Massimo Di Modica

(Massimo Di Modica*) – Barcelona, Catalunya – Continuano purtroppo gli atti vandalici nei principali centri della Catalogna, tutti realizzati finora seguendo lo stesso schema: viene convocata una manifestazione dai CDR (Comitato per la Difesa della Repubblica) che si svolge pacificamente, persino in un clima goliardico con giochi e balli, una volta finita – mentre le persone ritornano a casa – ecco venir fuori, con i favori delle prime luci della notte, gruppi organizzati che cominciano a innalzare barricate, bruciare tutto quello che trovano e a scontrarsi con le forze dell’ordine.

Ieri, però c’è stata una novità non del tutto inattesa, a dire il vero: la contromanifestazioni dell’estrema destra. Una concentrazione di giovani con bandiere franchiste, ha cercato di raggiungere il luogo di riunione degli indipendentisti, ma per fortuna la polizia è riuscita a tenere a distanza le due fazioni, anche se purtroppo si sono registrate nella notte due aggressioni a danno di entrambi gli schieramenti.

Oggi è una giornata di sciopero generale qui in Catalogna: si attende l’arrivo di decine di migliaia di catalani, provenienti dal resto della regione, che si uniranno a questa “marcia per la libertà” cominciata due giorni fa, e che vedrà Barcellona come centro nevralgico della protesta contro la severità delle pene inflitte ai leader indipendentisti per il referendum del 1 di ottobre del 2017, che aveva portato alla Dichiarazione Unilaterale d’Indipendenza, poi subito sospesa.

Strade, autostrade, aeroporti,  treni, porti e trasporti pubblici sono stati bloccati nelle grandi città della Catalogna o aderiscono volontariamente allo sciopero, le cui conseguenze a livello economico cominciano ad essere pesanti per tutto il paese, di cui questa regione rappresenta uno dei motori trainanti dell’economia.

*Massimo Di Modica è un architetto sannita che da anni risiede e lavora a Barcellona, in Spagna.