«… tu non vedrai nessuna cosa al mondo maggior di Roma»… Vengono in mente queste parole esaltanti (Quinto Orazio Flacco – “Inno a Roma”) e ancora più  profondo é  il rammarico nel vedere come l’augusta Città  sia ridotta.

Non è nuovo il problema, segnalato a più  riprese e con mille parole, ma ormai si dispera anche di riuscire a risolverlo, rilevando il disinteresse e l’incuria che imperano. A un primo accenno di ribellione è  subentrata, sembra, la rassegnazione e neanche si prova a migliorare lo stato di degrado evidente e mortificante.  Sui rifiuti, altri rifiuti; sull’inciviltà l’indifferenza. Ecco: l’indifferenza fa più male,  perché Roma , in questa tragedia, ha bisogno di amore per essere salvata.
La  storia inventava le leggende per esaltare gli eroi che, per amore, rispetto, dignità, sacrificavano la vita nella difesa dell’onore di Roma, lasciando esempi di grandezza morale e di coraggio. Le stesse vestigia monumentali raccontano l’unicità, la bellezza ineguagliabile, la maestosità dell’Urbe!
Oggi i turisti, (quando non si comportano come moderni Vandali portando via pezzi di fontane!) restano senza parole  di fronte allo sfacelo.
Artisti di tutto il mondo l’hanno amata ed eternata, dedicandole canti, poesie e capolavori di pittura: dov’è la Città eterna?
Molti danni ha fatto e continua a fare la voluta, diffusa ignoranza, e moltissimi la politica sbagliata e quasi ostile nei confronti della contestata Capitale d’Italia.
È doloroso vedere Roma così. Gli Italiani, quelli con la I maiuscola, con l’orgoglio dell’appartenenza, col rispetto di  se’ stessi, dove sono?