(Arturo Ciullo) – Quella maglia… stregata! Pausa di campionato (!) per gli impegni della Nazionale maggiore, e il Benevento Calcio raccoglie le proprie idee e sopratutto cerca di ritrovare lo spirito che aveva contraddistinto le prestazioni della squadra nelle prime gare. Il tecnico Cristian Bucchi saprà certamente, da bravo condottiero, ritrovare il giusto equilibrio dopo le due brutte gare giocate con Foggia e Pescara. La piazza vive un momento di sconforto dopo le facili esaltazioni dell’inizio torneo e siamo certi che già dalla gara con il Livorno ci sarà la svolta.

In questo momento di pausa, è accaduto accade quasi per caso che dopo quasi 30 anni un manipolo di ex ragazzotti di belle speranze, si ritrovassero intorno ad una tavola per condividere una serata… stregata! Come per magia, grazie alla presenza in Campania di due ex giallorossi (Beni collaboratore di Colantuono a Salerno e Cioffi oramai trasferitosi da diversi anni in Venezuela), si è creato crea il motivo per una suggestiva rimpatriata.

Per i più giovani che non possono conoscere i partecipanti e la storia del Benevento Calcio, si parla di calciatori che hanno vestito la casacca giallorossa negli anni a cavallo dal 1986 al 1988: il campionato d’appartenenza era quello di serie C2, il girone meridionale, quello da sempre più “agguerrito”.

Erano anni calcisticamente definiti “difficili” un po’ come è sempre stata la nostra storia calcistica, quella di un centro “piccolo ed interno” che come specchio della sua economia e talvolta della classe politica, lottava per difendere la sua posizione nel calcio professionistico… Anni in cui l’onorato presidente (e grande tifoso) avvocato Ernesto Mazzoni, aveva lasciato lo scettro della società, pur senza mai far mancare il suo apporto economico e morale a quel gruppo quasi tutto indigeno affidato nelle mani di un tecnico brillante, motivato e giovane come Maurizio Simonato.

Eh sì indigeno… perché mai come in quei due anni, grazie al lavoro cominciato qualche anno prima anche da Beppe Materazzi, si cominciò a guardare all’interno dei propri confini, cercando di valorizzare la capacità di qualche ragazzino sannita che riuscì, in seguito,  a realizzare il suo piccolo grande sogno: diventare un calciatore.
Mai la storia del Benevento ha annotato un numero così importante di giovani locali. Uno strano mistero che vede volgere lo sguardo ai locali sempre e solo nei momenti di difficoltà… se vogliamo ciò che accade  – purtroppo – calcio italiano quando vengono meno le risorse economiche.

Quella squadra concluse quei due campionati in maniera più che dignitosa. Il primo anno, dovendo peregrinare alla ricerca di un campo di gioco per ben sei mesi, in giro per il sud Italia, a causa della squalifica di quello che allora si chiamava Santa Colomba dopo i fattacci susseguenti la partita interna con il Cosenza. Il secondo anno, purtroppo, ci fu l’amaro epilogo dell’esclusione dai campionati professionistici della società, nonostante la squadra si fosse salvata sul campo e addirittura vantasse un credito in Lega, ma ahimè nessuno volle dare continuità a quel progetto…

Da quel momento iniziò un periodo lungo e difficile di “purgatorio” in Interregionale, perché non esisteva ancora la possibilità di poter essere ripescati. Non come accade oggi, con grande facilità (inutile fare i soliti “esempi”) grazie al grande bailamme federale…

Resta della serata un momento molto bello che rinsalda valori e un forte senso di appartenenza, in giallorosso, che solo chi ha vissuto uno spogliatoio così e sentito l’adrenalina di quei campionati può capire. Ognuno di noi, poi, ha seguito il suo percorso fatto di tante piccole grandi soddisfazioni calcistiche e professionali, ma rimarrà per sempre il grande onore e l’orgoglio di aver indossato la maglia del Benevento e soprattutto, di avere all’epoca realizzato il sogno che accomuna tanti giovani che si avvicinano a questo magnifico sport.

Il calcio sa anche regalare emozioni, ti accomuna e traccia la strada per uomini che sanno porsi degli obiettivi leali e sinceri. La Strega ci ha… adottato e noi ce ne siamo innamorati e i colori giallorossi sono stati per tutto il nostro percorso di vita qualcosa di familiare e da condividere.

In foto:
Giancarlo Zotti , Pasquale Bruno, Roberto Antonaci, Pasquale Casale, Enrico Chiumiento, Arturo Ciullo, Luigi Sparandeo, Roberto Beni, Angelo Cioffi, Filippo Milano, Vincenzo Cardillo, Franco Martino, Pasquale Giancaterina.