… perché la lettura è un’immortalità all’indietro.” La conoscenza è il petrolio del futuro, strumento per arginare la precarietà, punto di partenza per l’innovazione, per la difesa della libertà, la cultura unico mezzo per affermare la propria unicità nel mondo, unica bussola possibile in quest’era digitale, mezzo  attraverso il quale reinventarsi. La Presidente ha infine invitato a guardare con fiducia e disponibilità al futuro, affidato alle nuove generazioni. Seguiva la presentazione dei dodici autori e dei rispettivi libri con giovani studenti che hanno avuto la possibilità di leggere le proprie motivazioni espresse nella scelta del vincitore ad una platea composta da eminenti personalità del panorama culturale italiano. Ad animare la serata il polistrumentista e cantautore italiano Motta. L’evento, coordinato dalla giornalista Rai Loredana Lipperini, si è concluso con la proclamazione dei tre libri più votati: Le notti blu, Le cento vite di Nemesio e Le otto montagne, risultato vincitore. Paolo Cognetti, classe 1978, durante il discorso della premiazione, si è definito ancora un “diciottenne nel corpo di un quasi – quarantenne”. Già finalista allo Strega nel 2013, Cognetti nel suo libro dà ampio spazio alla montagna quale cornice dell’esperienza di vita del protagonista.

“Le otto montagne” racchiudono la storia di Pietro, un adolescente taciturno che vive in città con i suoi genitori, che riportano spesso alla memoria le origini del loro rapporto e l’importanza che in questo ha avuto la montagna. In tale scenario hanno luogo le esperienze di Pietro, che ai piedi delle Alpi non solo scopre una profonda e fraterna amicizia con un suo coetaneo molto diverso da lui, ma ritrova anche suo padre, comincia a comprenderne l’animo e quasi a riconoscersi nella sua indole chiusa e schiva. Si può definire un romanzo di formazione, che con il suo triste epilogo porta alla luce la complessità del rapporto padre – figlio, l’importanza del valore dell’amicizia ma anche la bellezza e la maestosità, lo sguardo imponente e materno delle montagne. “È un invito a considerare l’amicizia come il valore più alto” rivela l’autore, che con la vittoria attribuitagli dai più giovani lettori del premio, si appresta a ricevere l’esito della votazione che rivelerà la cinquina di autori che si ritroveranno a Villa Giulia il 6 luglio, nella serata finale per la proclamazione del vincitore o della vincitrice del Premio Strega 2017.