Venticinquesimo giorno di navigazione sul Quingdao per la Clipper Round the World 2015-16. Lo yacht è sempre secondo in gara, mentre Lmax è già arrivato a Rio de Janeiro. Uno spinnaker strappato e qualche tensione in pieno Oceano, ma la vista della terra, finalmente, ci ha riempito di gioia… Fabrizio D’Aloia scrive sul blog:

Day 25: Terra!! Terra!

Che emozione avvistare la terraferma dopo quasi 4 settimane di navigazione... Scrutare l’orizzonte alla ricerca di una sagoma indefinita è stato il pensiero fisso di oggi. Una sagoma che quando compare ti riempie di gioia e ti ripaga all’istante di tutti i sacrifici del navigare. Questa sensazione deve da millenni pervadere lo spirito di ogni navigante. Arrivare in un porto o una baia, un approdo di qualsiasi tipo e gettare l’ancora dopo aver ammainato le vele è un gesto magico. E’ la quadratura del cerchio dopo aver issato le ancore e mollato gli ormeggi. Una sensazione bellissima che si prova anche senza fare traversate oceaniche verso luoghi sconosciuti. Basta andare da Salerno a Ventotene. Avvistare la piccola isola dalla sagoma ben definita, entrare nell’antico porto romano e ancorare sulla banchina di tufo. Momenti, per me e l’equipaggio, ogni volta emozionanti. Intanto stanotte è stata una notte da ricordare o dimenticare!

Stavamo navigando con Quingdao sotto Spinnaker 2 con vento teso tra i 30 e i 35 nodi e mare agitato con onde di 4-5 metri. Dopo una strambata il timoniere ha cercato subito di riprendere velocità orzando, ossia portando la prua al vento. La randa ancora bloccata al centro barca è stata esposta al vento e ha subito fatto inclinare la barca di oltre 45 gradi mandando tutti gambe all’aria (ovviamente eravamo tutti clippati altrimenti finivamo buona parte in mare) e fatto finire lo spinnaker in acqua. Lo spinnaker si è immediatamente riempito d’acqua e appena la barca si è raddrizzata ha strappato la drizza dall’albero e si è squarciato. Per recuperarlo abbiamo impiegato più di un’ora svegliando e chiamando sul ponte anche i Tigers che stavano risposando. Un lavoro durissimo e stressante con la barca alla kappa (ferma in mezzo all’oceano) e sferzata dal vento e dalle onde. Tra comandi urlati nella notte e luci dele torcie frontali che si incrociavano ci siamo massacrati e bagnati totalemente fino alle mutande. Dopo il recupero del code 2 danneggiato abbiamo issato lo Spinnaker code 3 e ripreso la navigazione. Siccome non c’è due senza tre, dopo neanche un’ora si è rotta la scotta dello spinnaker lesionata da un bozzello danneggiato dal primo spinnaker. Questa volta il recupero è stato semplice e senza danneggiare la vela. A questo punto abbiamo proseguito con Yankee 3 e Staysail con un’andatura un pò più lenta ma più sicura nelle condizioni meteo marine che avevamo.

Intanto corriamo verso Rio de Janeiro, a circa 200 miglia, cercando di amministrare il margine di vantaggio che ancora abbiamo sugli inseguitori che sono tutti in stealth mode! Lmax intanto è appena arrivato a Rio con grande invidia di tutti qui a bordo. Domattina, si spera toccherà a noi… Corna facendo!”

Fabrizio D’Aloia

(Tradotto dall’inglese, lingua ufficiale della regata)

Per la posizione in tempo reale del Quingdao: http://clipperroundtheworld.com/race/standings