Arturo Ciullo

(Arturo Ciullo) – Giacca “grigia”… Chi ama il calcio riconosce che il ruolo più difficile è quello dell’arbitro, che verrà riconosciuto emerito  solo quando la sua carriera esalterà le qualità di imparzialità e serietà ma, soprattutto, capacità di essere quasi un attore invisibile.

Ieri, purtroppo, abbiamo assistito all’ennesimo scempio, dovuto soprattutto quando si deve assistere alle inspiegabili carriere di taluni protagonisti. È davvero censurabile osservare un uomo che riesce a rovinare una gara così importante tra due  tra le sicure protagoniste di questo torneo, scontentando equamente entrambe le formazioni… Ciò che saltà all’occho (e ne acuisce la gravità), è che tutto è accaduto sin dal primo minuto di gioco. Probabilmente (speriamo!) chi lo ha osservato sarà consapevole che questo “fischietto” va fermato, perché oltre l’incapacità di gestire una gara, ha dimostrato evidenti limiti, fisici, tecnici e nervosi. Questa giacchetta “grigia” non può essere utilizzato in un torneo così importante come quello di serie B, nel quale interessi ed investimenti meritano professionisti all’altezza.
A parte questo, bisogna subito sottolineare che le due formazioni scese in campo al Ciro Vigorito che non si sono risparmiati fino al 98° (la giacca grigia non aveva l’aereo…) dando vita ad un match maschio e molto piacevole sul piano calcistico. Di fronte due tecnici giovani e spregiudicati che si sono confrontati con l’intento di non soccombere propopnendo un atteggiamento tattico molto offensivo.
Oddo dalla sua ha schierato una difesa alta, spesso a 3 con due attaccanti a giocare vicini e un centrocampo folto a 5.
Pippo Inzaghi ha confermato il credo utilizzando Antei sulla destra a far pacchetto con Tuia e Caldirola centrali e Letizia a sinistra.
Linea mediana con il duo Viola – Hetemaj, e i 4 avanzati Insigne e Tello esterni con la coppia d’attacco CodaArmenteros.
Forse il tecnico aveva pensato di poter utilizzare in corsa i recuperati Sau e Schiattarella, ma purtroppo la gara ha preso una piega diversa, anche per quanto descritto sopra.
Gli stregoni hanno fin da subito preso in mano il gioco, trovando anche la rete del vantaggio con Armenteros, e dando l’idea di poterla chiudere. Ma dopo l’espulsione (giusta) di Tello a seguito di un’altra azione gestita male dall’arbitro (reo di non aver interrotto il gioco per un fallo a metà campo proprio su Armenteros), la gara ha cambiato volto e la sua gestione diventa nervosa e spezzettata.
L’aspetto più significativo di questa gara, oltre ogni recriminazione nonostante la gestione arbitrale, è che la truppa di Inzaghi è riuscita con merito a portare a casa i 3 punti, consolidando la prima posizione in classifica e confermando il carattere di un gruppo che è riuscito ancora a gestire il risultato di vantaggio vantaggio fino alla fine, caratteristica fondamentale delle squadre vincenti…
Questi i miei voti e il giudizio sulla gara Benevento CalcioPerugia:
MONTIPÒ (voto 7,5): questo voto non per gli interventi ma soprattutto per la tenuta nervosa, la gestione e la sicurezza che lui ha dato al reparto. Un viatico importante per un ragazzo che in questo modo dimostra la sua crescita, e questo grazie anche ai suoi colleghi (Gori e Manfredini) che lo stanno aiutando in questo percorso.
ANTEI (voto 7): schierato a destra, si mostra sempre sicuro sia in fase difensiva che in appoggio. Davvero un passo avanti per il difensore che è dotato di buone qualità.
TUIA (voto 7,5): quando un giocatore viene chiamato in causa e mostra questo carattere bisogna riconoscergli grande rispetto. Con i compagni di reparto annulla il duo d’attacco dei grifoni senza mai andare in affanno.
