L’Assemblea tenutasi ieri, molto partecipata, ottimamente organizzata dalle maggiori associazioni ambientaliste sannite (con un metodo tanto faticoso quanto proficuo di condivisione più che di solitarie prese di posizione), sul depuratore, consente di fare passi in avanti su una vicenda che, per riconoscimento dello stesso Assessore ai Lavori Pubblici, Mario Pasquariello, è in una fase di stallo (a causa dell’insediamento del Commissario nominato dal Governo). Sarebbe opportuno, dunque, un ripensamento sulla strada intrapresa dall’Amministrazione (e ribadita negli interventi di ieri da parte dei due Assessori presenti, Pasquariello e Russi), che prevede la costruzione di un depuratore unico ad alto impatto ambientale in una zona che ha un probabile rischio alluvionale (come hanno mostrato gli interventi dei geologi Portoghese e Briuolo, ed è stato ribadito da abitanti di Pantano presenti all’incontro), per altro franosa. In particolare, l’intervento del prof. Giulio Conte ha mostrato in maniera cristallina come scopo primario della depurazione dovrebbe essere la tutela dei fiume. Dunque, impostare correttamente il problema significherebbe non chiedersi “dove” collocare un depuratore, ma quale forma di depurazione sia più funzionale alla tutela di un bene fragile come un fiume che da millenni costruisce l’identità cittadina. Non ci stancheremo di ricordare che l’Amministrazione Mastella ha voluto scolpire nel proprio “Programma di mandato” affermazioni impegnative, parlando della «risorsa ambiente» e di una vera e propria «conversione ambientale» a proposito di una «città ecostorica». Allora, ci chiediamo, com’è possibile che una questione squisitamente ecologica e legata alla tutela dell’ambiente venga derubricata, sostanzialmente, alla costruzione di un grande manufatto? Come è possibile dare per scontato che le opere di collettamento “obblighino” alla costruzione di un unico depuratore? Insomma, l’Amministrazione mostra di avere una visione estremamente datata e riduzionistica di una questione che dovrebbe essere affrontata con strumenti complessi e decisamente aggiornati. Il M5S sin dall’inizio ritiene la presa di posizione del Comune, mai realmente scalfita dagli approfondimenti avutisi nelle Commissioni congiunte e nei tre incontri pubblici fino ad ora dedicati all’argomento, aprioristica e poco ponderata. La riattazione degli impianti esistenti e l’uso di una fitodepurazione spinta potrebbero contemperare tutte le esigenze in campo: garantire, finalmente, dopo quarant’anni, la depurazione alla città tutelando l’equilibrio dei nostri fiumi e del suo ecosistema.

Il M5S di Benevento continuerà a supportare, dunque, la battaglia dell’ambientalismo sannita dentro e fuori l’Aula consiliare.