Arturo Ciullo

(Arturo Ciullo) – Involuzione. Solo 15 giorni dopo la gara vinta con il Pescara, ero qui a descrivere le capacità del tecnico per la striscia di 10 risultati consecutivi che aveva proiettato i giallorossi al secondo posto. D’incanto, con le trasferte di Livorno e Cremona, la “Strega”, ritorna a balbettare e mostrare i limiti che l’avevano accompagnata in diverse gare durante la prima parte del torneo. È inevitabile che, chi si deve assumere le responsabilità da bravo condottiero, è proprio il tecnico romano, in qualità di responsabile – nel bene come nel male – di quelle che sono le prestazioni della sua squadra.

Due gare certamente non semplici sulla carta, ma rese ancor di più complesse proprio da una serie di scelte molto discutibili. A Livorno, un undici totalmente riconfermato senza prendere in considerazione che fosse opportuno apportare un turnover, dopo un ciclo di partite consecutive. Risultato: una squadra “svuotata”, sin dai primi minuti di gioco.

A Cremona, invece, alcune scelte sono apparse discutibili: togliere dal campo Insigne, che per caratteristiche tecniche era l’unico che potesse giocare tra le linee contro la difesa meno battuta del torneo, per fare spazio ad un evanescente Ricci, che si è fatto notare solo per la rete fallita, negli ultimi minuti, su un calcio d angolo.

La scelta di non osare, dopo l’espulsione di Strefezza. Era l’occasione per alzare il ritmo e mostrare la propria forza, impaurendo gli avversari schierando da quel momento un secondo attaccante (Asencio). Anche la scelta di non utilizzare Del Pinto, a protezione del reparto difensivo, per consentire gli affondi e portare a casa i 3 punti, proprio nel momento in cui i grigiorossi, dopo una gara nervosa e ricca di errori, erano in confusione dopo essersi ritrovati con un uomo in meno.

Invece, attendere il novantaduesimo minuto per inserire Asencio e cercare, in 2 minuti, di vincere mi sembra un azzardo… Per poi riuscire a perderla nell’unica defaillance difensiva! No mister Bucchi, così non va! Soprattutto non va l’incapacità di alzare il ritmo gara, non va continuare a scodellare cross dalla trequarti (e con il piede opposto) e insistere con dei lenti traversoni sistematicamente preda del pipelet avversario o ad altezza bacino, per essere sempre preda dei difensori. Giocare per portare a casa un pari e pensare di poter speculare su qualche episodio, sono il segnale evidente delle lacune di questa squadra. E, come d’incanto, sono venuti di nuovo fuori tutti i limiti caratteriali che confermano l’assenza di veri e propri uomini leader. Questo è un gruppo che ha bisogno di essere sempre stimolato e che deve essere guidato con pugno forte per cercare di tenere alta la concentrazione. Le ultime due gare devono dare lo spunto per fare un’analisi concreta e per provare a ripartire. Immediatamente.

C’è assoluto bisogno di un’inversione di tendenza, bisogna ritrovare la tenacia e la giusta cattiveria, cercando soprattutto di avere un ritmo più alto, dato che nelle ultime settimane la squadra è apparsa di nuovo lenta e prevedibile, con poche idee o soluzioni tattiche.

Questi i miei voti e il giudizio sui partecipanti alla gara Cremonese-Benevento:

MONTIPÒ (voto 5,5): in una gara noiosa i problemi sono ridotti all osso. Peccato per l’unica conclusione a rete dove può fare poco per evitare il tap-in che regala i 3 punti ai grigiorossi. Per il resto, ordinaria amministrazione.

LETIZIA (voto 5): durante la seconda parte della gara, riesce con un paio di ripartenze a dare smalto ad un’altra prova decisamente opaca e piena di errori, come accade oramai da diverse settimane. Non ci spieghiamo il motivo di spostarlo o utilizzarlo sui piazzati, se difficilmente riesce a servire i compagni con un cross.

