Massimo Di Modica

(Massimo Di Modica*) – Barcelona, Catalunya – E con ieri siamo a 3 giorni di proteste civili. Purtroppo spesso – a fine manifestazione – compaiono gruppi di facinorosi ben organizzati, che nulla hanno a che vedere con gli ideali della protesta, persone il cui unico scopo è creare disordini e distruggere tutto quello che trovano sul loro cammino.

Ieri pomeriggio, ad esempio, era stata indetta una manifestazione in un luogo nevralgico della città (un incrocio a nord che permetteva di bloccare l’accesso e l’uscita dalla città) per poi andare in corteo fino alla sede del Dipartimento degli Interni del governo catalano. Una protesta pacifica contro il modus operandi della polizia locale.

Una volta finita la manifestazione, il gruppo si e sciolto per ritornare a casa, ma non si sa come è improvvisamente cominciata la guerriglia urbana: l’aria e diventata subito irrespirabile per colpa dei roghi appiccati ai cassonetti e, purtroppo, ieri anche ad auto e motocicli; gli incroci impraticabili con barricate improvvisate anche con impalcature smontate da cantieri; piccoli gruppi organizzati hanno cominciato a lanciare molotov e, per la prima volta, razzi e fuochi d’artificio contro gli elicotteri delle forze dell’ordine che dall’alto cercavano di coordinare le forze de polizia.

Uno scenario dantesco, una miccia che è stata accesa e che sara difficilissimo spegnere, perchè non e facile isolare questi gruppi di facinorosi da chi invece manifesta civilmente.

Ovviamente già qualcuno coglie la palla al balzo per screditare i motivi che condotto a queste manifestazioni e proteste.

Continuano intanto le “marce per la libertà”: da tutta la Catalogna arrivano migliaia di persone a Barcellona perchè per venerdì è stato indetto uno sciopero generale catalano.

Anche in altre citta della Spagna iniziano a vedersi manifestazioni di adesione alle proteste catalane, ma vengono subito disperse dall’intervento delle forze dell’ordine.

Alcuni leader politici invocano l’applicazione di leggi speciali, per garantire la sicurezza dei cittadini o propongono addirittura di rilevare il governo catalano.

Purtroppo nessuno, ad oggi, ha aperto un tavolo di trattative o di dialogo per cercare di mediare o trovare possibili alternative.

*Massimo Di Modica è un architetto sannita che da anni risiede e lavora a Barcellona, in Spagna.