(Serenella Rullo) – “Ciao, come va? Ti vedo un po’ stressata. Hai il musetto imbronciato, i riccioli troppo corti… E che hai indossato, stamattina, la prima cosa che hai trovato? Guarda, mi fai quasi pena: da un tipetto come te non me lo sarei aspettato. Perchè non cerchi di essere semplicemente te stessa?”

Buongiorno! O forse no… Non ti trovo molto gentile, ma non posso darti torto: mi sento un po’ ridicola ma non per mia scelta. A volte, forse per il troppo affetto che mi portano, dimenticano chi sono… Vedo, però, che neanche tu sei al massimo. Com’è che indossi l’impermeabile? Non l’avrei mai immaginato e non mi sembra ti si addica, anche se piove. Chi si prende cura di te dovrebbe avere rispetto per la tua natura. Mah!”

Beh, sorvoliamo sui fiocchetti che hai in testa. Come ti chiami?
“Sono Fifì, una barboncina. E tu?
Sono Buck,  pastore belga, e manderei al diavolo chi mi tratta come un umano. Ho la mia dignità, io.”
Ti saluto, Buck. Resisti.”
A presto, Fifì. Spero di rivederti senza fronzoli: non ne hai bisogno.