Arturo Ciullo

(Arturo Ciullo) – Countdown. E sì… è iniziato il conto alla rovescia! Una vera e propria lotta contro il tempo separa la Strega da quello che per molti potrebbe essere un miracolo sportivo. Ci credono i tifosi che, nonostante tutto, seguono la squadra in ogni dove, attirando domenica dopo domenica le simpatie di tutta l’Italia calcistica, ma non domenica scorsa, quando  i beceri tifosi romanisti hanno ricevuto una lezione di civiltà, trovandosi di fronte la tifoseria Sannita che ha risposto con intelligente ironia ad ogni coro offensivo. Forse i “lupacchiotti”, oltre ad avere ancora qualche evidente lacuna in geografia, oltre che in educazione civica, hanno anche la presunzione di avere un palmares che in tutta sincerità non ci sembra così ricco di vittorie… e mai lo sarà, se l’ambiente sarà sempre quello visto all’Olimpico.

Il Benevento dal canto suo non ha dato segno di resa: la squadra, nonostante i tanti problemi  e la classifica, mostra una precisa identità di gioco e soprattutto indiscutibile lealtà sportiva. Alla salvezza, anche dopo l’ultima sconfitta, ci crede il tecnico De Zerbi che continua a chiedere la giusta mentalità. Ci crede ancora il presidente Vigorito, che non ha lesinato investimenti economici (quelli possibili) per provare almeno a mettere una “pezza” ai tanti errori estivi e gestionali. Ci credono ancora  i calciatori, anche gli ultimi arrivati dal curriculum importante, che dovranno non solo attirare la curiosità dei media, ma trasmettere ai compagni esperienza e il giusto entusiasmo.

Ovviamente tutto questo, purtroppo, non basta. Ora più che mai bisogna stringersi e, oltre che sperare, bisogna cominciare a vincere. Domenica prossima il calendario ha messo sul nostro cammino un’acerrima “rivale”, vera bestia nera degli ultimi 15 anni. Ironia della sorte, proprio il Crotone operaio rappresenta per noi il punto di svolta oltre che il modello da seguire, se consideriamo la salvezza miracolosa ottenuta proprio dai pitagorici lo scorso campionato. La squadra calabrese, allenata dal vulcanico Zenga, nelle ultime settimane ha trovato il giusto entusiasmo, la convinzione e soprattutto continuità di risultati. Questo ha concesso loro di aggrapparsi alle battistrada Sassuolo e Chievo che sono in seria difficoltà, e ha riacceso la fiammella della speranza di salvezza. Toccherà a noi misurarci con loro e batterli, per cominciare la risalita. Questo è il nostro unico obiettivo è bisognerà lavorare duramente  per una gara fondamentale che per la Strega vale un campionato. De Zerbi ha a disposizione una rosa sicuramente meglio assortita del recente passato. C’è bisogno di lavorare molto sulla testa, oltre che sulla condizione fisica degli ultimi arrivati. E poi provare a limitare i soliti errori che, oltre un pizzico di sfortuna, sono stati il nostro tallone d’Achille.

Anche all’Olimpico di Roma, contro una delle corazzate del nostro campionato, i giallorossi non hanno sfigurato, almeno per un’ora di gioco. Poi, le solite amnesie difensive hanno concesso un uno/due ai padroni di casa che hanno spento i sogni di gloria di Sandro e compagni. Eppure, come già accaduto con il Napoli, l’atteggiamento dell’inizio gara è stato quello giusto, tanto da sorprendere e non poco i capitolini apparsi in difficoltà, contro una squadra che, ancora una volta non ha mostrato un divario così netto come dice la classifica. Il tecnico sannita aveva pensato bene di riconfermare l’undici visto con il Napoli, inserendo però Viola, per dare maggiori geometrie e garanzie in fase di possesso e costruzione. E la squadra ha fatto bene, appunto, almeno per un’ora, fino agli errori fatali. Atteggiamento tattico guardingo, ripartenze e tanta voglia non sono bastati. I problemi sono sempre gli stessi problemi: errori nei disimpegni che concedono pericolosi break a centrocampo, spesso letali (come quello che ha portato al goal Cengiz Ünder); la difesa disposta di nuovo a zona sui piazzati che ha concesso a Fazio di andare a rete, indisturbato. E poi le topiche cronicizzate dei nostri esterni difensivi e l’incapacità di fare goal.

 Speriamo che i vari SagnaToscaDiabaté e Billong possano essere inseriti ed elevare il nostro peso specifico e soprattutto limitare proprio gli errori. Non è possibile regalare opportunità a squadre che già hanno calciatori di qualità superiore, spianandogli la strada. La Roma indubbiamente era un ostacolo insormontabile, ma regalare goal e occasioni ci sembra troppo! Così diventa tutto molto più difficile, in una situazione già complessa. Ogni gara deve essere quella giusta per cercare di portare a casa punti, senza alibi, invece noi siamo usciti dal campo con 5 gol subiti. Occorre fare tesoro di quanto ancora accaduto, bisognerà giocare, come fossero finali di Champions,  tutte le 14 partite che verranno, se davvero vogliamo tenere accesa la fiammella della speranza. È difficile ma non impossibile.

