Questa mattina, presso la sala convegni “Santa Maria delle Grazie” del Presidio Ospedaliero “San Pio”, si è tenuta la conferenza stampa di presentazione del rinnovato “Contratto di adesione al progetto di continuità assistenziale ematologica domiciliare”, stipulato tra la Sezione dell’A.I.L. Benevento onlus Stefania Mottola e l’Azienda Ospedaliera Sannita, con l’inaugurazione dell’autovettura AIL per l’espletamento del servizio domiciliare.

Il Direttore Generale dell’A.O.R.N. “San Pio”, dr. Mario Nicola Vittorio Ferrante, ha evidenziato il lavoro encomiabile dell’Associazione è l’importanza di progetti come quello dell’AIL; perché sostengono e curano il paziente nelle fasi delicate della malattia. Infatti, l’obiettivo è di migliorare la qualità della vita delle persone, portando a casa del paziente, impossibilitato a raggiungere il Centro Ematologico di riferimento, le professionalità ospedaliere del territorio, ad integrazione delle cure primarie istituzionalmente fornite dall’ASL, in una sorta di meccanismo “a rete”, fatto da un fitto dialogo tra i soggetti che erogano aspetti diversi della cura.

Il Presidente dell’Associazione Italiana contro le Leucemie di Benevento Sezione “Stefania Mottola”, ing. Salvatore Mottola, ha voluto sottolineare che tale obiettivo è stato raggiunto anche e, soprattutto, grazie ai tanti volontari presenti sul territorio, ricordando che il prossimo anno l’associazione sannita festeggerà i venti anni dalla sua fondazione. Uno degli obiettivi della fondatrice era proprio l’assistenza ematologica domiciliare, che potesse tenere collegato il paziente costantemente all’ospedale. L’equipe che oggi lavora a questo progetto è costituita da due specialisti ematologi, due infermieri professionali e un addetto di segreteria, messi a disposizione appunto dall’A.I.L..

All’incontro hanno partecipato, inoltre, il dr. Roberto Vallone (Direttore DH Ematologico, Servizio Immunologia e Trasfusione) e il dr. Vincenzo Rocco (Direttore Patologia Clinica).

Rocco si è soffermato sull’importanza del rapporto creato con l’AIL attraverso l’aiuto professionale dei tre borsisti dell’associazione. “Insieme ai colleghi del Day Hospital di ematologia sono state realizzate il 95% delle diagnosi di onco-ematologia e di ematologia al primo emocromo”.

Vallone ha precisato, invece, che la continuità assistenziale domiciliare del progetto AIL “vede impegnato lo specialista che già segue il paziente in ospedale. A casa, infatti, vengono seguiti non solo i pazienti terminali, ma anche persone che, all’interno di un ciclo programmato di terapie, non sono in grado di recarsi in ospedale”. Il completamento dell’azione del servizio è quello definito Ospedale Diffuso, che va oltre gli spazi fisici di reparti, sale operatorie, laboratori di analisi, e consente il monitoraggio domiciliare dei pazienti onco-ematologici, riducendo i disagi ed i costi per i loro spostamenti per visite e controlli.