(Serenella Rullo) – Sul marciapiede crescono rigogliose piante di zucchine, con enormi e festosi fiori gialli. Da dove siano arrivate e come riescano a vivere tra i gas di scarico non si sa, ma è bello e anche alquanto strano vederle lì.

Un vento benevolo, forse, avrà voluto ironicamente regalarle alla frenetica città, trasportando semi in libertà. O forse la Natura tenta di farsi riconoscere, in quelle semplici piantine che richiamano alla mente orti e giardini. Son venute su da sole, forzando l’asfalto, sfidando i pedoni che potrebbero schiacciarle o qualche monello con cattive intenzioni.

Si sente un po’ di nostalgia, a guardarle, dei campi fioriti, lontani dalla città furibonda e incattivita che sembra insensibile alla loro bellezza. Magari, qualcuno  ne coglierà  i frutti per mangiarli: e se fossero come i funghi di Marcovaldo? Ci potrebbe essere un indesiderato risveglio in ospedale, cedendo alle invitanti e luminose piantine!

Viene in mente una canzone di anni fa che suggeriva “mettiamo dei fiori nei nostri cannoni“. Allora, perché  no, coltiviamo zucchine sui marciapiedi!
(Marcovaldo ovvero Le stagioni in città, è una raccolta di venti novelle di Italo Calvino)