Arturo Ciullo

Numero 7: un numero, una maglia, l’intero stadio,  domenica scorsa,  con orgoglio ha deciso di onorare un suo figlio “strappato” dalla vita terrena troppo presto, ma sempre vivo nel ricordo di chi ne ha apprezzato le doti umane: Carmelo Imbriani sarà sempre ricordato con immutato affetto.

Sì, un preludio per una gara dove il cuore, la passione, l’amore per la maglia era la base per “ riscattare “ tante delusioni. Tutto in 90 minuti, in un Ciro Vigorito reso elettrico dall’impaziente attesa, si sono confrontare due rivali storiche, che cercano di sopravvivere, con tanti sacrifici, nel calcio milionario delle serie A.

La posta in palio era alta per gli stregoni ed il  “tenace” De Zerbi  ha saputo miscelare i nuovi arrivati con i ritemprati giocatori presenti in rosa.

Il pubblico, sempre molto caloroso, ha incitato con il cuore i propri ragazzi per tutta la gara, partecipando e spingendoli verso questa agognata vittoria.

Gara tattica, resa difficile da uno schieramento al limite delle barricate da un “presuntuoso” Zenga, che pensava che sarebbe bastato schierare i due attaccanti nella ripresa per ottenere la vittoria. Il risultato gli ha dato torto, così come le sue dichiarazioni confuse di fine gara che evidenziavano com’egli avesse visto, evidentemente, un’altra partita.

Da parte sua, invece, il tecnico bresciano ha rinnovato anche per questa gara il solito 4-3-3 dando spazio, nella coppia dei centrali difensivi, all’esordiente Tosca con Djimsiti, confermando la linea mediana di qualità con il trio SandroViolaDjuricic;  in avanti, oltre al riconfematissimo Brignola e a Coda, spazio al rientrante Parigini sull’out di sinistra al posto dell’infortunato D’Alessandro.

La squadra è apparsa tonica fin dai primi minuti; organizzata, paziente e sopratutto ha evidenziato che 14 punti di differenza in classifica rappresentavano un distacco ingeneroso.

Gara maschia, dove si sono viste delle belle geometrie grazie alla tecnica dei tre centrocampisti che hanno miscelato sagacia tattica, interdizione e sopratutto personalità, che era la cosa che di più era mancata a questa squadra. La vera forza di questo gruppo è che finalmente ci sono giocatori con la “G” maiuscola, che sanno assumersi le responsabilità dando sicurezza agli altri, apparsi un po’ smarriti nel corso di questi mesi.  Questo il più grande risultato, che fa sì che questo gruppo possa, nelle prossime giornate, giocare a viso aperto con tutti, come fatto fino ad ora, ma sicuramente con maggior convinzione dei propri mezzi. La Strega sarà anche ultima in classifica, ma ha sempre avuto modo di mostrare il suo gioco senza timori reverenziali

Unica nota stonata, i soliti  errori che purtroppo, dalla prima giornata e fino a domenica, hanno penalizzato la squadra. Ancora troppe concessioni gratuite, vedi il primo gol nato da una palla ciccata da Sandro ed una copertura difensiva mal interpretata da Venuti. Stesso discorso sul secondo gol che evidenzia come ogni qualvolta ci sia una palla alta in area di rigore, su azione o a gioco fermo, si manifesti una chiara occasione da gol per la squadra ospite. Eppure adesso abbiamo giocatori che dal punto di vista fisico hanno le caratteristiche per ovviare a questa carenza. È solo un problema di testa e speriamo che il tecnico possa migliorare il lavoro sulla fase difensiva.

Questi i miei giudizi sui singoli, relativi alla gara Benevento Calcio-Crotone:

PUGGIONI (voto 6). Ancora due goal, ma nessuna responsabilità. Trasmette sicurezza, preciso e decisamente meglio anche nella gestione della palla in fase di costruzione rispetto alle domeniche precedenti. Deve aiutare la linea difensiva ad essere più sicura sulle palle alte.

VENUTI (voto 5,5). Solito impegno. Meglio sull’out sinistro dove riesce adattandosi ad essere anche incisivo in alcune sortite offensive. Peccato per l’errore sul primo gol quando non riesce a fare diagonale difensiva concedendo a Crociata di portare in vantaggio il Crotone.

LETIZIA (voto 6). Sempre propositivo in fase di costruzione lascia il campo perché ammonito, anche perché spesso un po’ troppo impetuoso. Come al solito meglio in appoggio che in fase difensiva.

