Arturo Ciullo

(Arturo Ciullo) – La prima gara del girone discendente ha visto di scena in una serata fredda al Ciro Vigorito il Pisa di mister D’Angelo. I contenuti di questa gara presagivano ad una gara ostica, vuoi per la lunga pausa che ha interrotto il cammino della Strega che aveva una  condizione fisica e mentale perfetta, e vuoi perché gli ospiti avevano bisogno disperato di far punti per non essere risucchiati nella zona retrocessione, dopo un girone d’andata iniziato nel migliore dei modi dai nerazzurri.

SuperPippo ha dovuto rinunciare al febbricitante Hetemaj (e la sua assenza peserà molto sulla gara…), apportando l’unica novità allo schieramento ad albero di natale inserendo il colombiano Tello ad agire da interno. Partenza brillante, che ha portato i giallorossi alla rete già nei primi dieci minuti con il centravanti Coda, dopo un brillante spunto di Sau sulla sinistra.

Poi il Benevento ha lasciato il campo per circa venti minuti ai pisani  che hanno ben sfruttato questo fattore, giocando alti e sfruttando tutte le debolezze dei giallorossi, che sono apparsi d’improvviso farraginosi e molto imprecisi. Talmente imprecisi da regalare il pari agli avversari, con un tocco goffo e maldestro di Tuia, che non si è inteso con Montipò ed ha provocato l’autogoal.

La seconda parte della gara, invece, ha visto un Benevento decisamente più in palla che, nonostante una strana frenesia, è riuscito ad imbastire almeno 6 palle goal, dimostrando purtroppo tutti i suoi limiti sotto porta. Nel complesso, si è notata una scontata difficoltà nel gestire il gioco, a causa dei numerosi errori in palleggio ma soprattutto una difficoltà sull’out sinistro e sulle seconde palle, sulle quali i toscani sembravano più feroci.

Il Benevento ha sofferto in linea mediana, dove Schiattarella, orfano di Hetemay, s’è ritrovato in ritardo o poco reattivo nella gestione dei tempi di ripartenza. È plausibile che la sosta abbia spezzato quel filo magico che aveva portato i sanniti a essere una macchina – quasi – perfetta, ma noi siamo certi che Inzaghi riuscirà a ritrovare subito il bandolo della matassa.

Resta un dato oggettivo: la squadra, ha comunque costruito una grande quantità di palle goal (forse la più alta del torneo fino a ora disputato) palesando la cronica difficoltà degli attaccanti (Coda in primis) nel trovare la rete. Il punto conquistato muove comunque la classifica, in un torneo sempre più equilibrato, lasciando invariate le distanze sulle inseguitrici.

È evidente che il girone di ritorno sarà di certo diverso, anche perché molte squadre si sono attrezzate per migliorare la propria classifica.

Questi i miei voti e il giudizio sui partecipanti alla gara Benevento Calcio – Pisa:

Montipò (voto 6): qualche intervento nella prima frazione di gara dove sull’unica incursione i nerazzurri pisani hanno trovato il rocambolesco pareggio su autorete. Il resto ordinaria amministrazione, anche se con minore lucidità del pipelet in fase di rilancio.

Maggio (voto 7): in assoluto il migliore in campo. Soffre nella prima parte di gara perché Kragl non garantisce la fase difensiva e i pisani cercano di sfondare da quella parte. Unico neo la conclusionea rete sbilenca al novantaquattresimo che avrebbe potuto regalare la vittoria ai sanniti… Per il resto, solita prova all’altezza.

Tuia (voto 5): apparso appannato nei pochi minuti giocati. Sfortunato sull’azione del goal e ancora di più per l’infortunio occorsogli, che lo ha costretto a uscire. Speriamo non sia nulla di grave.

Caldirola (voto 6): apparso nervoso e frenetico, rispetto al suo standard. Migliora con il passare dei minuti, ergendosi a leader della retroguardia.

Letizia (voto 6): ci mette il cuore e la corsa come sempre ma è apparso meno preciso rispetto a quanto ci ha abituati.

Tello (voto 5,5): fatica a trovare la posizione e soffre nella prima parte della gara la fase d’interdizione. Meglio in quella offensiva, dove trova diversi spunti grazie alle sue ripartenze.

Schiattarella (voto 6): lotta, mena, detta i tempi ma tutto con affanno e imprecisione. Meno lucido del solito anche perché orfano del suo compagno di reparto Hetemay che lo mette sempre in condizione (soprattutto in fase di costruzione) di essere decisivo.

Viola (voto 6): grande dinamismo ma spesso si ostina a voler per forza trovare la giocata in una serata in cui, invece, bisognava usare la sciabola… Non riesce a fare la differenza e questo lo innervosisce.

Kragl (voto 5): prestazione opaca e sempre in affanno in fase difensiva, dove crea non poche difficoltà ai compagni di fascia. Non riesce ad essere incisivo anche perché spesso cerca sempre e solo la giocata personale… E sembrato di colpo appesantito e in affanno come nella prima parte della stagione. Unico dubbio: perché non ha calciato l’ultima punizione da posizione per lui ottimale?

Sau (voto 7): le migliori giocate partono dal suo piede, così come l’azione che propizia il vantaggio giallorosso. Fa impazzire letteralmente Birindelli, soprattutto nell’uno contro uno  nel quale è imprendibile. Esce anzitempo anche per qualche colpo in più ricevuto.

Coda (voto 6): inizia con il botto con la rete del vantaggio. Poi fallisce alcune occasioni che gli sono capitate… Sempre troppo compassato…

Volta (voto 6): entra al posto dell’infortunato Tuia. Sempre determinato, ma alla ricerca di una migliore condizione per lui indispensabile.

Improta (voto 7): entra subito in gara, facendosi notare per la capacità di fare le due fasi in maniera determinata. Sicuramente una prestazione che lo candida a giocarsi il posto da titolare.

Moncini (s.v.) esordio per l’attaccate giunto da poco nel Sannio. Fatica a trovare lo spunto tantomeno riesce a toccare la palla…

All. Inzaghi (voto 6): dà continuità al suo credo tecnico, adattandosi all’avversario. La pausa ha inevitabilmente condizionato il rendimento dei suoi. Il tecnico è certamente conscio che, in questa fase, sarà importante non abbassare la guardia e saper gestire il grande vantaggio acquisito. La squadra nel secondo tempo ha comunque costruito e creato diverse palle goal che, purtroppo, non sono state ottimizzate per marcata imprecisione…

Ora testa alla trasferta di Cittadella, su di un campo dove non ci sono eccessive pressioni e contro una buonissima squadra abituata a giocare. Noi siamo certi che la squadra di Inzaghi saprà mostrare di nuovo il suo vero volto, con la stessa determinazione delle precedenti gare.

Una pensiero speciale per  Gaetano Allegretti, storica bandiera del Benevento Calcio, che ha lasciato questa Terra nelle scorse ore. La sua vita, dedicata interamente alla Strega, il suo carattere sanguigno e la grande passione per i colori saranno per sempre l’emblema della beneventanità e del senso di appartenenza… A lui sono legati tanti decenni di ricordi e aneddoti…

Ciao zio Gaetano, chi ama la Strega non dimentica!