ANTEI (voto 5,5): svolge il suo compito con diligenza insieme con i compagni di reparto. La linea difensiva ha lavorato sempre bene e il suo appoggio è stato sempre costante. Paga l’insufficienza per il goal subito, che ha visto la difesa scoperta nell’unica occasione per i padroni di casa.

CALDIROLA (voto 5,5): stesso discorso di Antei. Peccato non essere riuscito ad impattare il cross che ha portato al goal. Per il resto, ha dato il suo onesto contributo.

DI CHIARA (voto 4,5): utilizzato a sorpresa come terzo di difesa, dopo una assenza di qualche settimana. Discreta la fase difensiva. Poco lucida quella di appoggio, spesso condita da errori. Di nuovo il brutto anatroccolo…

TELLO (voto 5): gara anonima per lui che avrebbe dovuto dare vivacità e corsa ad un centrocampo totalmente rinnovato, per la prima volta schierato insieme. Deve ritrovare ritmo e concentrazione.

CRISETIG (voto 5): appannato, poco incisivo, soffre la pressione dei dirimpettai così come a Livorno. Può e deve fare di più anche perché la condizione comincia ad assisterlo.

VIOLA (voto 5,5): al rientro dal primo minuto dopo un lunghissimo tempo. In un centrocampo nuovo di zecca, deve trovare le sinergie, la posizione e soprattutto la fiducia di tutti i compagni che devono sceglierlo perché è l’unico che può assumersi la capacità di iniziare l’azione.

IMPROTA (voto 5): insufficiente… perché dopo 7 mesi deve cominciare ad essere decisivo e non mostrare sempre i soliti limiti caratteriali e tecnici, considerando le sue ottime doti. Spesso, per far bene la fase difensiva, non riesce poi ad essere incisivo in avanti o a dare soluzioni.

INSIGNE (voto 5): potrebbe essere l’uomo in più, sopratutto se si convince che in questo torneo i giocatori che fanno la differenza sono quelli che sanno giocare tra le linee o che danno varianti. Più praticità…

CODA (voto 5): solitamente ha bisogno di tre conclusioni prima di essere pericoloso… e anche in questa gara rispetta la media. Sull’impegno c’è poco da contestare, ma l’incisività o la capacità di essere cinici sono per lui un vero e proprio ostacolo. E non possiamo aspettare che segni sempre e solo lui…

VOKIC (voto 5): non lo conosciamo e non possiamo esprimere un giudizio, anche perché ancora non abbiamo capito il motivo del suo utilizzo in una gara sporca come questa. Da rivedere.

RICCI (voto 4,5): evanescente, impalpabile… lo notiamo solo per la rete fallita. Speriamo di riuscire a capire qual è il suo ruolo, che gli consenta di poter esprimere le sue qualità. Siccome è un calciatore di serie B, saremmo felici di apprezzarle…

ASENCIO (s.v.): forse qualcuno pensava che 2 minuti, per lui, potessero essere decisivi. Se proprio doveva essere in campo andava inserito prima, per dare peso al reparto avanzato in una gara nella quale la difesa avversaria non ha concesso praticamente nulla ai sanniti.

All. BUCCHI (voto 4): un centrocampo inedito, tre cambi inspiegabili e approccio completamente sbagliato, a Livorno e anche a Cremona dove la squadra è apparsa molto timida… Le critiche sono opportune, ci auguriamo che servano per dare la “sveglia” e soprattutto affinché possa prendere coscienza che, nel calcio, bisogna osare. La categoria è sicura, non dovrebbe essere un problema inserirsi nel lotto delle squadre che parteciperanno ai playoff. È peccato sperare di poter ambire a qualcosa in più? Io sono certo che tutti noi lo facciamo… Ma la serie B è il campionato della regolarità, del saper osare, del ritmo e della determinazione. Bisogna ritrovare lo spirito giusto e andare uniti nella stessa direzione. Credendoci.

Forza Strega!