DJIMSITI (voto 7). Prestazione gagliarda, da leader. Preciso, determinato, gioca una gara attenta anche grazie alla copertura preventiva da parte di Sandro.

TOSCA (voto 6,5). Esordio con un evidente pizzico di emozione. Tonico e cattivo al punto giusto. Fa reparto in modo omogeneo con il compagno di linea. Può e deve crescere.

SANDRO (voto 7,5). Giocatore con la G maiuscola. Personalità, cattiveria agonistica, qualità tecniche che consentono di far girare la palla con velocità e tocchi brevi. Soffre fino al 90°, ma non molla di un centimetro. Ha la forza del leader, di colui che può guidare con la sua esperienza questo gruppo verso un sogno. Il pubblico lo ha già adottato.

VIOLA (voto 7). Ringrazio personalmente De Zerbi per aver simbolicamente ascoltato la mia vocina… Geometrie, personalità. Un piacere vederlo giocare. Di diritto un beniamino del pubblico, mai domo. Scusate la mia licenza: la settimana scorsa gli avevo chiesto di andare al tiro in quanto servono servono i suoi goal perché ce lì ha nelle corde e… sono stato accontentato. Grazie Nicolas.

DJURICIC (voto 7). Qualità, nerbo, personalità. Quando ingrana la marcia mette in evidenza le sue qualità. Con la crescita fisica si evidenziano di più le sue caratteristiche. Adesso è pronto per trovare anche il goal perché è bravo. Deve soltanto crederci.

BRIGNOLA (voto 7,5). Il “cuore” di Carmelo Imbriani sembra essersi d’incanto trasmesso nel corpo di questo furetto. Corre, lotta, gioca con personalità come uno “scafato”. Bravo Enrico. Testa bassa, umiltà e avanti così.

CODA (voto 6,5) Ingabbiato tra i due legnosi difensori crotonesi,  non abbassa di un centimetro la sua attenzione e la sua voglia di lottare. Fa reparto da solo al servizio della squadra. Bravo.

PARIGINI (voto 5,5) Parte timoroso e con il freno a mano tirato. Ha bisogno di sentire la fiducia. Il tecnico gliel’ha data e lui deve essere consapevole che può fare di più perché quando si è scrollato di dosso le sue paure è stato decisamente positivo. Ragazzo che può far bene. Deve sfruttare questa ricca opportunità.

IEMMELLO (voto 6). Al rientro tra lo scetticismo generale. Io tra i primi non ho grandi simpatie per questo giocatore perché non ci ha ancora catturati. Ma come si conviene ad un professionista, deve convincerci di essere uno che vuole rimanere in serie A. Ci serve e gli serve giocare. Abbiamo bisogno dei suoi gol che arriveranno. Testa bassa, lavoro, umiltà per conquistare i tifosi, che non aspettano altro che urlare il suo nome per un gol-vittoria. Magari chissà, già domenica prossima…

SAGNA (voto 6). In fase di rodaggio, mette la sua esperienza a disposizione del gruppo e sopratutto la sua bella serenità. Non è facile per un giocatore del suo livello mettersi in discussione in un campionato avviato e in queste condizioni. Ne apprezziamo lo spirito e gli “perdoniamo” qualche sbavatura.

DIABATÉ (voto 7). Miglior esordio non si poteva sperare. Entra nei minuti finali e con decisione mette in rete il goal- vittoria. Fisico imponente per una soluzione in più per mister De Zerbi, anche se ci ha sorpreso la qualità con cui arpiona e tratta il pallone e la sua determinazione.

DE ZERBI (voto 7). Deciso, convinto, autoritario nel modo giusto. Il gruppo lo segue. Ora più che mai bisogna crederci fino alla fine. Bisogna solo migliorare la fase difensiva sulle palle alte e convincere gli attaccanti che possono e devono trovare la soluzione a rete. Dare continuità al lavoro prodotto; negli ultimi due mesi un cammino da centro classifica.

Avanti così, e adesso testa a Milano: ci aspetta nientemeno che l’Inter. A parte le polemiche che hanno preceduto la gara in merito agli imponenti servizi di sicurezza per l’arrivo dei tifosi sanniti. Attenzione: arriva una tifoseria calda, appassionata, che con orgoglio mostra il lato bello di questo calcio molto spesso criticato.

Forza Strega, ora più che mai.