Ortika cambia location e la famiglia si allarga. Torna anche quest’anno, dunque, l’appuntamento con la street art che ha a cuore temi come integrazione, inclusione, cura, comunità, giustizia e diritti. Infatti, l’edizione 2018, in programma per il prossimo week-end, organizzata non solo dall’Associazione Culturale l’Agorà di Dugenta, che è promotrice, ma anche dalla Cooperativa Sociale di Comunità iCare e dalla Caritas Diocesana, si svolgerà sabato 20 e domenica 21 ottobre a Cerreto Sannita nello spazio condiviso e rigenerato di “Casa Santa Rita”. L’evento, in collaborazione con Mediterraneo Comune, Melagrana, Amesci, 00Lab, La Lumiere, TAM, Hip Opera Foundation, Move to Resist, Un tempo per Ballare e Street Art South Italy, con media partner invece RadioPiù e Escvpe, anche quest’anno vedrà l’accompagnamento a Biodpi, ideatore e art director del festival, da parte di tanti artisti: Cinasky, Naf-Mk, Raro, Carmen, Quagliozzi, Elkemi, Ivan, Irene, Errico, Lume, Milena, Noire, Nitro M24, Urka.

L’idea che alcune vite contino di meno è la base di tutto ciò che di sbagliato c’è nel mondo” (Paul Farmer) è la frase che farà da traccia per il muro della pace, che verrà realizzato a tante mani ed il leitmotiv della manifestazione.

Previsti, oltre ai live painting, rap session con Shark Emcee, Live Muretto Crew e Nonverserrorist, dj set con Biondo 00, Dj Frame, Giuan, Grove Compagneros, Dj Vybz.P, Mambakhan, Dj Marco Nata, laboratori artistici per bambini nonché laboratori per ragazzi di ricerca emozionale esistenziale e creativa a cura di Mediterraneo Comune e di hip hop a cura della scuola di danza “Un tempo per ballare”, il tutto accompagnato dagli ottimi piatti di DolceMente, il laboratorio di cucina di comunità di iCAre con ragazzi con disabilità, che curerà sia l’apericena del sabato che il pranzo della domenica.

Ai Dialoghi contemporanei sull’Hip Hop del pomeriggio di domenica 20, a cura di Hip Hopera Fondation, seguiranno quelli sugli “Orizzonti d’umano”, della domenica pomeriggio. Tra i relatori don Matteo Prodi (sacerdote dell’Arcidiocesi di Bologna)  Yasmine Accardo (attivista per i diritti umani) e Dimitri Meka (mediatore linguistico).