Arturo Ciullo

(Arturo Ciullo) 1929 – Grazie ragazzi… aldilà del risultato, sabato 12 maggio e accaduto qualcosa di veramente magico che rimarrà impresso per sempre nei nostri ricordi. Ricordi che si tramandano, per chi dal 1929 ha nutrito passione per questi colori, per chi ha gioito per un goal o sofferto per una sconfitta, in qualsiasi categoria in cui il Benevento è sempre stato onesto e orgoglioso partecipante, per chi era sugli spalti del Meomartini, o oggi nel gioiellino che è diventato il Ciro Vigorito.

Grazie al Presidente Vigorito, grazie ai suoi collaboratori, allo staff tecnico capitanato dal giovane De Zerbi, e a tutti i calciatori che quest’anno hanno indossato la casacca giallorossa. L’applauso del civile pubblico genoano, che rappresenta la storia del calcio italiano, l’attenzione dei media, il calore del pubblico accorso numeroso a salutare la Strega nell’ultima apparizione di questo primo storico campionato di serie A, hanno fatto da cornice ad uno spettacolo unico che si è diffuso in maniera virale in tutto il mondo.

Un contrasto di sentimenti, occhi lucidi, ma anche tanta rabbia perché siamo tutti coscienti di non essere proprio… ultimi. Ma uno sportivo vero accetta il risultato del campo e le regole. E come sempre nella nostra umile ma “pulita” storia, ci accingeremo a ripartire da un torneo che era stato per 87 anni il nostro più grande desiderio, quello di serie B. Per sapere chi saranno gli attori e quale sarà il programma, bisognerà attendere solo qualche giorno ancora. Scopriremo il nuovo progetto tecnico e se ci sarà Roberto De Zerbi, siamo certi che l’esperienza di quest’anno sarà davvero un capitale importante su cui poter contare.

La gara, invece, è stata finalmente più semplice da affrontare visto che nessuna delle due contendenti aveva più niente da chiedere al campionato. Il Benevento con due “novità”: il rientro di Brignola e l’utilizzo sull’out di destra di Letizia tra i 4 di centrocampo al posto di Venuti.
Per il resto una difesa a 3,  con Sagna, Djimsiti e Tosca; una linea mediana con Sandro, Viola e Cataldi oltre il già citato Letizia. Davanti, insieme a Brignola disposto a destra, Parigini sull’out sinistro con Diabaté come riferimento avanzato.

Di fronte un Genoa disposto secondo le solito atteggiamento da Ballardini che, come al solito, regala sempre poco allo spettacolo: grifoni con un atteggiamento tattico che per buona parte della gara è stato solo rivolto solo a cercare di non far giocare i giallorossi. Solo intorno al minuto 75, quando le squadre si sono un po’ allungate, la partita si è spaccata in due e in una ripartenza il Benevento è riuscito a fare centro con il suo gigante maliano. A nulla è valso l’inserimento da parte del tecnico ospite dell’applauditissimo Pepito Rossi: gli ospiti hanno fallito alcune ghiotte palle goal grazie anche alle parate ad uno strepitoso dell’ex blucerchiato Puggioni.

Le immagini più belle della gara, come sempre, sono giunte dagli spalti prima, durante e soprattutto dopo la gara. Indimenticabili.

Questo i miei voti e il giudizio sui singoli, relativamente a Benevento – Genoa:

PUGGIONI (voto 8): decisivo con alcune parate “monstre”. Sente la gara per i trascorsi in maglia blucerchiata. Ingaggia una gara con i tifosi genoani che lo prendono di mira mentre lui sfodera interventi risolutivi . Preciso, sicuro, è diventato un solido riferimento.

SAGNA (voto 8): “maestoso”… esperienza, sicurezza, tanta qualità. Un privilegio aver visto in giallorosso un campione che con la sua umiltà ha conquistati tutti. Sarebbe un onore averlo ancora con noi .

LETIZIA (voto 7): schierato prima a destra e poi dirottato sull’altra fascia, gioca la sua onestà gara grazie alla sua capacità di sapersi adattare. Interessanti i suoi spunti offensivi. Sarà utile alla causa sperando di trovare un tecnico che sappia utilizzarlo in base alle sue caratteristiche che, di certo, non sono quelle difensive.

DJMISITI (voto 8): gara perfetta. Giganteggia senza mai andare in affanno.

TOSCA ( voto 7): come il suo compagno di reparto. È incredibile come i 2 abbiano sempre lo stesso identico rendimento sua in negativo che positivo. Sarà che hanno trovato una perfetta sinergia. Sarebbe interessante poterlo avere ancora con noi .

SANDRO (voto 7,5): non prende il massimo per 3 errori di disimpegno che creano qualche problema. Per il resto cosa dire a questo calciatore che è diventato di diritto un beniamino acclamatissimo della tifoseria? Giocatore straordinario, che è cresciuto con il passare delle domeniche. Speriamo che resti a Benevento.

VIOLA (voto 8): il geometra conferma con le sue qualità, nonostante un po’ di comprensibile stanchezza. Un punto di riferimento per il prossimo campionato… speriamo.

CATALDI (voto 4): esce tra i fischi. Un giocatore modesto, sopravvalutato, che ha dato poco. Non lascia nulla se non il dubbio di chi possa dare tanta importanza e rilevanza ad un giocatore dalle capacità assai modeste, per quanto visto.

PARIGINI (voto 3): chiude in… bruttezza come tutte le volte che è stato chiamato in causa. Altro giocatore inspiegabilmente sopravvalutato. Come lui, nei campionati dilettantistici, ce ne sono a iosa…

BRIGNOLA (voto 7): cincischia troppo con la palla e quel tocco in più qualche volta fa spazientire tutti. Però lotta fino alla fine e il merito della vittoria alla fine è suo, per il coast to coast che porta all’assist per il goal-partita.

DIABATÉ (voto 7): gioca per la squadra e ancora una volta risulta decisivo. Incredibile la sua capacità di farsi trovare nel posto giusto al momento giusto. Ancora più belle la sua esultanze che ricorderemo sempre con emozione.

GYAMFI (voto 6): schierato ancora una volta a sorpresa, si adatta in una zona del campo non proprio sua. Solito impegno.

CODA (voto 6): lotta , corre e poco più. Gioca per la causa…

SANOGO (voto 7): voto alto per l’esordio di questo ragazzo a cui auguriamo tante grandi soddisfazioni. Continui il suo percorso di crescita e sfrutti le opportunità che gli capiteranno.

DE ZERBI (voto 7): a parte qualche scelta come sempre non condivisibile, si toglie lo sfizio di fare una vittoria che ci leva il  non invidiabile primato negativo di punti fatti in serie A. Se dovesse decidere di andare via, lo ringrazieremo -e con lui il suo staff – per il coraggio avuto per essersi messo in discussione e accettare una situazione compromessa come quella di Benevento. Se invece dovesse restare, sarà importante avere le idee chiare, avere la “forza” fare un repulisti e confermare pochi ma apprezzati calciatori. Amiamo il bel calcio, ma che sia fine al risultato e non a se stesso…

Domenica ultima gara in casa del Chievo Verona, che cercherà di fare bottino pieno per difendere la serie A. Quella clivense è una società modello e crediamo che anche il Benevento possa continuare questo processo di crescita e “costruzione”, magari imitando proprio la squadra cara al presidente Campedelli.

Forza Strega!