«Fare partecipazione civica attraverso il monitoraggio delle opere pubbliche è una modalità innovativa di azione che va nella direzione della trasparenza rispetto all’utilizzo dei fondi pubblici. Consente a noi cittadini di conoscere e capire effettivamente la storia di un progetto e quindi valutarne l’impatto sul territorio. A volte si dice in maniera approssimativa che mancano le risorse per realizzare iniziative, ma conosciamo davvero che cosa si è realizzato con i fondi pubblici nei nostri territori? E dobbiamo anche chiederci, quella specifica opera funziona per la finalità per cui il finanziamento è stato erogato?»”.

È  stata questa l’introduzione di Ettore Rossi al nono incontro di CIVESLaboratorio di formazione al bene comune, che venerdì ha visto come relatrice Simona De Luca del Nucleo di valutazione e analisi per la programmazione – Dipartimento per le Politiche di Coesione della Presidenza del Consiglio dei Ministri, che ha trattato il tema: “Il monitoraggio civico delle opere pubbliche”. Il Laboratorio CIVES è promosso dall’Ufficio per i problemi sociali e il lavoro della Diocesi di Benevento, in collaborazione con il Centro di Cultura “Raffaele Calabria” e l’Università Cattolica del S. Cuore di Milano.

La relatrice De Luca ha esordito spiegando cos’è la politica di coesione territoriale: «Ha lo scopo di incrementare le opportunità di sviluppo e inclusione sociale dei cittadini, indipendentemente da dove vivono. Viene perseguita promuovendo sia occasioni di avanzamento economico sia la quantità e qualità dei servizi pubblici, considerando le specifiche esigenze dei diversi territori, in particolare rispetto alle comunità meno sviluppate». In buona sostanza le politiche di coesione si pongono l’obiettivo di ridurre le differenze tra le varie zone e aree dell’Europa. Con questi fondi si finanziano strade, ferrovie, dighe, corsi di formazione, attività di ricerca e sviluppo e molte altre iniziative. Nell’ottica del cosiddetto governo aperto e, quindi, della trasparenza, partecipazione e sviluppo è stato creato un portale chiamato “OpenCoesione”, mettendo on line circa un milione di progetti finanziati con tali risorse. «Si è deciso di mettere a disposizione di tutti questo enorme patrimonio informativo, che viene aggiornato ogni due mesi. In questo modo i cittadini possono conoscere come procedono i progetti attivati: la tipologia, gli importi, i tempi e chi li ha decisi», ha spiegato la dirigente della Presidenza del Consiglio. Attraverso la consultazione del portale, per quanto riguarda la provincia di Benevento è emerso che su di esso sono caricati 3900 progetti per un valore intorno ai 2 miliardi di euro, di cui un miliardo e 700 milioni di euro riguardano infrastrutture, in particolare nel settore dei trasporti.

«Le informazioni però raccontano un pezzo di storia. Ecco allora l’importanza del monitoraggio civico, per cui gruppi di cittadini si possono organizzare a partire da questi dati», ha continuato Simona De Luca. Chiedendosi, ad esempio, il perché dei ritardi nella conclusione di alcune opere, oppure indagare i motivi per cui progetti terminati al 100% non ritornano alla città e alla comunità, come accade quando pur essendo finita la ristrutturazione di un’opera essa resta chiusa. Con il monitoraggio civico, quindi, si contribuisce ad aumentare la consapevolezza dei cittadini sui risultati delle iniziative finanziate.

A conclusione dell’incontro Ettore Rossi, direttore dell’Ufficio diocesano per i problemi sociali e il lavoro, ha spiegato che è intenzione di CIVES proporre alle amministrazioni locali delle giornate di monitoraggio civico, con visite alle opere pubbliche per verificarne lo stato dei lavori, i tempi e i costi. È un’opportunità importante per rendere più chiaro il rapporto tra Pubblica Amministrazione e cittadini.