Arturo Ciullo

(Arturo Ciullo) – Sfiducia. È forte il senso di sfiducia che ci accompagna, dopo l’ennesima prova poco positiva della Strega. A rinforzare il grigiore, una serie di situazioni che si ripetono con troppa facilità da un po’ troppo tempo.

Qualcuno s’era risentito perché avevo evidenziato, nel corso delle scorse settimane, le evidenti lacune su cui bisognava apporre una maggiore attenzione (se si vuole recitare un ruolo da leader in questo torneo) ma, purtroppo per costoro, la nostra squadra continua a perseverare negli stessi errori.
I giallorossi buttano al vento 5 punti in 2 gare, contro due  squadre modeste, grazie ad una sciagurata interpretazione delle stesse. Cercare di individuare responsabilità non è mai semplice; riesce meglio – ahimè – “processare” il tecnico, a questo punto inevitabilmente sul banco degli imputati.
Cambi, interpretazione di un nuovo modulo, sostituzioni, infortuni, approssimativa condizione fisica, fragilità mentale;  sono tutti  argomenti su cui possiamo spaziare a 360 gradi, ma è inevitabile che bisogna anche prendere coscienza delle reali capacità degli uomini a disposizione del tecnico Bucchi.
La gara con il Carpi è stato un crocevia importante perché, aldilà del magro risultato e per come lo stesso è maturato, gli spunti di riflessione ricevuti sono stati tanti:
  1. cambio del portiere. Forse si è atteso anche troppo. La scelta andava operata in partenza: o si crede nel calciatore  su cui s’investe, o non vale la pena investire su di lui. Due anni fa abbiamo accolto un giovane Alessio Cragno e lo abbiamo visto crescere giornata dopo giornata. Così come allora per il forte portiere toscano, così oggi, per coerenza, per il promettente Lorenzo Montipò;  senza voler nulla togliere all’ottimo professionista Christian Puggioni, ma i fatti parlano chiaro e sono evidenti.
  2. Modulo ed attaccanti: vedere insieme due attaccanti come Coda e Asencio ha certamente mostrato una variante interessante, ma è inevitabile che il tecnico abbia messo in discussione il suo credo che è basato su un 4-3-3 per il quale, non ci dimentichiamo,  sono stati arruolati ben 4 esterni alti.
  3. La difesa a 3 potrebbe essere una variante al modulo visto fin ora, ma la disposizione  lascia non pochi dubbi (Billong centrale e Volta a destra sono …. discutibili). Basta considerare che le poche sortite in avanti del Carpi hanno sempre fatto traballare la difesa, con un Billong in palese difficoltà su un Arrighini lanciato in profondità.
  4. La linea mediana appare sempre approssimativa.
  5. cambi sprecati, con due sostituzioni per altrettanti difensori, al cospetto di un Carpi alquanto deboluccio in attacco.
Tutto questo genera un senso di imbarazzo, ma soprattutto alimenta i dubbi su quale fosse la reale idea di gioco in una partita tra le meno preoccupanti, eccetto per un’ampiamente preventivabile  foga agonistica del Carpi, come da cliché del tecnico Castori.
Alla fine, 85 minuti per cercare di chiudere una partita facilitata  da errori degli avversari e qualche egoismo di troppo in fase conclusiva quando invece era necessario chiuderla (vero Coda?) e i 10 minuti finali da incubo…
Ed un’altra considerazione: l’organico ridotto all’osso, con infortuni a catena che lasciano non pochi dubbi sulla gestione e sulle scelte (vedasi Costa). La squadra, così com’è, può davvero recitare un ruolo da protagonista (come sbandierato da più parti)? Oppure bisogna prendere coscienza che bisognerà prendersi ciò che viene, in previsione di un prossimo mercato, si spera, riparatore? Perché è chiaro che molti sono i calciatori che non stanno rendendo secondo le previsioni, e c’è bisogno di fare scelte drastiche.
C’è bisogno di una presa di coscienza; il primo a doversene far carico è proprio mister Bucchi  il quale, a dispetto delle proprie dichiarazioni post gara, dovrebbe ricordare che la squadra è una sua creatura, che l’ha costruita avallando personalmente le scelte e proponendo egli stesso alcuni calciatori, anzi, li ha richiesti a gran voce (Cristian Buonaiuto docet).  Il tecnico romano potrebbe iniziare, magari,  ad utilizzare gli uomini a disposizione mettendoli in condizione di poter esprimere le loro reali potenzialità.