CALDIROLA (voto 7,5): leader indiscusso e guida di un pacchetto arretrato che cresce di gara in gara. Complimenti…
LETIZIA (voto 7): altra prestazione superba. L’istantanea che contraddistingue questa gara è la sua capacità di fare diagonali e l’attenzione sulle palle alte, che non sono mai state il suo forte. Quando si dice che un giocatore trova le motivazioni giuste…
VIOLA (voto 7): prova gagliarda a dispetto delle giocate alle quali ci ha abituato, lo ricorderemo per la cattiveria agonistica e la voglia di fare muro davanti al pacchetto arretrato, adattandosi alla gara.
HETEMAJ (voto 8): probabilmente non ricorderemo di lui mai una giocata “fine”, ma è un giocatore che mette sempre tutto ciò che ha sul campo diventa inevitabilmente il simbolo dell’attenzione e della lotta. Partita maestosa la sua.
INSIGNE (voto 5): a mio modesto avviso, sciupa una grossa opportunità concessagli dal tecnico con una gara spenta e con un atteggiamento non adeguato. Non riesce quasi mai ad incidere e, fino ad oggi, è il giocatore che meno si è riuscito ad esprimere. Ricorderemo della sua gara la palla sbagliata a cinque metri dalla porta…
TELLO (voto 4,5): Tutto sommato una buona gara la sua: ma quell’espulsione poteva costarci cara.
CODA (voto 6): decisamente meglio rispetto le ultime gare per il lavoro che fa per la squadra. Ancora poco lucido ed in ritardo in fase conclusiva. Ha la fiducia del tecnico e attendiamo che si incanali in una direzione giusta. Lo aspettiamo.
ARMENTEROS (voto 7): la sua cattiveria, la convinzione danno peso e sono un valore aggiunto. Talvolta si specchia nel suo modo esuberante di gestire il possesso, trova la rete della vittoria e mette il suo cuore per tutta la gara.
IMPROTA (voto 6): chiamato per dare quantità sull’out sinistro, esegue il suo compito. Meglio in fase difensiva che offensiva. Prezioso il suo contributo.
KRAGL (voto 6): entra in fase concitata e mette a disposizione il suo fisico e la tecnica per dare sostanza al reparto. Sicuramente alla prossima lo rivedremo in campo e per lui sarà l’occasione per ritornare e dettare legge su quella corsia.
DEL PINTO (s.v.): c’era bisogno di stringere le maglie e chiudere ogni varco e l’immortale, come sempre, ha messo tutto quello che ha a disposizione della squadra.
Marco Moccia:  è bellissimo vedere un 2003 convocato per la prima volta “ bruciando” le tappe . Un segno tangibile di un settore giovanile che cresce e che da i suoi frutti . Il ragazzo identifica il sogno di tanti atleti indigeni che vedono la strega come un punto di arrivo a culmine di un sogno. Marco ha grandi qualità, non solo calcistiche, e saprà dimostrarle. A lui il nostro in bocca al lupo per una meravigliosa carriera ed un plauso ai dirigenti che lo hanno coltivato.
All. INZAGHI (voto 7,5): indubbiamente i 3 punti e la vetta sono le cose più evidenti, ma questo si ottiene con il lavoro e con il rispetto da parte del gruppo che lo segue. La squadra cresce, mostra carattere, qualità e convinzione che sono meravigliose caratteristiche per recitare un ruolo importante. Pippo ha a disposizione un gruppo che ha capito che non ci sono comandanti ma dove tutti sono importanti. La compattezza ed il nervo mostrano il suo volto e con il recupero di tutti avrà a disposizione un organico di tutto rispetto per recitare un ruolo da protagonisti. Bisogna ovviamente dare continuità e provare a chiudere le gare con maggiore cinismo, caratteristica principale dell’Inzaghi calciatore…
Ora testa al Pescara, prossima avversaria, compagine che ad oggi è una mina vagante. Squadra “vecchia” ma ostica sul suo campo, che sicuramente vorrà approfittare della gara con il Benevento per riconquistare l’affetto dei propri tifosi, certamente non contenti dell’andamento mostrato fin ora da parte dei biancoazzurri adriatici.
Per noi, un altro difficile banco di prova, ma la squadra c’è.
Forza Strega!