Arturo Ciullo

(Arturo Ciullo) – Tre punti. Il calcio ha poche certezze: tra queste, quella che conta vincere ed quello che successo lunedì sera con il Livorno. Tre punti che fanno classifica e morale. A parte questa unica verità, la squadra ha offerto una prestazione nella quale spesso è apparsa in affanno e con poche idee, ma soprattutto con un ritmo “basso”, al cospetto ad un’avversaria che sinceramente è apparsa poca cosa.

Probabilmente a fronte dei proclami, questo gruppo manca di veri e propri leader e lo testimonia il fatto che, nonostante l’utilizzo di 14 giocatori, non emergono grosse individualità se non quelle che già conoscevamo (Viola). Le difficoltà evidenziate hanno fatto rumoreggiare il pubblico, soprattutto per l’atteggiamento che spesso appare superficiale. Giocare con un 4-3-3 e non lavorare sugli esterni, sembra talvolta una scelta cocciuta e cervellotica.

Colpisce la condizione fisica,  che non appare delle migliori, e soprattutto sono evidenti i cali di tensione che purtroppo restano una costante. Dopo le due prove incolori (Foggia e Pescara) l’importante era fare risultato, è vero, ma bisogna ritrovare il bandolo della matassa e ridare un gioco a questa squadra apparsa per lunghi tratti approssimativa ed arruffona. Siamo certi che il risultato positivo  darà la giusta spinta per ritrovare convinzione e ritmo, ma è il caso di cominciare a porsi degli interrogativi sugli interventi da effettuare per aggiustare questo organico.

La linea mediana e spesso in difficoltà e gli esterni sono poco propositivi. Forse le aspettative erano diverse e bisognerà capire se è un problema di mentalità o se questi sono i reali valori.

Questi i miei voti e il giudizio sui singoli, relativamente alla gara Benevento – Livorno:

PUGGIONI (voto 6,5): attento, sicuro, svolge con attenzione il suo compito dando sicurezza al reparto con i sui interventi sempre opportuni.

MAGGIO (voto 6): esperienza al servizio del pacchetto difensivo. Buone le sue uscite nella seconda parte della gara. Ci attendiamo qualcosa in più in fase di appoggio per una catena di destra che ancora non funziona come dovrebbe.

LETIZIA (voto 5): arruffone e spesso troppo innamorato della palla. Non lavora come dovrebbe con il compagno di reparto, cercando sempre la soluzione individuale spesso errata.

VOLTA (voto 6,5): ancora una prova sicura e maiuscola che lo erge come punto di riferimento. Molto bene la sua intesa con il compagno di reparto.

BILLONG (voto 6,5): sicuro, determinato come deve essere un centrale difensivo. Sta conquistando simpatie per quanto mette sul campo riguadagnando fiducia da parte di tutti.

BANDINELLI (voto 5): buona la partenza che lo vede protagonista nei primi minuti per alcune conclusioni. Dopo, alterna buone cose con un assenza ingiustificata dal gioco. Deve essere più costante.

TELLO (voto 5-): tanta confusione e errori continui per un giocatore che dovrebbe essere più concreto. Sembra in affanno ed è lontano dalle livello delle prestazioni nelle prime gare.

VIOLA (voto 6,5): unico calciatore in grado di fare gioco. Sue le migliori scelte anche se non è ancora supportato dai compagni di reparto e dagli esterni che gli danno pochissime soluzioni.

INSIGNE (voto 6): alterna buone iniziative a momenti di incostanza. Lo salva l’azione che lo porta al penalty. Deve migliorare l’intesa con il compagno di reparto e cercare di più i tagli che darebbero soluzioni di gioco diverse.

BONAIUTO (voto 5): ancora una prova incolore a parte qualche giocata sporadica. Quasi nullo il lavoro con il compagno di reparto che spesso lo ignora. Deve dare tanto di più.

CODA (voto 6): lavora per la squadra ma da lui ci attendiamo una presenza maggiore in profondità o sull’anticipo. Deve convincersi che può e deve fare meglio.

RICCI (voto 5): sembra che voglia spaccare il mondo ma resta quasi sempre una incompiuta. Ci vuole maggiore convinzione delle proprie possibilità e maggiore personalità.

IMPROTA (voto 5): stesso discorso di Ricci: ha la possibilità di esprimere le sue potenzialità nelle ripartenze, ma sembra sempre in affanno.

NOCERINO (voto 5): la “cazzimma” tanto proclamata non la mette in pratica. Ancora in affanno. Non sembra riuscire a prendersi delle responsabilità se non svolgere un compitino troppo risicato. Ci attendiamo da un giocatore così importante molto di più. Non è una critica ma solo un invito, per un gruppo che scarseggia di giocatori di personalità.

All. BUCCHI (voto 5): abbiamo la sensazione che la squadra faccia fatica ad applicare il suo credo. Forse alcuni giocatori non sono all’altezza delle sue aspettative. Ora ha dalla sua il risultato per cercare di lavorare sulla condizione fisica, apparsa un po’ deficitaria per una squadra che non riesce ad imporre il gioco e le sue idee così come dovrebbe nelle intenzioni.

Sabato prossimo c’è la Cremonese, imbattuta, formata da un gruppo sbarazzino e certamente con una qualità superiore rispetto al modesto Livorno.
A fronte dei proclami bisogna rispondere con una prova convincente, se si vuole recitare un ruolo da protagonista in un torneo che ad oggi non ha veri padroni, con partite sempre imprevedibili nel risultato.

Forza Strega!