La prossima gara, com’è immaginabile, rappresenta un vero crocevia.
Questi i miei voti e il giudizio sui partecipanti alla gara Carpi-Benevento:
MONTIPÒ (voto 6): all’esordio in maglia giallorossa è apparso tranquillo e determinato. Unico neo, il secondo goal dei carpigiani, sul quale resta sorpreso più dallo sfortunato Letizia che dalla conclusione a rete stessa. Merita ancora la fiducia per dare continuità al suo inserimento.
GYAMFI (voto 5): apparso sempre impacciato perché non ha le caratteristiche per fare l’esterno. Non capiamo il motivo per il quale, dopo gli infortuni occorsi ai suoi compagni, non sia stato fatto arretrare in un’ipotetica difesa a 4, invece che farlo vagare a destra come quinto di difesa.
LETIZIA (voto 6): fa il suo lavoro fino a quando riesce ad essere nelle condizioni di poter giocare. Mi chiedo perché non venga utilizzato a destra, con il suo piede naturale, a maggior ragione quando si hanno due attaccanti abili sulle palle alte.
VOLTA (voto 5,5): disposto a destra in una difesa a tre è una follia; lui che è il perno centrale. In totale confusione, balìa di questa scelta .
BILLONG (voto 5): assurdo vederlo da centrale tra i tre difensori. In tre occasioni Arrighini, lanciato in profondità,  lo mette in difficoltà quando viene lanciato in profondità. Colpevole sul goal del pareggio perché non anticipa l’avversario a cui lascia successivamente la possibilità di ricevere la palla per la segnatura.
COSTA (n.g.): sono 2 anni che non riesce a garantire il suo apporto concreto per le sue approssimative condizioni fisiche. Qual è il suo problema? Perché schierarlo se non stava bene?
BANDINELLI (voto 5): invischiato nel marasma di un centrocampo ancora una volta apparso in inferiorità rispetto un modestissimo Carpi. Un peccato per un ragazzo da grandi qualità fisiche.
VIOLA (voto 5): ho già evidenziato come questo giocatore stia soffrendo più di tutti queste scelte tattiche. Inoltre, dal suo piede tanti calci piazzati calciati senza mai creare un problema alle difese avversarie. Speriamo che venga messo nelle condizioni di poter esprimere le sue enormi qualità.
TELLO (voto 5): gioca a corrente alternata, in un reparto che resta slegato tra attacco e difesa.
CODA (voto 6): trova ancora il goal e avrebbe potuto raccogliere di più. Decisamente meglio con un partner di ruolo accanto. Ha la palla che avrebbe potuto far chiudere la gara ma sceglie la soluzione personale invece di servire il compagno in area.
ASENCIO (voto 6): lotta, corre e crea spazio per Coda. Da rivedere con il compagno di reparto per un intesa ancora da migliorare.
DI CHIARA (n.g.): chiamato in corsa, resta poco in campo per un infortunio.
SPARANDEO (voto 6): buttato nella mischia fornisce una discreta prestazione. Deve imparare a limitare eccessivi “contatti” con gli avversari. Mostra buona personalità.
BUONAIUTO (voto 6): entra con un ottimo spirito, offrendo alcuni spunti che forse meritavano qualcosa in più.
All. BUCCHI (voto 5): opera scelte discutibili, stravolgendo il suo credo per cercare di fare risultato su un campo non impossibile. Forse la vittoria avrebbe nascosto qualche deficienza, e alla fine rimangono tanti dubbi. In questo momento ha sulle sue spalle le responsabilità maggiori. Sarebbe il caso di scegliere gli uomini giusti ed avere idee tattiche più chiare prima che sia troppo tardi.
Ora ci attende la trasferta a La Spezia, per il recupero della 10^ giornata non disputata con i bianconeri locali a causa del maltempo. Il Picco è da sempre un campo difficile e lo Spezia è una squadra ostica. Anche in Liguria l’ambiente non è soddisfatto dei risultati e loro si aspettano un risultato positivo, che ridarebbe il giusto entusiasmo e un rilancio in classifica.
Noi  ci attendiamo un cambio di rotta, per continuare a sognare.
Forza Strega!