Pikachu

Lui “colpevole”?

Pokemonmania. Siamo davvero messi male se qualcuno ritiene che questa novità serva ai nostri figli per farli uscire da casa. Ma poi… sarà solo una questione di ragazzi? A dire il vero dalle immagini che girano in rete pare che il gioco abbia conquistato anche attempati signori e compite signore. Una sorta di virus che ha contagiato il pianeta alla ricerca del “Pikachu … perduto”!

La questione non va sottovalutata. Lo dico senza alcuna voglia di voler censurare o condannare nulla e niente ma con la consapevolezza che bastano due pupazzetti gialli ed informi che già erano insensati come cartoni (provate a vederne uno per capire)… per vedere migliaia di persone impegnate in una sorta di “rincorsa mediatica”! Qualcuno su Facebook mi ha contestato (conoscendo la grande passione che ho  per il calcio) invitandomi a fare gli opportuni paralleli con uno “stupido gioco dove 22 uomini in mutande corrono appresso ad una palla mentre in  migliaia urlano a favore o contro di loro “.

Ovviamente ho preferito non replicare visto chele vibrazioni, l’energia, lo spirito di comunità, le buone sensazioni ma anche le grandi delusioni  che il calcio può suscitare… non sono minimamente paragonabili al “rincoglionimento” sempre più diffuso  di milioni di persone che vivono continuamente con un cellulare in mano e che ormai, neanche durante una cena romantica, riescono a staccarsene.

C’è poi l’aspetto terrificante del possibile condizionamento globale. Oggi tocca ai Pokemon… ma chi ci dice che lo stesso demente sistema non possa essere usato per altri e più pericolosi giochini? La società contemporanea ha perso lucidità ed anche il gusto dello stare insieme. Sta via via smarrendo le vibranti sollecitazioni interiori che può dare un’opera d’arte o uno spettacolo teatrale  vissuto fianco a fianco anche con chi non si conosce. Pensare al possibile paragone tra  la folla di Central Park che corre irrazionalmente per beccare l’irritante animaletto con quella straordinaria e bellissima del Circo Massimo unita dal fascino irresistibile delle note di Bruce Springsteen.. mi crea delle  oggettive difficoltà!

I nostri ragazzi sono gia vittime dell’assenza di sogni, della mancanza di scenari, della impossibilità di potersi facilmente realizzare in un lavoro che appare sempre più lontano e come un miraggio. Se poi gli diamo in pasto le assurde incomunicabilità di una potenziale vita virtuale  passata a guardare in modo fisso lo schermo di  uno smartphone… dobbiamo assumerci la responsabilità del tutto ,ovvero quella di stare collaborando al loro completo annientamento! Visione catastrofista? Può darsi… Tutto secondo me, di contro, deve risentire quantomeno di un tentativo di “ri-equilibrio”.  Le tradizioni orientali ce lo insegnano.

Tutto è possibile e nulla è impossibile… ma con le dovute regole interiori e con le opportune prese di coscienza collettive. Se si mangia insieme, si mangia insieme! Se si va a cena con gli amici, si va a cena con gli amici! Se si va a cinema, si va a cinema etc. … Della serie ogni cosa al momento giusto. E dunque… è anche nostro dovere tentare di dare delle dritte. Piegarsi ora, vuol dire arrendersi.

Dunque, per chiudere, W i Pokemon se sono come una bella partita a flipper o come una sfida a calcio sulla play station.  No ai Pokemon se sono il primo passo verso l’annientamento ludico delle sensibilità! Ci si potrebbe chiedere: a cosa serve questa riflessione? Semplicemente a porsi un problema e a tentare di trovare una piccola soluzione. Facciamolo spesso questo gioco noi… per tutte le questioni che ci circondano… chissà che non sia più utile di tanti altri (compreso Pokemon go)!