Questo le mie valutazioni sui singoli,  relative alla gara Roma-Benevento:

PUGGIONI (voto 6): probabilmente si starà ancora chiedendo come è possibile aver subito 5 reti. Sicuro tra i pali, svolge il suo compito con attenzione. Unico neo è il numero elevato di errori in fase di costruzione con lanci fuori misura. Speriamo che non accada più.

VENUTI (voto 4,5): ce la mette tutta ma purtroppo è risaputo che da esterno basso è un flop. Corresponsabile in almeno 3 goal, è sempre in affanno perché, appunto, non ha assolutamente le caratteristiche per essere utilizzato da difensore. Continuare così significa massacrarlo.

LETIZIA (voto 5): con personalità affonda sull’out destro, anche se il treno con D’Alessandro non funziona come dovrebbe.

DJIMISITI (voto 5,5): ci mette il cuore oltre i limiti che può avere al cospetto di attaccanti che fanno la differenza. Nella difesa a 4 non è impeccabile così come dovrebbe un calciatore nel suo ruolo.

COSTA (voto 5,5): meglio rispetto le precedenti gare ma purtroppo quando viene puntato dagli avanti va sempre in difficoltà per limiti fisici-strutturali.

SANDRO (voto 6,5): nasconde il suo ritardo dal punto di vista fisico con l’esperienza. È già diventato il faro della squadra, ci mette muscoli, cattiveria e geometrie. Di un altro livello, e si vede. Crescerà sicuramente e sarà fondamentale in una squadra che aveva bisogno di un calciatore di personalità come lui.

VIOLA (voto 6): sfrutta la sua qualità facendo coppia con Sandro senza sfigurare di fronte ai più blasonati avversari. Piede intelligente, vorremmo però vederlo schierato tra le mura amiche. Speriamo che riesca a migliorare la condizione e ad essere più propositivo in fase offensiva, essendo lui dotato di un buon calcio. A noi mancano anche i goal dei centrocampisti.

D’ALESSANDRO (voto 5): ci si aspetta sempre di più da lui. Inspiegabile il perché non riesca mai ad essere determinato sotto porta. Sembra che voglia spaccare il mondo è invece si ritrova sempre ad essere quasi un incompiuto. Forza…

DJURICIC (voto 6): cresce ogni domenica di più. È una piacevole scoperta. Se riuscirà ad essere più determinato e convinto anche in fase offensiva, potrà diventare un top player per noi…

BRIGNOLA (voto 6): corre, si danna l’anima con intraprendenza. Qualche errore di troppo quando porta palla. Per l’età non è certo da lui aspettarsi che faccia la differenza. Bravo perché a modo suo si fa trovare sempre in zona goal .Se gli altri avessero la stessa determinazione…

GUILHERME (voto 7): un furetto, crea sempre maggiore meraviglia per qualità. In questo momento è il migliore. Cerca sempre il compagno per palleggiare. E crediamo che possa ancora crescere e migliorare, magari con qualche goal che ne accrescerebbe anche l’autostima.

SAGNA (s.v.): era attesissimo… ora speriamo che possa mettere benzina nelle gambe così da potere avere un vero rinforzo nella zona in cui noi soffriamo più, a destra in difesa.

LOMBARDI (s.v.): il soldatino chiamato in causa cerca di fare il massimo delle sue reali possibilità, ci mette l’impegno.

DEL PINTO (s.v.): schierato ancora una volta a sorpresa, quando la gara non aveva più niente da dire, si mette come sempre a disposizione della squadra per quello che può fare.

DE ZERBI (voto 5,5): ora stop agli esperimenti e via al countdown. Non abbiamo più tempo, bisogna vincere anche senza convincere… La rosa è definita e abbiamo bisogno di cattiveria, agonismo oltre che qualità. Bisognerebbe evitare di schierare ancora la difesa a zona sui calci piazzati: questo crea quasi sempre grossi problemi. A mio avviso, avrebbe dovuto osare, schierando Diabaté anche solo per fare minutaggio, oltre che dare peso e centimetri all’attacco.

Dulcis in fundo: credo sia indispensabile che la Società si decida a scegliere un direttore sportivo all’altezza. C’è bisogno di una figura importante che  responsabilizzi i calciatori ad onorare il contratto e a difendere  – fino alla fine – la categoria, e poi a guadagnarsi l’eventuale riconferma. Credo che bisognerebbe già cominciare a programmare il futuro. L’esperienza di questo campionato avrebbe dovuto già insegnarci molto!

Domenica prossima bisognerà sfatare un tabù, battendo il Crotone. La Strega è più viva che mai, bisogna farlo capire agli avversari. Nulla è impossibile e per quanto possa essere difficile, c’è ancora la possibilità di scrivere un’altra bella pagina di storia calcistica.