Arturo Ciullo

(Arturo Ciullo) Crisi.  È molto difficile trovare le parole per descrivere il momento della Strega. L’unico termine appropriato è crisi. La gara con la Salernitana aveva acceso gli entusiasmi e, momentaneamente, nascosto i difetti di questo organico. Nelle settimane successive, di gara in gara, io ho provato a evidenziare le sostanziali incongruenze rispetto alla realtà dei fatti e a quanto sbandierato dagli addetti ai lavori. Come prevedibile, purtroppo, una serie di risultati negativi  hanno palesato la “confusione” di base, evidenziata da una serie di scelte sbagliate di cui abbiamo già scritto su queste pagine.

Nemmeno l’intervista fiume di un appassionato Oreste Vigorito è riuscita a dare una giusta motivazione a questo gruppo, che appare sempre più privo della necessaria personalità. Credo che la persona più delusa sia proprio lui, il Presidente, che si augurava una risposta già dalla gara con lo Spezia. Invece…

Organico ridotto all’osso, con soli 12 giocatori arruolabili; modulo, scelte, tutti palliativi rispetto ad uno Spezia che è apparso solo molto più determinato, cattivo e concreto. La Strega ha offerto ancora una volta una prova incolore, senza nervo e ritmo ma, soprattutto, rimarcando sempre le stesse lacune. Cosa accadrà dopo questa sconfitta?

Adesso appare facile colpevolizzare il confuso Bucchi; io credo che, con lui, le responsabilità debbano condividerle tutti gli attori che hanno avallato questo progetto tecnico.

Appare chiaro che, allo stato attuale, ci ritroviamo in rosa un manipolo di bravi ragazzi che, sostanzialmente sono tutti comprimari, in un organico che obiettivamente risulta essere molto al di sotto di quanto invece “pubblicizzato”. Anche modificando il modulo, la squadra continua ad incassare reti talvolta assurde, segno evidente di scarsa concentrazione. Per il resto tutto si complica, se gli stessi calciatori non credono di poter attuare quello che il tecnico prepara.

Io credo che sia arrivato il momento di intervenire in maniera decisa e concreta, e questo è un compito che spetta alla Società. Per il resto, io credo che ci sia bisogno di fare quadrato ed evitare di generare un ambiente ancor più negativo, perché questo potrebbe influire ancora sulle prestazioni, facendoci precipitare nei bassifondi della classifica. E questo non possiamo assolutamente permetterlo.

Questi i miei voti e il giudizio sui partecipanti alla gara Spezia – Benevento:

MONTIPÒ (voto 5): qualche responsabilità sul secondo goal che chiude da subito la gara. Per il resto svolge il suo lavoro con attenzione. Peccato che sia entrato in squadra nel momento sbagliato.

LETIZIA (voto 5): schierato a destra e come sempre offre il suo contributo. Dopo tante gare, sono sempre più convinto che non sarà mai un esterno basso né di destra né di sinistra, tantomeno un giocatore da cross.

DI CHIARA (voto 4,5): quando trova un avversario che lo attacca, esce sempre dal confronto con le ossa rotte. Poco efficace anche in fase di costruzione, per una prova confusionaria.

VOLTA (voto 5): come la scorsa partita, viene coinvolto nel marasma generale. Per fortuna che riesce a reggere, altrimenti sarebbe stata un’imbarcata.

BILLONG (voto 4,5): riecco le amnesie che avevano caratterizzato le poche apparizioni dello scorso anno. Avevo scritto nelle scorse settimane che la costruzione del gioco non dovrebbe essere una sua prerogativa, anzi …

BANDINELLI (voto 5): prova a metterci i tacchetti e tanto fiato, ma non basta per dare il giusto peso a un reparto – il centrocampo –  che rappresenta il tallone d’Achille della squadra.

VIOLA (voto 5-): come per le ultime gare, finisce nel nulla di un centrocampo anonimo per una squadra che costruisce in maniera lenta e prevedibile. Rischiamo di perdere in questo modo l’unico giocatore interessante, che sembra completamente involuto in questo stato di confusione generale.

BONAIUTO (voto 4,5): ancora una prova senza nervo e senza idee.

RICCI (voto 5): lo notiamo per il confronto con il fratello in maglia spezzina e per il goal giallorosso. Per il resto, ancora una prova anonima e senza grande personalità.

INSIGNE (voto 4,5): qualche spunto ma solo quando ha la palla. Per il resto, poca mobilità e mancanza di ritmo. Fa il compitino e basta.

CODA (voto 4,5): cincischia tanto e sbaglia il colpo che cambia le sorti della gara, poco prima del vantaggio dei liguri. Per il resto, poca concretezza e tutti i limiti del suo repertorio…

ASENCIO (voto 4,5): entra sul 2 a 1 e spazia tanto, ma genera un numero incredibili di palle perse ed errori tecnici esagerati per un attaccante che dovrebbe fare la differenza.

GODDARD (n.g.): il tecnico non lo ha mai preso in considerazione e il suo utilizzo nei minuti finali rappresenta il segno tangibile di come l’organico sia ai minimi. Prima di giudicare questo ragazzo, vorremmo vederlo giocare una gara intera, altrimenti continuiamo a chiederci il motivo del suo tesseramento.

All. BUCCHI (voto 4): in questo momento così pesante di crisi tecnica, l’allenatore è sempre, come da copione, il maggiore responsabile. Esca allo scoperto, indicando chi non è all’altezza di questo campionato prima che sia troppo tardi. È inutile portare avanti questo gioco che rischia solo di creare malumore e sfiducia e soprattutto un rendimento scarso che potrebbe farci svegliare in un altro incubo. Altro che Europa League! Non c è bisogno di essere un addetto ai lavori per capire che questo organico è in seria difficoltà. Mai come adesso, io resto aggrappato alle parole del patron, che si è fatto garante di noi tifosi. Siamo fiduciosi che lui saprà dare una svolta che consentirà di superare questo momento di crisi che non è soltanto tecnica o tattica, ma soprattutto di identità. Sperando che ritorni al più presto l’entusiasmo.

Forza Strega, rialzati e lotta, per noi, con noi.