(Serenella Rullo) – A mio zio Gennaro, al quale ho voluto e voglio tanto bene e il cui ricordo mi fa sentire tenera tenera, dava molto fastidio che, proprio all’ora di pranzo, mentre eravamo a tavola, la tv trasmettesse una pubblicità sui fazzoletti.

Oggigiorno lui non accenderebbe neanche per un milione (!), il televisore. Altro che fazzoletti!
Il corpo umano, perfetta macchina “divina”, è rappresentato, al maschile e al femminile, come fonte di liquidi, odori e miasmi vari. Naturalmente, quando tutti sono davanti al cibo, sicché si chiude lo stomaco!
Non esistono più i pudori e i segreti che, in qualche modo, proteggevano la sensibilità e l’intimità dell’Essere umano, specialmente della donna.
In nome del commercio, si sbandierano tutte le segrete debolezze, i bisogni fisici, le menomazioni. Bisogna vendere. Un po’ fanno pena quelli che, per lavoro, reclamizzano questo o quello, attraverso dialoghi, cantatine e spettacolini vari, a volte decisamente insostenibili. Purtroppo non ci sono remore né confini per l’insistente e impietosa campagna pubblicitaria. E che diamine!
Un po’ di tregua almeno mentre ci si rilassa, a pranzo o a cena, no?
Unica difesa, spegnere il televisore. E che certa pubblicità se la guardi chi la produce. Per amore della decenza e del buon gusto.